✕

Gli animali che non invecchiano mai. “Scoprire i loro segreti farà vivere più a lungo anche noi”

Ascolta l'audio

Le balene della Groenlandia sopravvivono duecento anni. Una specie di talpa arriva a quaranta. Il merito è di un meccanismo che ripara i danni del Dna. E che i ricercatori provano ora a imitare
2 minuti di lettura

Per alcuni animali la morte è un’eventualità remota. Le balene della Groenlandia, con i loro duecento anni di vita, sono ad esempio i mammiferi più longevi del pianeta. Un cucciolo nato mentre Leopardi componeva L’Infinito potrebbe essere ancora vivo oggi. Su alcuni esemplari sono stati trovati resti di ramponi secolari, usati per calcolare la loro venerabile età.

La balena pluricentenaria

Alla ricerca di un elisir per allungare la vita degli esseri umani, gli scienziati hanno rivolto la loro attenzione proprio su questa balena che è capace di spaccare il ghiaccio a colpi di testa, pesa 80 tonnellate, è lunga circa venti metri e ha un piazzamento da podio nella classifica degli animali più grandi della Terra.

Carpire i segreti di questi giganti che navigano nelle acque gelate vicine al Polo Nord non è stato facile, per i ricercatori dell’università di Rochester a New York. La specie è tra l’altro a rischio estinzione, quindi protetta da regole rigide. Agli Inuit dell’Alaska tuttavia è…

Per alcuni animali la morte è un’eventualità remota. Le balene della Groenlandia, con i loro duecento anni di vita, sono ad esempio i mammiferi più longevi del pianeta. Un cucciolo nato mentre Leopardi componeva L’Infinito potrebbe essere ancora vivo oggi. Su alcuni esemplari sono stati trovati resti di ramponi secolari, usati per calcolare la loro venerabile età.

La balena pluricentenaria

Alla ricerca di un elisir per allungare la vita degli esseri umani, gli scienziati hanno rivolto la loro attenzione proprio su questa balena che è capace di spaccare il ghiaccio a colpi di testa, pesa 80 tonnellate, è lunga circa venti metri e ha un piazzamento da podio nella classifica degli animali più grandi della Terra.

Carpire i segreti di questi giganti che navigano nelle acque gelate vicine al Polo Nord non è stato facile, per i ricercatori dell’università di Rochester a New York. La specie è tra l’altro a rischio estinzione, quindi protetta da regole rigide. Agli Inuit dell’Alaska tuttavia è concesso cacciarne alcuni esemplari in autunno.

Vera Gorbunova, biologa specializzata nei meccanismi dell’invecchiamento, si è messa in moto verso nord per prelevare alcuni campioni dagli esemplari catturati dai cacciatori artici. Il suo scopo in particolare era cercare di capire come mai le balene della Groenlandia siano colpite molto raramente dal cancro.

I tumori sono malattie legate all’invecchiamento. Con il tempo il Dna di tutte le cellule accumula danni e mutazioni. In alcuni casi con il passare del tempo la somma di queste mutazioni causa la malattia. Alcune condizioni ambientali, come l’esposizione a radiazioni o a sostanze tossiche (il fumo, nel caso dell’uomo), aumentano le lesioni subite dalla doppia elica.

Si stima che ciascuna doppia elica di Dna umano subisca 10mila danneggiamenti al giorno. Per rimediarvi la cellula dispone di meccanismi di controllo e di riparazione piuttosto efficienti, ma non infallibili.

La balena della Groenlandia, in questo campo, se la cava molto meglio. I biologi americani hanno scoperto, e pubblicato su Nature, che le cellule di questi giganti del mare ospitano grandi quantità di una proteina, chiamata Cirbp, che ha proprio il compito di riparare le doppie eliche del Dna danneggiate e che si attiva con il freddo. L’ammontare di Cirbp nelle cellule delle balene artiche è circa cento volte superiore a quello dell’uomo.

Come allungare la nostra vita

I ricercatori hanno arricchito alcune cellule umane coltivate in provetta di Cirbp e hanno osservato che era più facile proteggerle dai danni. Anche i moscerini della frutta sottoposti a ingegneria genetica per esprimere maggiori quantità della proteina hanno vissuto più a lungo del normale, nonostante le radiazioni cui erano stati sottoposti in laboratorio.

“La scoperta dimostra che è possibile vivere più a lungo rispetto alla tipica longevità della nostra specie” ha spiegato Gorbunova. Come raggiungere l’obiettivo però non è chiaro. Non è assumendo pillole di Cirbp che si può aumentare la capacità di riparazione del Dna. E il suggerimento della biologa americana di fare docce fredde o esporsi alle basse temperature potrebbe rivelarsi non troppo benefico per la salute.

La talpa con i superpoteri

Né i meccanismi di riparazione del Dna potrebbero funzionare allo stesso modo in tutte le specie. Alcuni giorni fa, su un’altra rivista scientifica importante come Science, un gruppo di ricercatori cinesi della Tongji University ha pubblicato il suo studio su un altro campione di longevità: la talpa senza pelo.

Questo bizzarro animale africano, descritto come una salsiccia con i denti, vive sotto terra e ha una durata della vita quintupla rispetto alla media degli altri roditori: tra i trenta e i quaranta anni.

Non si ammala di cancro, artrite, né degenerazione dei neuroni. Anche alla base del suo successo biologico, hanno scoperto i ricercatori cinesi, c’è l’eccezionale capacità di rimediare agli insulti del tempo sul Dna. Stavolta però non c’entra Cirbp, né il freddo gioca alcun ruolo. Il meccanico della doppia elica è una proteina diversa, chiamata c-Gas.

La scoperta, anziché avvicinarci a una possibile strategia per allungare la vita umana, ha confuso ancora di più le idee dei biologi. Nella nostra specie infatti c-Gas ha una struttura leggermente diversa e gioca esattamente il ruolo opposto, promuovendo il cancro e accorciando la durata della vita. E’ come se la cassetta degli attrezzi della biologia accomuni animali diversi, ma ciascuno utilizzi gli strumenti a modo suo. E i biologi, tra mari artici e sottosuoli africani, abbiano ancora molti viaggi da compiere prima di raggiungere un elisir di lunga vita efficace davvero.

Leggi i commenti