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Leone XIV: “Attenti all’economia che uccide e scarta i più deboli, occupiamoci di loro”

(afp)

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Nella festività di Ognissanti, il Papa ha celebrato una messa in piazza San Pietro in occasione del Giubileo dell’educazione, durante la quale ha iscritto san John Henry Newman (1801-1890) fra i Dottori della Chiesa: “La sua imponente statura culturale e spirituale servirà d’ispirazione a nuove generazioni dal cuore assetato d’infinito”
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Leone XIV chiede alla Chiesa di tenere al centro dei propri “percorsi educativi” coloro “che sembrano non rendere, secondo i parametri di un’economia che esclude e uccide”. Nella festività di Tutti i Santi, il Papa ha celebrato una messa a piazza San Pietro in occasione del Giubileo dell’educazione, durante la quale ha iscritto san John Henry Newman (1801-1890) fra i Dottori della Chiesa e, al tempo stesso, lo ha nominato co-patrono, insieme a san Tommaso d’Aquino, “di tutti i soggetti che partecipano al processo educativo”.

“L’imponente statura" culturale e spirituale

“L’imponente statura culturale e spirituale di Newman”, ha detto Leone XIV, “servirà d’ispirazione a nuove generazioni dal cuore assetato d’infinito, disponibili per realizzare, tramite la ricerca e la conoscenza, quel viaggio che, come dicevano gli antichi, ci fa passare per aspera ad astra, cioè attraverso le difficoltà fino alle stelle”.

“Ricchi o belli o potenti”

“Tra le eredità durature di san John Henry”, ha detto…

Leone XIV chiede alla Chiesa di tenere al centro dei propri “percorsi educativi” coloro “che sembrano non rendere, secondo i parametri di un’economia che esclude e uccide”. Nella festività di Tutti i Santi, il Papa ha celebrato una messa a piazza San Pietro in occasione del Giubileo dell’educazione, durante la quale ha iscritto san John Henry Newman (1801-1890) fra i Dottori della Chiesa e, al tempo stesso, lo ha nominato co-patrono, insieme a san Tommaso d’Aquino, “di tutti i soggetti che partecipano al processo educativo”.

“L’imponente statura" culturale e spirituale

“L’imponente statura culturale e spirituale di Newman”, ha detto Leone XIV, “servirà d’ispirazione a nuove generazioni dal cuore assetato d’infinito, disponibili per realizzare, tramite la ricerca e la conoscenza, quel viaggio che, come dicevano gli antichi, ci fa passare per aspera ad astra, cioè attraverso le difficoltà fino alle stelle”.

“Ricchi o belli o potenti”

“Tra le eredità durature di san John Henry”, ha detto Prevost nell’omelia, vi sono “alcuni contributi molto significativi alla teoria e alla pratica dell’educazione. ‘Dio – scriveva – mi ha creato per rendergli un servizio preciso. Mi ha affidato un compito che non ha affidato ad altri. Ho una missione: forse non la conoscerò in questa vita, ma mi sarà rivelata nella prossima’. In queste parole troviamo espresso in modo splendido il mistero della dignità di ogni persona umana e anche quello della varietà dei doni distribuiti da Dio. La vita si illumina non – ha sottolineato il Papa – perché siamo ricchi o belli o potenti. Si illumina quando uno scopre dentro di sé questa verità: sono chiamato da Dio, ho una vocazione, ho una missione, la mia vita serve a qualcosa più grande di me stesso. Ogni singola creatura ha un ruolo da svolgere. Il contributo che ciascuno ha da offrire è di valore unico, e il compito delle comunità educative è quello di incoraggiare e valorizzare tale contributo. Non dimentichiamolo: al centro dei percorsi educativi devono esserci non individui astratti, ma le persone in carne ed ossa, specialmente coloro che sembrano non rendere, secondo i parametri di un’economia che esclude e uccide. Siamo chiamati – ha detto il Papa – a formare persone, perché brillino come stelle nella loro piena dignità”.

Il 38esimo dottore della Chiesa

Nato anglicano e convertito al cattolicesimo, John Henry Newman fu elevato alla dignità cardinalizia da Leone XIII nel 1879. E’ stato beatificato a Birmingham nel 2010 da Benedetto XVI e canonizzato da Francesco nel 2019. Newman approfondì, tra l’altro, il concetto di libertà di coscienza in chiave cristiana (“Certamente”, scrisse, “se io dovessi portare la religione in un brindisi dopo un pranzo - cosa che non è molto indicato fare - allora io brinderei per il Papa. Ma prima per la coscienza e poi per il Papa”) e la evoluzione della dottrina. Oggi Leone XIV lo ha proclamato 38esimo Dottore della Chiesa. Sono presenti alla messa Stephen Cottrell, arcivescovo anglicano di York, e David Lammy, vicepremier inglese.

Debolezza, svantaggio e dignità

Il Papa ha ripreso la sua esortazione apostolica Dilexi te: "I meno dotati non sono persone umane? I deboli non hanno la stessa nostra dignità? Quelli che sono nati con meno possibilità valgono meno come esseri umani, devono solo limitarsi a sopravvivere? Dalla risposta che diamo a queste domande dipende il valore delle nostre società e da essa dipende pure il nostro futuro". Ha aggiunto Leone: "Da questa risposta dipende anche la qualità evangelica della nostra educazione".

Un presente oscurato dalle ingiustizie

In questo frangente storico, ha sottolineato papa Prevost, “disarmiamo le false ragioni della rassegnazione e dell’impotenza, e facciamo circolare nel mondo contemporaneo le grandi ragioni della speranza. Contempliamo e indichiamo costellazioni che trasmettano luce e orientamento in questo presente oscurato da tante ingiustizie e incertezze. Perciò vi incoraggio a fare delle scuole, delle università e di ogni realtà educativa, anche informale e di strada, come le soglie di una civiltà di dialogo e di pace”.

Dopo l’incontro con re Carlo

“Sono molto lieto di accogliere la delegazione ufficiale della Chiesa d’Inghilterra, guidata da Sua Grazia Stephen Cottrell, Arcivescovo di York”, ha detto il Papa all’Angelus. “Dopo lo storico incontro di preghiera con Sua Maestà il Re Carlo III, celebrato alcuni giorni fa nella Cappella Sistina, la vostra presenza oggi esprime la gioia condivisa per la proclamazione di San John Henry Newman Dottore della Chiesa. Dal cielo egli accompagni il cammino dei cristiani verso la piena unità”.

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