La carta del docente non è ancora spendibile, prof in rivolta: “La formazione dobbiamo pagarla noi ”
di Salvo IntravaiaInsegnanti italiani in rivolta per il ritardo nell’erogazione della Carta del docente. Abbonamenti a riviste specializzate e stagioni teatrali, corsi di formazione, dispositivi elettronici, libri e tanto altro. Ovvero: tutto quello che avrebbero potuto acquistare i docenti italiani con la carta del docente ma che hanno dovuto pagare di tasca propria o rinviare perché il bonus a favore degli insegnanti, previsto per i soli docenti di ruolo dalla Buona scuola del governo Renzi quasi dieci anni fa, non è ancora spendibile. Ed è la prima volta che accade. Per il governo, non c’è nessun ritardo.
“Non sussistono ritardi né impedimenti – ha risposto alla Camera la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti nel corso di una interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Partito democratico Irene Manzi – nell'erogazione o nell'utilizzo della Carta del docente, poiché l'estensione della platea dei destinatari ai docenti con contratto al 30 giugno, richiede, per sua natura, che vengano mutate, rispetto al passato, le tempistiche di attribuzione della stessa, la quale, lo si ribadisce, potrà essere assegnata solo quando sarà individuata anche la platea dei docenti supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero a partire dal gennaio di ogni anno”.
Ma cosa non potranno acquistare quest’anno che in passato si potevano permettere usando la card i docenti italiani? Che tipo di ripercussioni avrà sulla professione docente questo ritardo di quattro mesi? A spiegarlo sono gli stessi insegnanti interpellati. Dario Nicolini insegna al liceo Virgilio di Milano: “Stavo valutando – racconta – di iscrivermi ad un corso di lingue coi soldi della Carta, ma probabilmente dovrò rinviare. Anche l'iscrizione all'Associazione italiana insegnanti di Geografia, che pagavo con la Carta, la rinvierò a gennaio/febbraio”. “Ad anno scolastico in corso – fa presente Maura Canalis, che insegna al classico Cavour di Torino – è molto difficile pianificarne l'utilizzo per acquisto di hardware e software, ma soprattutto di abbonamenti a teatri e musei, corsi di formazione, servizi di trasporto”. Per Monica Grilli, in forza al comprensivo Sibilla Aleramo di Torino, “concretamente, molti insegnanti non potranno iscriversi ai corsi universitari e ai master che iniziano in autunno; partecipare a convegni o seminari di formazione organizzati nei primi mesi dell’anno scolastico; acquistare testi, abbonamenti a riviste specialistiche o software utili per la programmazione didattica”.
La carta del docente è stata pensata in primis per accrescere la formazione dei docenti. “Dopo le vacanze – osserva Federica Paoli, docente all’istituto comprensivo Marta Russo di Roma – si è pieni di energie e voglia di fare e formarsi per affrontare le sfide che le classi nuove porranno. E queste prime settimane di scuola sono settimane di progettazione e programmazione per noi docenti: non avere la disponibilità della carta del docente in questo momento significa dovere affrontare una serie di spese, comprese quelle della formazione, di tasca nostra. Annualmente, per esempio, utilizzo una parte della carta per acquistare romanzi, raccolte di poesie o volumi che metto a disposizione delle ragazze e dei ragazzi perché possano leggerli e al momento questo non è possibile. “Pensiamo ai numerosi convegni – aggiunge la collega Valentina Patacchiola – che si svolgono tra ottobre e novembre e che trattano tematiche di cruciale importanza per la scuola, come l'inclusione, la qualità dell'insegnamento, l'intelligenza artificiale. Si tratta di occasioni di incontro e di scambio e molti docenti si trovano nell'impossibilità di partecipare a convegni e corsi d’aggiornamento o dovranno affrontare le relative spese con le proprie risorse”.
A molti docenti la Carta serve a svecchiare la propria dotazione tecnologica. Massimo Italiano insegna a Palermo. “Ho già acquistato libri di tasca mia che potevo pagare con la carta – spiega – E poi aspettavo il rinnovo per acquistare un nuovo pc portatile. Se effettivamente sarà attivata a gennaio dovrò lavorare con difficoltà avendo l’urgenza di avere un nuovo computer. O sarò costretto a comprarlo senza carta”. Perché, spiega Rosanna Melilli, che insegna in un liceo palermitano, “la carta del docente attiva solo da gennaio significa un ritardo di mezzo anno scolastico, che nel nostro lavoro è tantissimo. Avevo in programma alcuni corsi di formazione sull’astrofisica e sulle didattiche innovative per la matematica, ma non posso partecipare. Persino i libri di approfondimento per costruire attività più coinvolgenti dovranno aspettare”. “Così – conclude Gaspare Di Trapani in forza al tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo – la carta serve a poco”.