Parola d’ordine: imbarazzo. Nonostante l’attivista influencer Flavia Carlini non sia indagata nell’inchiesta per stalking che ha travolto Valeria Fonte, Benedetta Sabene e Carlotta Vagnoli, le sue affermazioni sul presidente della Repubblica – contenute in una delle chat finite agli atti per mostrare il metodo persecutorio del gruppo – continuano a provocare significativi silenzi e nette prese di posizione.
L’agenzia Mismaonda che rappresenta lei e Vagnoli ha deciso di prendere formalmente le distanze, riservandosi anche “ulteriori azioni a tutela della propria immagine". Ma secondo indiscrezioni, sono in molti in queste ore a tentare di capire come correre ai ripari.
Motivo? Carlini è vicepresidente dell’intergruppo parlamentare per i diritti della persona, una sorta di megacommissione che mette insieme parlamentari e società civile per “creare tavoli di confronto” e “raggiungere insieme soluzioni tangibili” promosso dalla senatrice 5s Mariolina Castellone. Nell’ultimo anno, Carlini…
Parola d’ordine: imbarazzo. Nonostante l’attivista influencer Flavia Carlini non sia indagata nell’inchiesta per stalking che ha travolto Valeria Fonte, Benedetta Sabene e Carlotta Vagnoli, le sue affermazioni sul presidente della Repubblica – contenute in una delle chat finite agli atti per mostrare il metodo persecutorio del gruppo – continuano a provocare significativi silenzi e nette prese di posizione.
L’agenzia Mismaonda che rappresenta lei e Vagnoli ha deciso di prendere formalmente le distanze, riservandosi anche “ulteriori azioni a tutela della propria immagine". Ma secondo indiscrezioni, sono in molti in queste ore a tentare di capire come correre ai ripari.
Motivo? Carlini è vicepresidente dell’intergruppo parlamentare per i diritti della persona, una sorta di megacommissione che mette insieme parlamentari e società civile per “creare tavoli di confronto” e “raggiungere insieme soluzioni tangibili” promosso dalla senatrice 5s Mariolina Castellone. Nell’ultimo anno, Carlini ne è stata uno dei volti e che proprio lei abbia definito Mattarella “un vecchio di merda” non sembra essere piaciuto a chi lo anima.
“Quella vicenda non ha nulla a che fare con l’intergruppo”, ha detto a caldo la senatrice Castellone, dicendosi assolutamente sorpresa e all’oscuro di dettagli al riguardo. “Ma se quelle affermazioni sono vere sono gravissime”. Parole dette non appena le prime chat hanno iniziato a circolare, su cui Castellone ha promesso approfondimenti, rinviando ad allora eventuali valutazioni e determinazioni, allo stato non ancora pervenute.
Imbarazzata, visibilmente dispiaciuta si è mostrata l’altra vicepresidente, Pegah Moshir Pour, iraniana d’origine, consulente e attivista per i diritti umani e digitali. “Per me Mattarella è un punto di riferimento. Ho avuto l’onore di incontrarlo e ne sono orgogliosa”, dice sconcertata. “Nei momenti di difficoltà istituzionale, tutte le volte che dal Quirinale arriva una parola di chiarezza, un richiamo, mi capita di dire o pensare ‘meno male che c’è Sergione’, detto in tono affettuoso, perché davvero – sottolinea - lui è un pilastro”. La speranza – afferma a più riprese – è che Carlini “dia una spiegazione, poi toccherà alla senatrice decidere”.
E l’attivista ci ha provato. Su Instagram, ovviamente. In un lungo reel, si mostra indignata e promette querele e poi tenta di giustificare le affermazioni su Mattarella. Che rivendica con tanto di screen, mettendo però le mani avanti: “In pubblico mai mi esprimerei così”. Poi lo accusa di essersi “democristianizzato”, di non aver fatto un discorso di Capodanno sufficientemente radicale o convincente. “Affermazioni pesanti? Politicamente scorrette? Sì. Ma non è per prendermela con la carica istituzionale o con lui ad personam”, prova a dire. Il pretesto per le critiche è il genocidio in Palestina. Non risulta che Carlini abbia interesse o competenza specifica sull’argomento, ma a suo dire, il Capo dello Stato non avrebbe assunto una posizione di condanna abbastanza netta per questo si è sentita in diritto di stuzzicare i suoi “amici da una vita” in chat, chiedendo loro di esprimersi sull’argomento. “E poi in altri modi lo avevo detto anche su Instagram”. Ma i due registri non piacciono troppo ai suoi follower e fra le migliaia di commenti di sostegno iniziano a fioccare anche tanti “ipocrita”.