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Vescovi e comunità ebraica contro l’antisemitismo: un progetto comune per la scuola italiana

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Il cardinale Zuppi, la presidente Ucei e il rabbino Di Segni hanno presentato insieme all’ambasciata italiana presso la Santa Sede “sedici schede per conoscere l’ebraismo” destinate all’ora di religione cattolica: “Dialogo nonostante difficoltà e incomprensioni”
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Un impegno comune per contrastare a scuola l’antisemitismo. Sullo sfondo delle tensioni innescate in tutto il mondo dal conflitto a Gaza, la Conferenza episcopale italiana e l’Unione delle comunità ebraiche italiane hanno elaborato insieme “sedici schede per conoscere l’ebraismo”, destinate all’ora di religione cattolica a scuola. Un progetto “a quattro mani” e una “metodologia”, ha notato il cardinale Matteo Zuppi, particolarmente in questo frangente: “Stiamo vivendo momenti storici difficili e il dialogo è l’unica via”.

Cardinali e rabbini

Il lavoro è stato presentato questo pomeriggio all’ambasciata italiana presso la Santa Sede alla presenza, tra l’altro, del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, di monsignor Derio Olivero, presidente della commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, della presidente dell’Ucei Noemi Di Segni e dei rabbini Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, e, in video-collegamento, Alfonso Arb…

Un impegno comune per contrastare a scuola l’antisemitismo. Sullo sfondo delle tensioni innescate in tutto il mondo dal conflitto a Gaza, la Conferenza episcopale italiana e l’Unione delle comunità ebraiche italiane hanno elaborato insieme “sedici schede per conoscere l’ebraismo”, destinate all’ora di religione cattolica a scuola. Un progetto “a quattro mani” e una “metodologia”, ha notato il cardinale Matteo Zuppi, particolarmente in questo frangente: “Stiamo vivendo momenti storici difficili e il dialogo è l’unica via”.

Cardinali e rabbini

Il lavoro è stato presentato questo pomeriggio all’ambasciata italiana presso la Santa Sede alla presenza, tra l’altro, del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, di monsignor Derio Olivero, presidente della commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, della presidente dell’Ucei Noemi Di Segni e dei rabbini Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, e, in video-collegamento, Alfonso Arbib, presidente dell’Assemblea rabbinica italiana.

Di Segni: “Dalla Shoah a Gaza”

Nessuno dei partecipanti ha nascosto che l’attuale situazione geopolitica mediorientale rende anche il dialogo tra ebraismo e cattolicesimo italiano complesso. Il rabbino Di Segni è stato esplicito: “In questo momento storico c’è tensione, incomprensione, soprattutto falsità”, ha detto, riferendo: “Un ministro della Repubblica mi ha detto: noi siamo stati formati sul tema della Shoah, oggi i giovani vengono educati sul tema di Gaza. In passato andavamo a parlare nelle scuole, oggi non possiamo andare nelle scuole perché veniamo insultati”. Sono “momenti di fake news e pregiudizi verso l’ebraismo”, ha detto il rabbino Arbib. Il dialogo in questi anni “non sempre è stato facile”, ha detto monsignor Olivero, “ma c’è sincera volontà di dialogare anche nei momenti difficili e conflittuali”. “L’amicizia non ignora le difficoltà ma le affronta”, ha detto il cardinale Zuppi.

Ora di religioni

Una nota riferisce che “attraverso un dialogo aperto, nel rispetto delle differenze e nella approfondita conoscenza delle tradizioni, Cei e Ucei hanno messo a punto congiuntamente Sedici Schede per una corretta conoscenza e trasmissione dell’ebraismo”. Le schede sono disponibili anche online in italiano e in inglese e tocca tre aree: i concetti fondamentali (La Bibbia ebraica, La Torah scritta e la Torah orale, Il Nome di Dio, L’Elezione di Israele, Giustizia e misericordia, Precetti e valori); la vita della comunità ebraica (Il Calendario ebraico e il ciclo delle feste, Il ciclo della vita, Sacerdoti, Rabbini e Preti, La donna nella cultura ebraica) e, infine, la storia dell’ebraismo (Il popolo d’Israele e la terra d’Israele, Gesù/Yeshua ebreo, Paolo/Shaul ebreo, Cenni di storia degli Ebrei italiani, Dialogo ebraico-cristiano dal Concilio Vaticano II ad oggi, e infine Descrizione del significato corretto di alcuni termini).

Anni di lavoro comune

Le schede, in realtà, sono state preparate negli anni scorsi. “E’ un lavoro iniziato anni fa ma esce nel momento opportuno”, ha commentato il rabbino Di Segni, che ha definito l’opera “una rivoluzione copernicana” perché non parla di Shoah ma dei fondamenti positivi della religione e della cultura ebraica. L’evento odierno, organizzato dall’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede – l’ambasciatore Francesco Di Nitto e la primo consigliere Jessica Laganà – insieme a Cei e Ucei, cade nel 60esimo anniversario della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio vaticano II sul dialogo interreligioso, e “intende valorizzare la buona prassi italiana di collaborazione tra Cei e Ucei e riaffermare l’impegno comune contro ogni forma di antisemitismo”. Il cardinale Zuppi ha avvertito: “Nono dobbiamo mai abbassare la guardia sull’antisemitismo, che si nutre di ignoranza e pregiudizi”. Nel suo intervento Noemi Di Segni ha elogiato il progetto sottolineando, tra l’altro, che anche le scuole ebraiche, a loro volta, dovrebbero impegnarsi nel corretto insegnamento circa il cristianesimo poiché “a volte c’è pregiudizio e poca conoscenza”.

Una direzione da seguire

“Le 16 schede rappresentano uno snodo strategico che dice della direzione giusta intrapresa e da seguire”, evidenzia don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, che ha spiegato il senso del lavoro insieme a Livia Ottolenghi, assessora all’educazione e ai giovani dell’Ucei. Il dibattito di questo pomeriggio è stato co-moderato dal rabbino Ariel Di Porto, membro del consiglio dell’Assemblea rabbinica italiana e della Consulta rabbinica dell’Ucei, ed Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e del Servizio per l’insegnamento della religione cattolica. Da parte della Cei c’è l’idea di replicare lo stesso progetto anche con i rappresentanti dell’islam e di altre religioni.

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