Così l’ascesa dei single ridisegnerà il mondo
di Flavia CappadociaSoli, ma per scelta. Sempre più persone nei Paesi occidentali sono single. Se per gran parte della storia dell’uomo la convivenza non è stata una semplice norma ma una necessità, oggi le cose sono nettamente cambiate e l'ascesa di uomini e donne senza un partner è in forte aumento. Lo racconta il settimanale britannico Economist.
Dati alla mano: negli Stati Uniti la percentuale delle persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni che vive da sola è raddoppiata negli ultimi 50 anni, arrivando così al 50% per gli uomini e al 41% per le donne. Secondo i calcoli dell'Economist oggi ci sono 100 milioni di single in più rispetto a quelli che ci sarebbero stati se il tasso di crescita del numero delle coppie fosse rimasto quello del 2017.
Se per alcuni tutto questo è la prova di un decadimento sociale e morale, come per gli attivisti del movimento pro natalità, che credono che l'incapacità dei giovani di “sistemarsi” e procreare minacci il futuro stesso della società, per altri, al contrario, è la prova di autodeterminazione e autosufficienza. Azzura Rinaldi, economista dell’università Unitelma Sapienza di Roma e scrittrice, spiega: “Dovremmo chiederci se il modello della coppia che rimane insieme per tutta la vita funzionava davvero o ha retto solamente perché non c'era una vera alternativa. Ci hanno venduto un sogno romantico, che poi di romantico aveva davvero ben poco. Per secoli una donna non sposata era destinata alla povertà, alla violenza, all'emarginazione dalla famiglia e in cambio del suo ruolo di moglie e madre aveva in cambio soldi, protezione e status. Oggi non è più così”.
L’Economist sottolinea come le donne hanno, rispetto al passato, lavori che permettono loro di vivere da sole e di subire in modo minore lo stigma sociale che ne deriva. Questo cambiamento ha probabilmente fatto diminuire il numero di relazioni fallimentari e costretto molti uomini a cimentarsi in una vita di coppia più paritaria. “Ricordiamo che quello a cui stiamo assistendo – commenta Rinaldi – riguarda contesti privilegiati e che è un processo di liberazione. E se per le donne si è trasformato nella ricerca di un’affermazione della propria indipendenza, non è ancora chiaro cosa sarà per gli uomini, meno inclini a mettersi in discussione e a confrontarsi con un tipo di donna molto autonoma e affermata. Se gli uomini non saranno più quelli che portano i soldi a casa, chi saranno?”.
In Italia i single non vedovi sono 6,3 milioni e rappresentano circa una famiglia su quattro (dati Istat). "Nel nostro Paese una donna su cinque lascia il lavoro dopo il primo figlio e il 73% delle dimissioni viene da mamme lavoratrici. È chiaro che tutto questo influenza le più giovani, che saranno sempre meno disposte a una vita di sacrificio e rinunce”.
Il fantasma della solitudine però non è sparito del tutto. Molti single, soprattutto donne, scrive l'Economist, affermano di essere contenti della loro condizione. Ma una percentuale compresa tra il 60 e il 73% preferirebbe avere una relazione. "La vita di coppia è ancora la soluzione più semplice – continua Rinaldi – uscire il sabato sera, fare viaggi. Il canone di adeguatezza è ancora essere in due. La coppia è più accettata del singolo, e noi cerchiamo sempre l’approvazione degli altri”.
E qui subentra l'ostacolo più grande: la ricerca dell’anima gemella. I social e le app di incontri hanno alimentato aspettative irrealistiche e l'idealizzazione delle relazioni, provocando un'eccessiva selettività. A questo si aggiunge una difficoltà crescente nel trovare tempo e voglia per socializzare. E si arriva a tendenze che sfiorano la fantascienza: il 7% dei giovani single americani afferma che prenderebbe in considerazione una storia d'amore con l'intelligenza artificiale.
L’Economist conclude: molti potrebbero temere che un mondo con meno coppie e figli sarà più triste e più violento, perché l’aumento di uomini soli che non sanno gestire la loro condizione potrebbe far crescere il numero di crimini e episodi violenti. Quello che è certo è che inevitabilmente un futuro con molti più single è alle porte e sarebbe bello che anche le istituzioni prendessero consapevolezza di questo. “Non credo che diventeremo una società scontenta –conclude l’economista – perché ci troveremo in un mondo in cui scegliersi senza costrizioni sarà la norma. E forse anche la chiave per la felicità”.