Gite scolastiche, le nuove norme rischiano di farle saltare. Ecco quando
di Salvo IntravaiaViaggi d’istruzione a rischio nell’anno scolastico avviato da un mese e mezzo. La normativa per bandire le gare d’appalto si è infatti maledettamente complicata. E le singole istituzioni scolastiche potrebbero non arrivare in tempo a organizzare gite e viaggi d’istruzione per centinaia di studenti, come hanno fatto finora.
Ad essere interessati alla questione sono soprattutto gli studenti delle superiori, in particolare del quarto e del quinto anno. Ma se a questi si aggiungono i compagni delle altre classi, si raggiunge quota 2,5 milioni di studenti di licei, tecnici e professionali.
L’allarme
A palesare più di qualche perplessità, alcune settimane fa, è stata l'Associazione nazionale presidi che riconosce il ruolo dei v…
Viaggi d’istruzione a rischio nell’anno scolastico avviato da un mese e mezzo. La normativa per bandire le gare d’appalto si è infatti maledettamente complicata. E le singole istituzioni scolastiche potrebbero non arrivare in tempo a organizzare gite e viaggi d’istruzione per centinaia di studenti, come hanno fatto finora.
Ad essere interessati alla questione sono soprattutto gli studenti delle superiori, in particolare del quarto e del quinto anno. Ma se a questi si aggiungono i compagni delle altre classi, si raggiunge quota 2,5 milioni di studenti di licei, tecnici e professionali.
L’allarme
A palesare più di qualche perplessità, alcune settimane fa, è stata l'Associazione nazionale presidi che riconosce il ruolo dei viaggi d’istruzione tra le attività didattiche svolte a scuola. “I viaggi d’istruzione – spiegano i dirigenti scolastici – rappresentano un momento importante dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche e sono particolarmente apprezzati dalle famiglie e dagli studenti”. Purtroppo però “il recente Codice dei contratti pubblici ne ha reso di fatto impossibile la realizzazione se il costo complessivo supera i 140mila euro".
Le scuole, infatti, non sono più abilitate a svolgere le relative gare d’appalto, per le quali è necessario rivolgersi, con tutto quello che significa in termini di allungamento dei tempi, a una stazione appaltante qualificata: un ente pubblico, un comune o altro. L'anno scorso, l'Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) ha concesso una deroga fino a 31 maggio 2025. E le scuole hanno organizzato i viaggi. Ma quest'anno sarà diverso. Lo scorso ottobre, la Federazione Italiana Associazione Imprese Viaggi e Turismo (Fiavet) ha chiesto un parere all’Anac. E, sulla base del parere espresso, tre giorni fa il ministero ha inviato alle scuole una circolare per fare chiarezza: per viaggi che complessivamente costino meno di 140mila euro la scuola può procedere in autonomia; per viaggi tra i 140mila e i 221mila euro le scuole potranno usare una piattaforma Consip, ma solo dal 2026; per viaggi oltre i 221mila euro occorre rivolgersi agli Uffici scolastici regionali che segnaleranno una stazione appaltante qualificata.
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Il costo dei viaggi
Per una scuola superiore 140mila euro, soglia entro la quale è possibile organizzare i viaggi in autonomia, sono pochissimi. Un viaggio da 600 euro per 500 studenti aderenti fa schizzare la cifra già a 300mila euro. “Nell’ambito dei viaggi d’istruzione”, spiegano da viale Trastevere, troviamo spostamenti con “natura e finalità intrinsecamente diverse”: quelli finalizzati all’attività didattica e educativa; quelli con finalità di orientamento, rientranti nei percorsi di formazione scuola-lavoro”.
E per dare un’idea delle cifre che entrano in gioco nell’organizzazione dei viaggi d’istruzione, basta fare qualche esempio. Secondo i dati forniti dallo stesso ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’anno scolastico 2023/2024, al liceo (classico, linguistico e delle scienze umane) Mamiani di Pesaro, nelle Marche, il giro d’affari delle quote versate dalle famiglie degli studenti per i gite e viaggi d’istruzione ha superato il milione di euro: un milione e 48mila euro per la precisione. Al liceo (scientifico, classico e linguistico Majorana/Laterza di Bari si è raggiunta quota 568mila euro. E ancora: quasi 680mila euro all’istituto superiore Algarotti di Venezia e 634mila al tecnico Marie Curie di Cernusco sul Naviglio (Mi). Un giro d’affari che per le sole scuole superiori sfiora il mezzo miliardo di euro. Per evitare di infrangere le norme, il ministero invita “ciascuna Istituzione scolastica a: effettuare un’attenta ricognizione dei fabbisogni e dei relativi importi; valutare con accuratezza la natura e le finalità dei servizi da affidare; operare, ove necessario, mediante le piattaforme telematiche delle centrali di committenza qualificate; documentare adeguatamente le scelte adottate in sede di programmazione e affidamento”.