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Dai Blues Brothers ai White Sox, un documentario racconta gli anni americani di Prevost

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In Leo from Chicago, realizzato da Vatican News, fratelli, amici, insegnanti e confratelli fanno emergere la personalità del futuro papa Leone XIV, socievole ma calmo anche nelle situazioni stressanti: “As cool as a cucumber”
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“As cool as a cucumber”, letteralmente fresco come un cetriolo, calmo e tranquillo anche nelle situazioni di agitazione e stress. E’ così che un suo amico di vecchia data, l’agostiniano statunitense John Merkelis, descrive Robert Francis Prevost in un nuovo documentario su papa Leone XIV.

As cool as a cucumber

“Nello studio era determinato”, afferma padre Merkelis, “l’ho visto studiare in molte occasioni, ha guidato gruppi di tutoraggio, aiutava gli altri a studiare. So che c’erano momenti in cui era stressato, lo eravamo tutti prima degli esami, e, come si suol dire, lui era as cool as a cucumber”.

Chicago e Villanueva

L’agostiniano è uno dei numerosi testimoni intervistati in Leo from Chicago, un documentario realizzato dal Vaticano sugli anni statunitensi di Prevost. Un primo documentario, León de Perú, uscito a giugno scorso, ha raccontato i venti anni che l’attuale Papa ha trascorso in Perù, dapprima come missionario e poi come vescovo. Il nuovo film, disponibile sul canale Youtu…

“As cool as a cucumber”, letteralmente fresco come un cetriolo, calmo e tranquillo anche nelle situazioni di agitazione e stress. E’ così che un suo amico di vecchia data, l’agostiniano statunitense John Merkelis, descrive Robert Francis Prevost in un nuovo documentario su papa Leone XIV.

As cool as a cucumber

“Nello studio era determinato”, afferma padre Merkelis, “l’ho visto studiare in molte occasioni, ha guidato gruppi di tutoraggio, aiutava gli altri a studiare. So che c’erano momenti in cui era stressato, lo eravamo tutti prima degli esami, e, come si suol dire, lui era as cool as a cucumber”.

Chicago e Villanueva

L’agostiniano è uno dei numerosi testimoni intervistati in Leo from Chicago, un documentario realizzato dal Vaticano sugli anni statunitensi di Prevost. Un primo documentario, León de Perú, uscito a giugno scorso, ha raccontato i venti anni che l’attuale Papa ha trascorso in Perù, dapprima come missionario e poi come vescovo. Il nuovo film, disponibile sul canale Youtube di Vatican News, racconta l’infanzia e l’adolescenza a Chicago, il periodo universitario alla Villanueva University prima di trasferirsi a Roma per completare gli studi e gli anni adulti in cui Prevost ha guidato l’ordine agostiniano degli Usa.

Socievole ma riflessivo

Il ritratto a più voci racconta diversi aspetti inediti del futuro Papa ma fa anche emergere la personalità del giovane Prevost, descritto da tutti come un ragazzo socievole ma riflessivo, abituato ad ascoltare con attenzione prima di parlare, gentile, mai arrabbiato, molto attivo ma sempre con le idee chiare e estremamente tranquillo.

White Sox e Aurelio’s pizza

L’itinerario che si snoda a partire dall’infanzia a Dolton, in periferia di Chicago, attraverso i ricordi dei fratelli Louis e John, e prosegue tra scuole e università, comunità e parrocchie, con le voci di confratelli, docenti, compagni di studi, amici di lunga data, uomini e donne, che sottolineano la costanza nel tempo dell’amicizia con “Bob”. C’è la professoressa del futuro Papa, che non rivela i suoi voti (“Ma era un bravo studente”), c’è la sua vocazione molto precoce, c’è la sua passione per la dottrina sociale della Chiesa e la partecipazione alla marcia per la vita e contro l’aborto di Washington, c’è la scelta – ovvia per chi lo conosce – di partire missionario. Ma c’è anche la sua passione per il baseball e in particolare gli White Sox (nello stadio oggi c’è una targa sul sedile da dove assistette a una storica vittoria della squadra), per la pizza con i “pepperoni” (salame piccante) da Aurelio’s pizza a Chicago, per la guida e in particolare per le Ford, e ci sono le foto di quando al liceo si travestì da Blues Brothers, anche loro di Chicago, cappello e giacca nera, occhiali da sole e basettoni.

Se i teppisti diventano amici

Il fratello Louis racconta un episodio accaduto quando i tre giovanissimi Prevost erano piccoli. Louis, il maggiore, decide una gita avventurosa in bici in un bosco, ma dopo i primi giri i tre fratelli si imbattono in una banda di ragazzini che vogliono rubare loro le bici e li minacciano di buttarli nel lago. Robert, il più piccolo dei tre, interviene: “Rob ha detto, fatemici parlare. E’ sceso dalla bici, si è avvicinato, e ha iniziato a parlarci. Dopo un po’ abbiamo sentito “oh!”, in qualche modo li aveva calmati e li aveva resi amichevoli, siamo quasi diventati amici, abbiamo fatto un po’ di strada insieme. ‘Ma cosa gli hai detto?!’, gli ho domandato, ‘Gli ho solo parlato…’. Ha un modo di parlare alla gente, già all’epoca era così, capace di trasformare un piccolo teppista in un amico”.

I tagli del montaggio

Leo from Chicago è una produzione della direzione editoriale del dicastero vaticano per la Comunicazione, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Chicago e l’Apostolado El Sembrador Nueva Evangelización (ESNE). È stato realizzato dai giornalisti Deborah Castellano-Lubov, Salvatore Cernuzio, Felipe Herrera-Espaliat, con il montaggio di Jaime Vizcaíno Haro. Il documentario, che si conclude come un film americano, con alcune scene buffe tagliate dal montaggio, sarà proiettato nei prossimi giorni in alcune città italiane, in particolare a Vicenza e Cremona (21 novembre), Trento (25 novembre), Verona (1 dicembre), Genova (5 dicembre), Cagliari (15 dicembre).

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