Se il cane abbaia troppo scatta il risarcimento ai vicini: “Non serve provare un danno alla salute”
di Romina MarcecaNon tenere a bada i propri cani quando abbaiano nelle ore destinate al riposo, da oggi potrebbe costare caro ai padroni degli amici a quattro zampe. La Cassazione, terza sezione civile, ha infatti stabilito che se i latrati ledono “il diritto al riposo, sia notturno sia diurno”, scrive la Suprema Corte, e rendono impossibile la “vivibilità della propria abitazione” scatta il risarcimento del danno. Non c'è bisogno di dimostrare “un vero e proprio danno alla salute”.
La novità arriva con il rigetto del ricorso in Cassazione presentato dai proprietari di quattro cani che ad Ancona, nel 2017, erano stati condannati in appello a risarcire con 3mila euro ognuno dei cinque componenti della famiglia confinante. Non proprio pochi spiccioli. I quattro cani, che a volte erano tre, erano accuditi in una seconda casa della famiglia denunciata.Il processo aveva preso il via nel 2013, in primo grado, quando i vicini avevano sostenuto che gli animali abbaiavano oltre la soglia della tollerabilità. E…
Non tenere a bada i propri cani quando abbaiano nelle ore destinate al riposo, da oggi potrebbe costare caro ai padroni degli amici a quattro zampe. La Cassazione, terza sezione civile, ha infatti stabilito che se i latrati ledono “il diritto al riposo, sia notturno sia diurno”, scrive la Suprema Corte, e rendono impossibile la “vivibilità della propria abitazione” scatta il risarcimento del danno. Non c'è bisogno di dimostrare “un vero e proprio danno alla salute”.
La novità arriva con il rigetto del ricorso in Cassazione presentato dai proprietari di quattro cani che ad Ancona, nel 2017, erano stati condannati in appello a risarcire con 3mila euro ognuno dei cinque componenti della famiglia confinante. Non proprio pochi spiccioli. I quattro cani, che a volte erano tre, erano accuditi in una seconda casa della famiglia denunciata.Il processo aveva preso il via nel 2013, in primo grado, quando i vicini avevano sostenuto che gli animali abbaiavano oltre la soglia della tollerabilità. Erano stati anche registrati i cani mentre abbaiavano nelle ore più disparate ed erano state prodotte diverse testimonianze che raccontavano di come, in una zona di campagna, quei rumori erano molesti. Gli stessi rilievi fonometrici hanno accertato, secondo quanto dimostrato in aula dagli avvocati Domenico Liso e Claudia Montesi.
Il nucleo familiare che ha denunciato i vicini aveva spiegato che il danno subito era “psico-fisico”, al tribunale era stato chiesto un risarcimento ben più alto di quello stabilito in secondo grado: 16mila euro per ognuna delle cinque persone, compreso un bambino, che abitano nella casa calcolando cinque anni di disagi. Nel loro ricorso in Cassazione, i padroni dei quattro animali hanno sottolineato che anche l’altra famiglia ha in casa un cane di grossa taglia come altri residenti della zona. Nei motivi presentati agli Ermellini, anche quello che puntava a sostenere che la Corte di Ancona non aveva la prova certa del danno alla salute. Ma questo non è bastato alla Corte Suprema per accogliere il ricorso. I proprietari degli animali, adesso, dovranno non solo risarcire i loro vicini ma anche pagare le spese per il ricorso da loro proposto. Spese che in tutto, secondo un resoconto forfettario, sfiorano i 50 mila euro.