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“Una croce miracolosa alta 738 metri”: il Vaticano stronca un’apparizione francese

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Una donna sosteneva che negli anni Settanta Gesù le chiese di realizzare la struttura. I dubbi dei vescovi passati sul fanatismo e i fondi, ora il verdetto. E Leone XIV mette in guardia dal rischio “non cadere nell’illusione superstiziosa” con le visioni mistiche
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Non è vero che Gesù apparve a una donna francese negli anni Settanta per domandarle di costruire una croce miracolosa alta 738 metri e con bracci di 123 metri. A stabilirlo ufficialmente è stata la Santa Sede che in una nota del dicastero per la Dottrina per la fede ha stabilito una volta per tutte che per la Chiesa non si è trattato di un fenomeno soprannaturale.

Fare ordine tra le apparizioni

E’ dall’anno scorso che l’ex Santo Uffizio ha fatto ordine nella complessa materia delle visioni e delle apparizioni con un decreto che ha stabilito una sorta di semaforo per approvare in pieno, con riserva, o bocciare la loro natura sovrannaturale. Da allora il dicastero guidato dal cardinale argentino Victor Manuel Fernandez ha pubblicato una serie di verdetti, positivi o negativi, relativamente a diverse presunte apparizioni – per lo più mariane – in giro per il mondo. Nello stesso spirito la Santa Sede è anche intervenuta su Medjugorje e, da ultimo, ha pubblicato una nota dottrinale non già…

Non è vero che Gesù apparve a una donna francese negli anni Settanta per domandarle di costruire una croce miracolosa alta 738 metri e con bracci di 123 metri. A stabilirlo ufficialmente è stata la Santa Sede che in una nota del dicastero per la Dottrina per la fede ha stabilito una volta per tutte che per la Chiesa non si è trattato di un fenomeno soprannaturale.

Fare ordine tra le apparizioni

E’ dall’anno scorso che l’ex Santo Uffizio ha fatto ordine nella complessa materia delle visioni e delle apparizioni con un decreto che ha stabilito una sorta di semaforo per approvare in pieno, con riserva, o bocciare la loro natura sovrannaturale. Da allora il dicastero guidato dal cardinale argentino Victor Manuel Fernandez ha pubblicato una serie di verdetti, positivi o negativi, relativamente a diverse presunte apparizioni – per lo più mariane – in giro per il mondo. Nello stesso spirito la Santa Sede è anche intervenuta su Medjugorje e, da ultimo, ha pubblicato una nota dottrinale non già su un’apparizione ma sui titoli che vengono attribuiti, a volte in modo teologicamente inopportuno, alla Madonna.

Apparizioni e croci

Ora l’ex Santo Uffizio ha pubblicato una nota con la quale chiarisce che “il fenomeno delle presunte apparizioni avvenute a Dozulé è da ritenersi, in maniera definitiva, come non soprannaturale, cioè che non ha un’autentica origine divina”. Il dicastero vaticano ha contestualmente autorizzato il vescovo di Bayeux-Lisieux, Jacques Habert ad emettere il relativo decreto. La decisione è stata approvata da Leone XIV lo scorso 3 novembre. Secondo la presunta veggente, Madeleine Aumont, nella cittadina francese di Dozulé tra il 1972 e il 1978 Gesù le sarebbe apparso per ben 49 volte, chiedendo la realizzazione della cosiddetta “Croce Gloriosa di Dozulé”, che doveva essere tutta illuminata e raggiungere l’altezza di 738 metri, con bracci di 123 metri, visibile dunque da molto lontano quale segno di redenzione universale. La croce non è mai stata realizzata, e al suo posto sono state realizzate diverse “Croci d’Amore”, riduzioni in scala di uno a cento di quella “Gloriosa”. Nei messaggi di Dozulé viene detto che “tutti quelli che saranno venuti a pentirsi ai piedi della Croce Gloriosa saranno salvati”, che “la Croce Gloriosa rimetterà ogni peccato” e che tutti coloro che “con fede vi giungeranno per pentirsi, saranno salvi in questa vita e per l’eternità”. Affermazioni ritenute dalla Santa Sede “incompatibili con la dottrina cattolica della salvezza, della grazia e dei sacramenti”.

“Non c’è bisogno di 738 metri”

Già nell’aprile 1983 l’allora vescovo diocesano Jean-Marie-Clément Badré affermava che “in nessun caso la costruzione di una croce monumentale intrapresa a Dozulé (…) può essere un segno autentico della manifestazione dello Spirito di Dio”. Il vescovo intervenne nuovamente nel 1985, parlando anche della “raccolta di fondi da parte di persone che agiscono sotto la propria responsabilità, senza mandato, senza alcun rispetto per l’autorità del vescovo” nonché della “propaganda fanatica”. L’attuale vescovo sulla base delle nuove norme per procedere al discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali ha proposto al dicastero una “dichiarazione di non soprannaturalità” che ora è arrivata. Il dicastero per la Dottrina della Fede osserva che “la Croce non ha bisogno di 738 metri d’acciaio o cemento per farsi riconoscere: essa si eleva ogni volta che un cuore, sotto l’azione della grazia, si apre al perdono, che un’anima si converte, che la speranza risorge là dove sembrava impossibile, e anche quando, baciando una piccola croce, un credente si affida a Cristo”.

Mistica, no alla superstizione

Oggi papa Leone XIV è intervenuto, da parte sua, sui fenomeni mistici. “La mistica”, ha detto ai partecipanti al convegno “La mistica, i fenomeni mistici e la santità”, che dal 10 al 13 novembre si è svolto presso la Pontifica Università Urbaniana, “si caratterizza dunque come un’esperienza che supera la mera conoscenza razionale non per merito di chi la vive, bensì per un dono spirituale, che può manifestarsi in diversi modi, anche con fenomeni addirittura opposti, come visioni luminose o fitte oscurità, afflizioni o estasi. Per sé, tuttavia, questi eventi eccezionali restano secondari e non essenziali rispetto alla mistica e alla santità stessa: possono esserne segni, in quanto carismi singolari, ma la vera meta è e resta sempre la comunione con Dio”. Per questo, ha detto Leone, “per non cadere nell’illusione superstiziosa, occorre valutare con prudenza simili eventi, attraverso un discernimento umile e conforme all’insegnamento della Chiesa”.

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