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Zuppi: “La Chiesa non ha ambizione politica”. Abusi, “non dobbiamo abbassare la guardia”

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L’arcivescovo di Bologna apre l’assemblea autunnale della Cei a Assisi: “La cristianità è finita, non il cristianesimo”. Impegno per pace, Mediterraneo, migranti e Europa. Il ruolo dei vescovi dopo le aperture del sinodo italiano: “Parrocchie aperte a tutti”. Giovedì arriva Leone XIV
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L’importanza di “continuare a migliorare” nel contrasto e nella prevenzione degli abusi sessuali nella Chiesa, problema sul quale “non bisogna abbassare la guardia”, l’impegno a tradurre in pratica le aperture del recente sinodo, e anche una revisione degli statuti della Cei, perché le parrocchie devono essere aperte a tutti. Il cardinale Matteo Zuppi fissa gli obiettivi della Cei, aprendo ad Assisi l’assemblea di autunno, e in un’epoca in cui “la cristianità è finita”, ma non il cristianesimo, ribadisce che i vescovi non hanno “ambizione politica”, rilancia l’impegno per la pace, i migranti, i poveri, e per l’Europa. Papa Leone XIV chiuderà l’assemblea giovedì prossimo ad Assisi con il suo primo viaggio italiano.

Cristianità e cristianesimo

“Non abbiamo alcuna ambizione politica o di guadagnare posizioni di potere!”, ha detto il presidente della Cei. “Non dobbiamo compiacere alcuno né alcuna forza politica, né abbiamo alcun consenso da guadagnare. Possiamo solo chiedere tanto amore p…

L’importanza di “continuare a migliorare” nel contrasto e nella prevenzione degli abusi sessuali nella Chiesa, problema sul quale “non bisogna abbassare la guardia”, l’impegno a tradurre in pratica le aperture del recente sinodo, e anche una revisione degli statuti della Cei, perché le parrocchie devono essere aperte a tutti. Il cardinale Matteo Zuppi fissa gli obiettivi della Cei, aprendo ad Assisi l’assemblea di autunno, e in un’epoca in cui “la cristianità è finita”, ma non il cristianesimo, ribadisce che i vescovi non hanno “ambizione politica”, rilancia l’impegno per la pace, i migranti, i poveri, e per l’Europa. Papa Leone XIV chiuderà l’assemblea giovedì prossimo ad Assisi con il suo primo viaggio italiano.

Cristianità e cristianesimo

“Non abbiamo alcuna ambizione politica o di guadagnare posizioni di potere!”, ha detto il presidente della Cei. “Non dobbiamo compiacere alcuno né alcuna forza politica, né abbiamo alcun consenso da guadagnare. Possiamo solo chiedere tanto amore politico, specialmente a chi, si ispira alla bellissima e umanissima dottrina sociale della Chiesa”. Zuppi è tornato sulle parole che ha pronunciato di recente, creando un certo scompiglio sui social: “Se la cristianità è finita, non lo è affatto il cristianesimo”, ha spiegato: “Ciò che tramonta è un ordine di potere e di cultura, non la forza viva del Vangelo. Per questo, non dobbiamo avere paura ma rinnovare il nostro impegno a essere testimoni gioiosi del Risorto. Non dobbiamo diventare mediocri, spaventati, paurosi nella paternità e nell’assumerci responsabilità, ma più evangelici e cristiani”.

Abusi, “zone d’ombra e resistenze”

Zuppi è tornato sul problema degli abusi nella Chiesa dopo che di recente la Pontificia commissione per la tutela dei minori ha denunciato una difficoltà culturale in Italia a denunciare. Si tratta di una “drammatica realtà degli abusi su cui non dobbiamo cessare di mantenere alta la guardia”, ha detto: “Le Rilevazioni già pubblicate e le analisi che ci arriveranno dallo studio-pilota ci restituiscono un quadro articolato e significativo del cammino compiuto e delle sfide ancora aperte e rappresentano uno strumento concreto per continuare a migliorare, a interrogarsi, a camminare insieme". Durante l’assemblea di Assisi si terrà una vegli di preghiera per le vittime, domani sera, e i vescovi italiani incontreranno, sempre domani, il presidente della pontificia commissione per la tutela dei minori, il vescovo francese Thibault Verny. “Mi sia permesso poi un ringraziamento, mio personale e della presidenza, alle nostre diocesi”, ha detto Zuppi, “che sono attivamente coinvolte in una nutrita serie di iniziative sul territorio finalizzate alla prevenzione: dalla sensibilizzazione alla formazione, esse vedono la partecipazione attiva di laici, chierici, religiosi e religiose. In particolare, la formazione resta un impegno rigoroso e costante: numeri alla mano, nel biennio 2023-2024 sono state raggiunte e formate circa 43mila persone. Certo, non mancano le zone d’ombra e le resistenze, ma abbiamo la concreta consapevolezza di un movimento costante, teso a rinsaldare la fiducia, ad amplificare il rispetto, ad accogliere e ascoltare le vittime, a custodire la dignità di ciascun membro del popolo di Dio”.

Dopo le aperture del Sinodo

Se il recente sinodo italiano ha marcato alcune aperture nei confronti di gay, donne e laici, Zuppi ha sottolineato: “Cari Confratelli, ora tocca a noi! La collegialità che esprimiamo nella forma della nostra Conferenza Episcopale ci chiede anzitutto di esercitare il nostro prezioso ministero in una Chiesa che è sinodale, costituita da un popolo nel quale si cammina insieme, tutti insieme”. Per l’arcivescovo di Bologna, “questo significa sinodalità: c’è una domanda intorno alla quale si riflette – a volte ci si scontra anche – insieme”. Zuppi ha ricordato che la presidenza Cei ha “nominato un gruppo di Vescovi che, coadiuvato dagli organi statutari, sarà di aiuto al nostro percorso fino a maggio 2026. Li ringraziamo fin d’ora: sono il card. Roberto Repole, mons. Gherardo Gambelli, mons. Guglielmo Giombanco, mons. Corrado Lorefice, mons. Andrea Migliavacca, mons. Michele Tomasi”. Tra le novità da preparare, “credo che sia necessario avviare una riflessione sull’eventuale revisione dello stesso Statuto della Cei”, ha detto tra l’altro il presidente, “per recepire in tempi rapidi quanto verrà indicato dal gruppo di lavoro istituito da papa Leone proprio sul tema ‘Lo statuto delle assemblee ecclesiali e dei Concili particolari’, nell’ambito della Segreteria Generale del Sinodo” mondiale.

Parrocchie aperte a tutti

La parrocchie, ha detto Zuppi, “devono sempre restare aperte a qualunque tipo di fedeli e a qualunque ricerca di Dio: sono come la piazza della Chiesa, dove non ci devono essere accessi limitati o condizionati, perché spesso qui approdano tante persone da storie diverse particolare”.

Un incontro per il Mediterraneo

Zuppi ha ricordato l’importanza dell’esortazione apostolica di papa Leone sui poveri, Dilexi Te, ed è poi tornato a parlare di Mediterraneo, pace, Europa. “Cari Confratelli, in questo nostro tempo, attraversato da innumerevoli conflitti, segnato da immani sofferenze, nel quale abbiamo visto rinascere muri di divisione, in cui sperimentiamo atteggiamenti di chiusura e di esclusione spesso indirizzati verso gli ultimi, i poveri, i migranti, i carcerati… proprio questo tempo richiede segni di rinnovata fraternità, così come ci ha insegnato papa Francesco nella sua enciclica Fratelli tutti”, ha detto Zuppi, che ha rilanciato l’idea di un nuovo incontro della Chiesa per il Mediterraneo, “mare di fraternità”. Richiamando l’appello di papa Leone per una pace “disarmata e disarmante”, Zuppi, ha ricordato l’impegno della Chiesa per la pace, alla quale sarà dedicata una veglia di preghiera mercoledì sera, sottolineando che “non deve venire meno l’attenzione sulla martoriata Ucraina”. E “in un mondo che si sta rimescolando, dove l’Europa rischia la periferizzazione o un’altra collocazione rispetto a Paesi emergenti o già emersi, ma anche rispetto al Nord America, l’Europa delle Chiese cristiane esiste e vive”.

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