ROMA – Una requisitoria che è durata quasi 8 ore davanti alle mamme di Rigopiano che addosso avevano le magliette con le foto dei figli. E che terminerà nei prossimi giorni. Il sostituto procuratore generale di Perugia, Paolo Berlucchi, ha parlato per ore e ha chiesto la conferma delle condanne per l'ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il tecnico comunale Enrico Colangeli, e per i due tecnici della Provincia di Pescara Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio. Sono tutti accusati di omicidio colposo e il reato è già in prescrizione. Ma a sorpresa il pg ha chiesto il raddoppio dei termini di prescrizione visto che ci si trova davanti a un omicidio plurimo. In questo caso tutte le condanne, che arrivano fino a quattro anni, verrebbero scontate dai quattro imputati.
Le richieste di pena sono state avanzate oggi durante l'appello bis sul disastro all’hotel Rigopiano in Abruzzo, travolto il 18 gennaio del 2017 da una valanga sotto la quale morirono 29 dei 41 tra ospiti e dipendenti del reso…
ROMA – Una requisitoria che è durata quasi 8 ore davanti alle mamme di Rigopiano che addosso avevano le magliette con le foto dei figli. E che terminerà nei prossimi giorni. Il sostituto procuratore generale di Perugia, Paolo Berlucchi, ha parlato per ore e ha chiesto la conferma delle condanne per l'ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il tecnico comunale Enrico Colangeli, e per i due tecnici della Provincia di Pescara Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio. Sono tutti accusati di omicidio colposo e il reato è già in prescrizione. Ma a sorpresa il pg ha chiesto il raddoppio dei termini di prescrizione visto che ci si trova davanti a un omicidio plurimo. In questo caso tutte le condanne, che arrivano fino a quattro anni, verrebbero scontate dai quattro imputati.
Le richieste di pena sono state avanzate oggi durante l'appello bis sul disastro all’hotel Rigopiano in Abruzzo, travolto il 18 gennaio del 2017 da una valanga sotto la quale morirono 29 dei 41 tra ospiti e dipendenti del resort.
Il nuovo processo riguarda dieci imputati dopo che la Cassazione ha rinviato varie posizioni a Perugia. Oltre ad aver confermato la condanna per falso dell'allora prefetto di Pescara, Francesco Provolo, la Cassazione aveva infatti annullato le condanne dell'ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, di un tecnico comunale e dei due tecnici provinciali, rimandando le rispettive posizioni a nuovo giudizio.
Nell'appello bis sul banco degli imputati finiscono anche i sei dipendenti del servizio di Protezione civile regionale, assolti in primo e secondo grado dalle accuse di disastro, lesioni e omicidio colposi: Carlo Giovani, Carlo Visca, Sabatino Belmaggio, Vincenzo Antenucci, Emidio Primavera e Pierluigi Caputi. Per loro la requisitoria è prevista il prossimo 20 novembre. È il momento più atteso dai familiari delle vittime che hanno sempre sostenuto che quella di Rigopiano era una tragedia evitabile se solo si fosse applicata la carta delle valanghe, uno strumento che avrebbe permesso di chiudere anche l'hotel nei giorni di neve.
Durante la sua lunga requisitoria, il pg Berlucchi ha ricostruito le ore critiche che precedettero la tragedia, parlando apertamente di “superficialità” e di “caos totale in cui nessuno sapeva chi comandava”. Al centro delle contestazioni torna la vicenda della turbina spazzaneve, ritenuta decisiva per garantire la percorribilità della strada provinciale che conduce all’albergo.
Secondo il magistrato, la turbina si ruppe il 6 gennaio, fu portata dal meccanico il giorno successivo, ma da quel momento non venne predisposto alcun intervento sostitutivo o alternativo, nonostante le previsioni meteo annunciassero un peggioramento drastico. «Era possibile – e doveroso – prevedere cosa potesse accadere e adottare le misure necessarie», ha affermato Berlucchi, ricordando che “tutti i bollettini segnalavano un’ondata di maltempo eccezionale”.
Parole forti da parte del procuratore generale anche quando ha parlato di una "logica del profitto" che ruotava attorno all'incontro economico derivante dall'hotel Rigopiano.
"Siamo soddisfatti di questa prima parte della requisitoria - dice l'avvocato Massimiliano Gabrielli, che difende alcuni familiari delle vittime - perché finalmente abbiamo sentito un magistrato che parla delle stesse cose di cui parliamo noi da anni. Alla base del disastro c'é stata una gestione scellerata e asservita al registratore di cassa dell'hotel di Rigopiano"