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Sigarette contraffatte, il comandante che ha scoperto i depositi: “Così è cambiato il contrabbando”

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Intervista al colonnello Alessandro Langella, l’investigatore che ha trovato le cinque fabbriche
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L'Italia è un punto di snodo strategico verso il mercato più redditizio, quello del nord Europa. Probabilmente anche per questo è stata scelta l'area del Torinese per impiantare quello che aveva tutte le caratteristiche di un distretto di produzione di tabacchi contraffatti». Il colonnello Alessandro Langella, comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Torino, è l'investigatore che ha scoperto le cinque fabbriche e i due depositi di sigarette contraffatte.

Colonnello, perché questo cambio di strategia nel contrabbando di sigarette? «Non c'è dubbio che siamo davanti ad un sistema del tutto nuovo. Un tempo le cosiddette bionde che arrivavano illegalmente dall'estero erano comunque prodotti originali, poi c'è stato il tempo delle chip, le sigarette di brand meno noti che venivano importate e immesse sul mercato a prezzi bassissimi. Ora invece si assemblano i singoli pezzi tutti contraffatti. Un modus operand…

L'Italia è un punto di snodo strategico verso il mercato più redditizio, quello del nord Europa. Probabilmente anche per questo è stata scelta l'area del Torinese per impiantare quello che aveva tutte le caratteristiche di un distretto di produzione di tabacchi contraffatti». Il colonnello Alessandro Langella, comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Torino, è l'investigatore che ha scoperto le cinque fabbriche e i due depositi di sigarette contraffatte.

Colonnello, perché questo cambio di strategia nel contrabbando di sigarette? «Non c'è dubbio che siamo davanti ad un sistema del tutto nuovo. Un tempo le cosiddette bionde che arrivavano illegalmente dall'estero erano comunque prodotti originali, poi c'è stato il tempo delle chip, le sigarette di brand meno noti che venivano importate e immesse sul mercato a prezzi bassissimi. Ora invece si assemblano i singoli pezzi tutti contraffatti. Un modus operandi meno rischioso ed economicamente più vantaggioso».

La produzione è impressionante? Dove vanno a finire tutte queste sigarette? «Principalmente nei mercati del nord Europa, e poi così come per le droghe anche per le sigarette le vendite online di questo tipo di prodotti è in grado di raggiungere facilmente una platea immensa».

Avete segnali che queste sigarette possano arrivare anche nel circuito legale dei tabaccai?

«Le indagini sono in corso, ma visto che tutti gli elementi sono contraffatti, compreso un packaging perfetto non mi sentirei di escluderlo».

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