Cormons (Gorizia) – Un torrente di fango rosso non smette di scaricare pietre, alberi e terra fradicia nella ripida scalinata tra la chiesa di San Lorenzo e il gruppo di case travolte dalla collina squarciata dalla piena del rio del Ronco. La collina sopra Brazzano, frazione alle porte di Cormons, a una ventina di chilometri dal confine tra Italia e Slovenia, è franata in pochi minuti sommergendo via San Giorgio e facendo crollare tre edifici e una parte di una cantina vinicola. È questo, assieme alla frazione Versa di Romans d’Isonzo, sommersa dall’acqua del fiume Torre esondato, l’epicentro dell’alluvione che l’altra notte ha sconvolto il Friuli-Venezia Giulia.
Quando la colata di fango si è mossa dal sommo del pendio affacciato sul Carso, duecento metri a monte di Brazzano, erano da poco passate le cinque del mattino. La maggioranza degli abitanti, preoccupata del diluvio di pioggia scatenato dalla tarda serata di domenica, è stata sorpresa nel sonno. Tragico il bilancio: due mor…
Cormons (Gorizia) – Un torrente di fango rosso non smette di scaricare pietre, alberi e terra fradicia nella ripida scalinata tra la chiesa di San Lorenzo e il gruppo di case travolte dalla collina squarciata dalla piena del rio del Ronco. La collina sopra Brazzano, frazione alle porte di Cormons, a una ventina di chilometri dal confine tra Italia e Slovenia, è franata in pochi minuti sommergendo via San Giorgio e facendo crollare tre edifici e una parte di una cantina vinicola. È questo, assieme alla frazione Versa di Romans d’Isonzo, sommersa dall’acqua del fiume Torre esondato, l’epicentro dell’alluvione che l’altra notte ha sconvolto il Friuli-Venezia Giulia.
Quando la colata di fango si è mossa dal sommo del pendio affacciato sul Carso, duecento metri a monte di Brazzano, erano da poco passate le cinque del mattino. La maggioranza degli abitanti, preoccupata del diluvio di pioggia scatenato dalla tarda serata di domenica, è stata sorpresa nel sonno. Tragico il bilancio: due morti, un giovane tedesco e una donna di 83 anni, un altro uomo ferito recuperato tra le macerie. La vittima è Quirin Kuhnert, 32 anni, originario di Monaco di Baviera, da alcuni anni trasferito a Brazzano assieme alla compagna Jessica. In serata il suo corpo è stato recuperato sotto dieci metri di calcinacci. Recuperato il corpo di Guerrina Skocaj, intrappolata nell’edificio più a monte: vedendo il fango entrare da una finestra, è stata la prima a chiedere aiuto. Il ricoverato in ospedale a Udine, con un femore e il bacino fratturati, è il trentenne Matteo Betteto, rimasto per ore bloccato sotto i detriti. «Ho sentito un boato – dice Nicola Manferrari, titolare dell’azienda agricola parzialmente sommersa – e quello che mi è parso il rumore di una grandinata. Pochi istanti e le case rimaste in piedi già galleggiavano nel fango. Mi sono affacciato alla finestra e nel buio non riconoscevo più la strada: il caseggiato più antico, compresa la nostra torretta, non c’era più».
Prima dell’alba, in sei ore, su Isontino, Bassa Friulana, Alto e Medio Friuli, si sono scaricati oltre 300 millimetri di pioggia. Il terreno, imbevuto d’acqua e incapace di assorbirne ancora, ha ceduto nelle aree collinari e si è allagato in pianura. A far precipitare la situazione, la rottura degli argini dei fiumi Torre, Judrio e Corno, che scendono fino al mare Adriatico nell’alveo dell’Isonzo. A innescare la bomba d’acqua, il vento di scirocco che ha spinto la perturbazione contro le colline, rallentando la sua velocità e lo spostamento verso est. Ad affondare nel fango, l’intero Friuli e il Collio goriziano. Decine i paesi e i gruppi di case sommersi da un metro e mezzo d’acqua: interrotte le strade, allagati i campi. Oltre a Brazzano, Cormons e Versa di Romans d’Isonzo, i centri maggiormente sconvolti sono Palmanova, San Vito al Torre, Cervignano, Visco, Trivignano, Chiopris, Viscone e Corno di Rosazzo. L’emergenza ha colpito anche Udine e Gorizia.
Da incubo lo scenario a Versa, privo di elettricità. Solo alla prima luce del giorno gli abitanti hanno potuto vedere gli effetti catastrofici del disastro: strade sommerse, auto risucchiate in una palude, le vie sotto casa ridotte a torrenti in piena. Gli sfollati, molti dei quali salvati dagli elicotteri dopo essersi messi in salvo sui tetti, sono oltre 350. Solo in serata la situazione è migliorata anche nell’ospedale di Palmanova, allagato negli scantinati.