C’è una classifica della sostenibilità delle università nel mondo – sostenibilità dell’impatto sociale sui singoli studenti e, ovviamente, sostenibilità ambientale – che al quarto anno di pubblicazione spiega come per la prima volta un’accademia europea sia in testa al ranking e come il sistema Italia arretri in questa particolare valutazione.
L’Italia – ia classifica è redatta da Qs, Quacquarelli e Symonds, un’autorità nel campo – presenta 57 atenei e, di questi, 30 perdono posizioni: rappresentano il 53 per cento del totale. Sei università nazionali sono stabili, l‘11 per cento. Sedici migliorano, e sono il 28 per cento. Nell’insieme, il risultato è il 25 per cento peggiore rispetto all’anno precedente.
Il nostro Paese ha cinque atenei nei primi …
C’è una classifica della sostenibilità delle università nel mondo – sostenibilità dell’impatto sociale sui singoli studenti e, ovviamente, sostenibilità ambientale – che al quarto anno di pubblicazione spiega come per la prima volta un’accademia europea sia in testa al ranking e come il sistema Italia arretri in questa particolare valutazione.
L’Italia – ia classifica è redatta da Qs, Quacquarelli e Symonds, un’autorità nel campo – presenta 57 atenei e, di questi, 30 perdono posizioni: rappresentano il 53 per cento del totale. Sei università nazionali sono stabili, l‘11 per cento. Sedici migliorano, e sono il 28 per cento. Nell’insieme, il risultato è il 25 per cento peggiore rispetto all’anno precedente.
Il nostro Paese ha cinque atenei nei primi 200. Padova è al numero 121, perde undici posizioni. Il Politecnico di Milano è 133°, ed era al 278°. Un exploit. Poi l’Università di Bologna (al numero 150), la Statale di Milano (al 174) e La Sapienza di Roma (al 188)l. Fuori da questo range, ci sono il Politecnico di Torino (233), la privata Bocconi di Milano /236), Pavia (244) e Firenze (248).
Nel dettaglio, lAlma Mater Studiorum di Bologna si distingue sull’impatto sociale, la Bocconi per l’uguaglianza, la Sapienza nell’impatto dell'istruzione e lo scambio delle conoscenze, Polimi eccelle sul piano nazionale nell’occupabilità, quindi per la sostenibilità e l’educazione ambientale, Padova per salute e benessere e la ricerca ambientale.
Quest'anno, sono 2mila le università prese in considerazione in 106 Paesi diversi. L'Università di Lund, in Svezia, ha conquistato il primo posto per la prima volta dal 2023. L'Università di Toronto era stata la migliore al mondo nei due anni precedenti e ora scende al secondo posto, seguita dall'University college London nel Regno Unito, che ha guadagnato due posizioni salendo al terzo posto assoluto.
Complessivamente, 240 realtà statunitensi figurano nella classifica, seguite dalla Cina con 163. Il Regno Unito è il Paese con il maggior numero di atenei nella Top 10: sono cinque. Segue il Canada con tre. L'Eth di Zurigo è l'unica università svizzera nelle prime venti.
L'ex segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che garantì l’Accordo di Parigi del 2015, è stato tra i primi a sottolineare il ruolo centrale della formazione universitaria e dell'educazione dei cittadini globali nella ricerca di soluzioni alla crisi climatica, nella promozione dell'equità e nella formazione di leader in grado di navigare in un mondo sempre più incerto.
Nunzio Quacquarelli, presidente e fondatore di Qs, ha dichiarato: "La pubblicazione della classifica Qs Sustainability 2026 arriva in un momento cruciale. Con solo il 17 per cento dei 169 obiettivi di sviluppo sostenibile globali in linea con i tempi previsti per il 2030, la necessità di un'azione accelerata sulle sfide ambientali e sociali non è mai stata così chiara. In tutta Europa, le università stanno promuovendo l'innovazione, contribuendo alla\ sostenibilità sociale e producendo ricerche che renderanno il mondo un luogo più vivibile".