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La mossa di papa Leone: due uomini di fiducia in Segreteria di Stato

(afp)

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Il nigeriano Onyemuche Ekpo, nuovo Assessore, e il romeno Blaj vice-ministro degli Esteri, diventano le figure-chiave dopo il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin
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Papa Leone XIV ha nominato il monsignore nigeriano Anthony Onyemuche Ekpo nuovo Assessore della Segreteria di Stato e il monsignore romeno Mihaita Blaj nuovo viceministro degli Esteri, nella catena di comando le figure-chiave dopo il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e i suoi due immediati collaboratori, il Sostituto agli affari generali, il monsignore venezuelano Edgar Pena Parra e il ministro degli Esteri, il monsignore britannico Paul Richard Gallagher.

Le caselle rimaste vuote

Oltretevere c’era molta curiosità per queste nomine dalla scarsa rilevanza pubblica ma dall’importanza nevralgica nel funzionamento interno della macchina vaticana. Le caselle erano rimaste infatti vuote quando il 18 settembre il nuovo Pontefice ha nominato il monsignore polacco Miroslaw Stanislaw Wachowski, fino ad allora viceministro degli Esteri, come nuovo nunzio in Iraq, presiedendo personalmente la sua ordinazione episcopale in San Pietro, e quando lo scorso 27 settembre, Leone aveva deci…

Papa Leone XIV ha nominato il monsignore nigeriano Anthony Onyemuche Ekpo nuovo Assessore della Segreteria di Stato e il monsignore romeno Mihaita Blaj nuovo viceministro degli Esteri, nella catena di comando le figure-chiave dopo il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e i suoi due immediati collaboratori, il Sostituto agli affari generali, il monsignore venezuelano Edgar Pena Parra e il ministro degli Esteri, il monsignore britannico Paul Richard Gallagher.

Le caselle rimaste vuote

Oltretevere c’era molta curiosità per queste nomine dalla scarsa rilevanza pubblica ma dall’importanza nevralgica nel funzionamento interno della macchina vaticana. Le caselle erano rimaste infatti vuote quando il 18 settembre il nuovo Pontefice ha nominato il monsignore polacco Miroslaw Stanislaw Wachowski, fino ad allora viceministro degli Esteri, come nuovo nunzio in Iraq, presiedendo personalmente la sua ordinazione episcopale in San Pietro, e quando lo scorso 27 settembre, Leone aveva deciso di inviare a Parigi l’Assessore dell’epoca, il monsignore siracusano Roberto Campisi, scelto da Francesco per questa delicata funzione alla tesa della prima sezione – ossia la gestione interna – della Segreteria di Stato nell’ottobre del 2022, nominandolo – senza elevarlo alla dignità episcopale – osservatore permanente della Santa Sede presso l’Unesco.

Nuovi quadri in Segreteria di Stato

Il nuovo viceministro degli Esteri, monsignor Blaj, nato in Romania nel 1978 è laureato in teologia ed è entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede nel 2012. Ha lavorato presso le nunziature in Ecuador, Georgia, Ciad ed ha preso servizio presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato nel 2022. Il nuovo Assessore, monsignor Onyemuche Ekpo, era finora sotto-segretario del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Nato in Nigeria nel 1981, laureato in teologia e diritto canonico, è entrato nel servizio della Santa Sede come officiale della Sezione per gli Affari Generali nel 2016, e papa Francesco lo ha nominato nel 2023 nel dicastero sociale del Vaticano guidato dal cardinale gesuita Michael Czerny.

Il nodo del fund raising

Oltre a svolgere il ruolo di Assessore, monsignor Campisi era diventato da ultimo presidente di una inedita commissione per il fund raising vaticano, la Pontificia commissione per le donazioni della Santa Sede, che Francesco aveva creato il 26 febbraio scorso. Organismo peculiare, perché creato dal Papa argentino mentre lottava tra la vita e la morte in ospedale, dove era stato ricoverato il 14 febbraio. Che rispondeva ad una istanza maturata nel corso del tempo, quella di raccogliere fondi proattivamente per rinvigorire finanze vaticane segnate da uno strutturale deficit in crescita. Ed era stato affidato alla Segreteria di Stato, alla quale lo stesso papa Francesco aveva sottratto l’autonomia di cassa dopo che era esploso lo scandalo della compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra. Così suscitando qualche perplessità in altri uffici del Vaticano perché il neonato organismo è per statuto sottratto alla supervisione finanziaria degli organismi preposti a questo compito dalla riforma delle finanze vaticane varata negli anni passati sempre da Francesco. La commissione, discretamente congelata dal nuovo Papa, potrebbe ora essere presieduta dal nuovo assessore.

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