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Sinodo mondiale: avanti con la discussione su gay, diaconesse, modifiche a seminari e liturgia

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I 14 gruppi di studio creati da Francesco per approfondire i temi caldi stralciati dall’assemblea hanno pubblicato i rapporti intermedi. Tra fine anno e inizio del 2026 le conclusioni nelle mani di Leone
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Prosegue ufficialmente nella Chiesa cattolica la discussione su temi caldi quali l’omosessualità, le donne diacono, la poligamia, una revisione dei seminari e della liturgia avviata dal sinodo mondiale sulla sinodalità voluto da papa Francesco negli anni passati. Possibili anche modifiche per adattare il diritto canonico alle novità emerse.

I quattordici gruppi

Dopo la prima assemblea, nel 2023, Jorge Mario Bergoglio decise infatti di stralciare dai lavori d’aula dieci grappoli tematici particolarmente controversi, e costituì dieci gruppi di studio, formati da teologi, canonisti, cardinali, vescovi, laici, religiosi e religiose, per sviscerare questioni complesse e dalle implicazioni durature per il futuro della Chiesa. A questi primi dieci gruppi se ne sono aggiunti, col passare del tempo, altri tre (uno sulla liturgia, uno focalizzato sulle sole modifiche canonistiche possibili, uno, tutto africano, sul nodo della poligamia di alcuni fedeli) e un quarto, destinato ad approfondire il…

Prosegue ufficialmente nella Chiesa cattolica la discussione su temi caldi quali l’omosessualità, le donne diacono, la poligamia, una revisione dei seminari e della liturgia avviata dal sinodo mondiale sulla sinodalità voluto da papa Francesco negli anni passati. Possibili anche modifiche per adattare il diritto canonico alle novità emerse.

I quattordici gruppi

Dopo la prima assemblea, nel 2023, Jorge Mario Bergoglio decise infatti di stralciare dai lavori d’aula dieci grappoli tematici particolarmente controversi, e costituì dieci gruppi di studio, formati da teologi, canonisti, cardinali, vescovi, laici, religiosi e religiose, per sviscerare questioni complesse e dalle implicazioni durature per il futuro della Chiesa. A questi primi dieci gruppi se ne sono aggiunti, col passare del tempo, altri tre (uno sulla liturgia, uno focalizzato sulle sole modifiche canonistiche possibili, uno, tutto africano, sul nodo della poligamia di alcuni fedeli) e un quarto, destinato ad approfondire il tema della natura delle conferenze episcopali nazionali, in via di formazione. E oggi la segreteria del Sinodo ha pubblicato le relazioni intermedie in vista della consegna dei rapporti finali tra fine anno e i primi mesi dell’anno prossimo.

Obiettivo fine anno

Ne emerge un quadro variegato per tematiche e metodi che fotografa però le questioni al cuore del dibattito ecclesiale di questi anni e conferma che con Leone XIV il dibattito non è chiuso, come speravano i conservatori fiduciosi che l’epoca del sinodo si concludesse con la morte di Francesco. “Con la morte di Papa Francesco, l’elezione di Papa Leone XIV e la necessità di alcuni Gruppi di disporre di maggior tempo”, spiega una nota, “papa Leone XIV, nel luglio scorso, ha deciso di prolungare la data di consegna, chiedendo che i rapporti finali gli fossero consegnati, nella misura del possibile, il prossimo 31 dicembre 2025”.

Donne, gay, poligamia

Se alcuni gruppi trattano questioni più pacifiche, almeno apparentemente (la pastorale per i cristiani mediorientali senza un vescovo, il nuovo ambiente digitale, i poveri e l’ambiente) altri toccano temi sui quali il dibattito interno alla Chiesa tende all’escandescenza. Sono oggetto di approfondimento, in particolare, i temi che incrociano la sessualità. Il ruolo “della partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa”, innanzitutto. Il gruppo 5, affidato al dicastero per la Dottrina della fede, presenterà alla fine un maxi-resoconto frutto “dell’ingente materiale che il Dicastero ha ricevuto e raccolto nei mesi scorsi”. Quanto allo specifico nodo delle donne diacono (attribuire o no questo ministero anche alle donne, e di che tipo di ministero si tratta, ordinato o istituito?), il gruppo di studio ha trasferito tutto a un ulteriore gruppo di lavoro creato, poi chiuso, poi riesumato da Francesco. Il gruppo che approfondisce le “questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse” ha messo a fuoco in particolare tre temi: “omosessualità”, “conflitti e pratica non violenta del Vangelo”, “violenza sulle donne in situazione di conflitto armato”. Il gruppo africano, infine, tenterà di venire a capo della contraddizione tra il matrimonio cristiano, “tra una sola donna e un solo uomo”, e la realtà di uomini che si sono convertiti al cattolicesimo dopo avere contratto il matrimonio con differenti mogli.

Cacciatori di teste e think tank

Tra i temi sul tavolo c’è poi la selezione dei vescovi e dei nunzi apostolici e l’ipotesi di una consultazione più ampia del “popolo di Dio” (vietato parlare di democratizzazione del processo): a questo proposito il gruppo che si occupa dei vescovi ha audito “un esperto nella selezione del personale dirigenziale in aziende internazionali (…) con l'obiettivo di trarre utili spunti dalle procedure impiegate nella società civile”, e il gruppo che si occupa degli ambasciatori del Papa ha ascoltato il rappresentante di “un think tank con sede negli Stati Uniti che fornisce consulenza al Ministero degli Esteri dei governi e degli ambasciatori”.

Possibili modifiche al Codice

Sono oggetto di un approfondimento, ancora, i seminari, per i quali è emersa ad esempio l’esigenza di “una maggiore partecipazione di tutte le componenti del Popolo di Dio – in particolare anche delle donne e delle famiglie – alla formazione dei ministri ordinati”. C’è l’ecumenismo e il dibattito sulla “ospitalità eucaristica” (può un protestante partecipare all’eucaristia cattolica o un cattolico partecipare alla santa cena protestante?). C’è la liturgia e la possibilità di trovare forme “inculturate”, e dunque diverse da cultura a cultura, per interpretare il culto divino. Non facile il lavoro che studia le relazioni, non sempre serene, fra vescovi, vita consacrata, aggregazioni ecclesiali. Tutto il lavoro dei 14 gruppi di studio sarà consegnato a papa Leone XIV che avrà l’ultima parola. Il punto di caduta pratico potrebbe essere “qualche revisione dell’attuale normativa codiciale”, come spiega la relazione intermedia del gruppo canonistico coordinato da monsignor Filippo Iannone, fidato collaboratore di Prevost e ora prefetto del dicastero dei Vescovi, potrebbe riguardare tre temi: laicato/donna, conferenze episcopali/concili particolari, organismi di partecipazione.

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