Caso Shalabayeva, Piantedosi con i poliziotti: “Esito inaspettato, spero possano essere assolti”
di Alessandra Ziniti"Esito inaspettato”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riassume, in due parole, le reazioni più diffuse nel mondo della Polizia di Stato e istituzionale, alla sentenza della Corte d’appello di Firenze che, contrariamente a quanto chiesto dalla stessa procura generale, ha ribadito la decisione di primo grado dei colleghi di Perugia che avevano condannato Renato Cortese, Maurizio Improta e gli altri appartenenti alla Polizia sotto processo per il caso Shalabayeva.
"Pur nel rispetto sempre dovuto alle decisioni giudiziarie, sento di esprimere la mia vicinanza personale ai cinque dirigenti della polizia condannati nel caso Shalabayeva – dice Piantedosi – E' una vicenda estremamente complessa, come dimostrano sia la assoluzione della Corte di Appello di Perugia in appello sia la richiesta di assoluzione del pg di Firenze, con esiti inaspettati. Tutto questo a conferma di quanto sia difficile, per chi lavora per la sicurezza dei cittadini, svolgere i compiti assegnati e corri…
"Esito inaspettato”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riassume, in due parole, le reazioni più diffuse nel mondo della Polizia di Stato e istituzionale, alla sentenza della Corte d’appello di Firenze che, contrariamente a quanto chiesto dalla stessa procura generale, ha ribadito la decisione di primo grado dei colleghi di Perugia che avevano condannato Renato Cortese, Maurizio Improta e gli altri appartenenti alla Polizia sotto processo per il caso Shalabayeva.
"Pur nel rispetto sempre dovuto alle decisioni giudiziarie, sento di esprimere la mia vicinanza personale ai cinque dirigenti della polizia condannati nel caso Shalabayeva – dice Piantedosi – E' una vicenda estremamente complessa, come dimostrano sia la assoluzione della Corte di Appello di Perugia in appello sia la richiesta di assoluzione del pg di Firenze, con esiti inaspettati. Tutto questo a conferma di quanto sia difficile, per chi lavora per la sicurezza dei cittadini, svolgere i compiti assegnati e corrispondere alle attese senza rischiare personalmente. Rimane il fatto che sono stati condannati servitori dello Stato con un curriculum importante e una vita trascorsa a lavorare per affermare i principi di legalità e giustizia. Per questo, la mia speranza è che nell'ultimo grado di giudizio possano essere assolti da ogni accusa".
I difensori dei poliziotti annunciano ricorso
Perchè la storia, questo è certo, non finisce qui. Lo dicono subito i difensori di Renato Cortese e Maurizio Improta, gli avvocati Franco Coppi, Ester Molinaro e Bruno Andò che preannunciano un nuovo ricorso in Cassazione. “È una sentenza particolarmente sorprendente se si considera che anche la procura generale aveva chiesto l'assoluzione per Renato Cortese e gli altri imputati. Non ci arrendiamo”, dice il professore Coppi che difende Cortese. Mentre Improta affida all’avvocato Andò la sua amarezza: “Siamo scossi dall'esito del giudizio. Leggeremo le motivazioni e senz'altro impugneremo la sentenza in Cassazione perché siamo intimamente convinti della piena innocenza degli imputati".
I sindacati di polizia e il “livello superiore”
Si fanno sentire anche i sindacati di polizia e l’associazione funzionari di polizia. Il segretario generale del Coisp Domenico Pianese va oltre la solidarietà ai colleghi e accende i riflettori sul livello decisionale del caso Shalabayeva mai sfiorato dalle indagini: “ Quei poliziotti sono stati chiamati ad agire e hanno agito, adempiendo al proprio dovere in un contesto operativo estremamente complesso. Il punto è che oggi, dieci anni dopo, vengono condannati come se fossero stati loro i decisori, mentre chi ha avuto responsabilità di livello superiore liquida tutto parlando di 'irregolarità procedurale', come fosse un semplice inciampo burocratico".
Stupore e amarezza è stata espressa dall’Associazione funzionari di polizia. “I funzionari coinvolti agirono in un contesto operativo complesso, attenendosi alle procedure vigenti e alle informazioni allora disponibili, nell'esclusivo adempimento dei loro doveri istituzionali tanto che è la stessa procura ad affermare che l'espulsione fu eseguita in modo legale", le parole del segretario Enzo Letizia.