Persino Alma Shalabayeva ha fatto fatica a crederci. Loro, Renato Cortese e Maurizio Improta, rispettosi o forse prigionieri di quel senso delle istituzioni che li ha lasciati con il cerino in mano in una brutta storia dove il livello decisionale è stato messo subito in salvo, hanno lasciato l’aula della Corte d’appello di Firenze visibilmente turbati. «Un’amarezza infinita, una macchia che non…