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Famiglia nel bosco, il caso diventa politico. Salvini contro i giudici, Meloni vuole l’ispezione

(ansa)

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La giunta dell’Anm dell’Aquila replica alle accuse «giudicando inopportuno ogni tentativo di strumentalizzazione»
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Matteo Salvini attacca i magistrati, Giorgia Meloni, d’accordo con il ministro della giustizia, Carlo Nordio, valuta l’invio degli ispettori. Il caso della famiglia che vive nel bosco di Palmoli in provincia di Chieti, e i cui tre figli sono stati affidati ad una comunità, ha riaperto il capitolo del difficilissimo rapporto che intercorre tra il governo e i giudici. Anche perché la giunta dell’Anm dell’Aquila ha replicato alle accuse di Salvini, «giudicando inopportuno ogni tentativo di strumentalizzazione». Il caso, che interpella educatori, giudici minorili, e l’intera società civile, insomma è anche politico.

Il fuoco alle polveri l’ha dato il vicepremier Matteo Salvini alle nove del mattino: «Mi ripropongo, non da ministro ma da genitore, da padre e da italiano, di seguire direttamente la vicenda e se serve, di andare sul posto perché ritengo vergognoso che lo Stato si occupi di entrare nel merito dell’educazione privata, delle scelte di vita personali di due genitori che hanno t…

Matteo Salvini attacca i magistrati, Giorgia Meloni, d’accordo con il ministro della giustizia, Carlo Nordio, valuta l’invio degli ispettori. Il caso della famiglia che vive nel bosco di Palmoli in provincia di Chieti, e i cui tre figli sono stati affidati ad una comunità, ha riaperto il capitolo del difficilissimo rapporto che intercorre tra il governo e i giudici. Anche perché la giunta dell’Anm dell’Aquila ha replicato alle accuse di Salvini, «giudicando inopportuno ogni tentativo di strumentalizzazione». Il caso, che interpella educatori, giudici minorili, e l’intera società civile, insomma è anche politico.

Il fuoco alle polveri l’ha dato il vicepremier Matteo Salvini alle nove del mattino: «Mi ripropongo, non da ministro ma da genitore, da padre e da italiano, di seguire direttamente la vicenda e se serve, di andare sul posto perché ritengo vergognoso che lo Stato si occupi di entrare nel merito dell’educazione privata, delle scelte di vita personali di due genitori che hanno trovato nell’Italia un Paese ospitale e che invece gli ruba i bambini». L’uscita polemica è stata l’occasione per attaccare i rom. «Questi genitori non hanno la luce, l’acqua, la televisione. Ma io sono stato nel campo rom di Giugliano alle porte di Napoli la settimana scorsa, con centinaia di bambini in età scolare non a scuola, sporchi, senza insegnanti, senza luce gas e acqua e con genitori che in molti casi campano rubando. Lì dov’è la procura, lo Stato?».

A quel punto è partito il rullo delle dichiarazioni leghiste. «Quella mamma e quel papà hanno una sola colpa: essere inglesi e non appartenere alla comunità rom» ha dichiarato Rossano Sasso, capogruppo in Commissione Scienza alla Camera. «Accanimento sproporzionato», l’ha definito la senatrice Stefania Pucciarelli. E i capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, hanno annunciato un’interrogazione urgente.

Nel primo pomeriggio è intervenuta l’Anm, ricordando a tutti che si è in presenza di «una delicatissima» questione, che riguarda tre minori. «Sorprendono le parole del ministro Salvini, che ha ritenuto vergognoso l’intervento dello Stato nel merito dell’educazione privata». Non è trascorsa neanche mezz’ora che Salvini è tornato a prendersela con i magistrati: «Mi sembra una scelta vergognosa, assurda, pericolosa per la salute dei bambini. Abbiamo già chiesto come chiarimenti al ministro della Giustizia», ha detto, a margine del suo intervento alla Biennale di Architettura a Venezia. «Farò di tutto per riportare quei bambini a casa». E il deputato della Lega, Andrea Crippa, ha giudicato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati «semplicemente scomposta». Anche lui li ha invitati a usare lo stesso metro con i rom.

Giorgia Meloni è in Sudafrica, al G20. Ma fa trapelare di essere rimasta colpita dalla vicenda. Anche la premier, come Salvini, vorrebbe incontrare i genitori. E intanto sollecita un’ispezione.

A sinistra hanno colto l’occasione per ricordare che Salvini non assolve ai suoi compiti istituzionali: i trasporti. «Dice che se serve andrà personalmente in Abruzzo, nel bosco dove vive la famiglia. Diremmo che non serve, stia al suo posto, faccia funzionare i treni, eviti di buttarsi a capofitto a cavalcare una vicenda controversa, dolorosa e che vede al centro la vita di tre minori. Se proprio serve qualcosa è la sobrietà», ha sottolineato Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera. «In Abruzzo è necessario ripartire dalla vera priorità: i diritti e la tutela dei bambini», spiega Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs, osservando che «lo scontro tra la famiglia e i tribunali sta infatti facendo male prima di tutto a quei tre bambini che da giorni vivono assediati dai giornalisti e che l’altra sera sono stati portati via con una folta presenza di forze dell’ordine». Nella polemica si sono inseriti i Pro Vita: «I figli non sono dello Stato».

Ma secondo il tribunale, il rischio maggiore non riguarda l’istruzione dei minori, bensì la loro vita di relazione, sancita dall’articolo 2 della Costituzione, produttiva di gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore. L’altro rilievo riguarda le condizioni dell’abitazione, ritenuta fatiscente e priva di utenze essenziali, con pericoli per l’integrità fisica ed emotiva dei minori.

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