Le famiglie neorurali: “Non diamo fastidio. Nathan e Cate dei maestri, andremo in piazza per loro”
dal nostro inviato Corrado ZuninoPALMOLI (Chieti) – Se ne è andato via in bicicletta dal casaletto della famiglia Trevallion-Birmingham. Con la sua elettrica a pedali, Davide, 34 anni, forse l’amico più stretto della coppia del bosco, è appena arrivato a San Buono, cinquanta minuti dalla casa senza gas né acqua corrente e, dopo aver ripreso fiato, racconta l’universo di persone che si è strette attorno ai neorurali anglo-australiani, ha avviato una petizione per liberare i piccoli Utopia Rose, Galorian e Blubell ed è pronto a organizzare una manifestazione, forse lunedì, nella piazza di Palmoli e un’altra, forse, il 6 dicembre a Roma.
«Siamo di Carpenedolo, di Tufillo, la mia famiglia di San Buono, appunto, e abbiamo assunto Nathan e Catherine come un riferimento. Voi userete quella parolaccia, guru, ma per il nostro gruppo sono semplicemente due persone impegnate in un progetto e un processo di autosufficienza energetica, materiale e spirituale. Hanno letto molto, hanno esperienza e stanno dimostrando di essere davv…
PALMOLI (Chieti) – Se ne è andato via in bicicletta dal casaletto della famiglia Trevallion-Birmingham. Con la sua elettrica a pedali, Davide, 34 anni, forse l’amico più stretto della coppia del bosco, è appena arrivato a San Buono, cinquanta minuti dalla casa senza gas né acqua corrente e, dopo aver ripreso fiato, racconta l’universo di persone che si è strette attorno ai neorurali anglo-australiani, ha avviato una petizione per liberare i piccoli Utopia Rose, Galorian e Blubell ed è pronto a organizzare una manifestazione, forse lunedì, nella piazza di Palmoli e un’altra, forse, il 6 dicembre a Roma.
«Siamo di Carpenedolo, di Tufillo, la mia famiglia di San Buono, appunto, e abbiamo assunto Nathan e Catherine come un riferimento. Voi userete quella parolaccia, guru, ma per il nostro gruppo sono semplicemente due persone impegnate in un progetto e un processo di autosufficienza energetica, materiale e spirituale. Hanno letto molto, hanno esperienza e stanno dimostrando di essere davvero coraggiosi».
Davide è un musicista, ha due bambini e nella sua vita precedente grazie a concerti per teatri e per festival, ma anche in strada, ha guadagnato abbastanza per provare a entrare in questo processo ambientale e intimo. Neorurale, lui ci si sente, e spiega: «Saremo sessanta persone, uomini, donne, bambini. Ci incontriamo con le famiglie e, peraltro, siamo la presenza che dimostra che i tre figli Trevallion non crescono soli, o isolati con la loro famiglia». Gli incontri avvengono, perlopiù, all’aria aperta e prevedono l’accensione di un fuoco e uno scambio di abbracci: «Dobbiamo rimparare a essere gentili ed empatici». Agli appuntamenti si parla di cose interne. C’è chi porta bottiglie di vetro da riutilizzare e chi ha bisogno di un aiuto, pagato, per la raccolta delle patate. «I nostri incontri durano cinque, sei, sette ore e alla fine suoniamo. Chitarre, violini, strumenti a corda esotici. Musica che nasce dal cuore». Davide, polistrumentista e costruttore di percussioni, guida questa fase.
I neorurali dell’Abruzzo meridionale sono artigiani che lavorano la terra cruda, contadini biologici, «c’è chi conosce le arti marziali, chi ha rapporti con i giornali, ci sono persone molto intelligenti e molto timide». Tutti hanno l’intenzione, e in alcuni casi la quotidianità, di crescere in sintonia con la natura e la certezza di rifiutare il mondo contemporaneo: «Parliamo molto di come vivevano le tribù prima dell’arrivo della corsa industriale. Alcune famiglie hanno raggiunto il livello di consapevolezza che consente di impiantare li pannelli solari in giardino, altre non prendono più l’autostrada, altre ancora si sono sganciate dalle utenze domestiche. Siamo tutti indignati per quello che l’uomo ha fatto il pianeta, e per la cattiva educazione quotidiana che ci circonda, ma non vogliamo dare lezioni a nessuno, preferiamo farci gli affari nostri. Ognuno sa cosa deve fare, ognuno può salvarsi da sé».
Ne sono convinti, e citano letteratura al riguardo: i bambini che crescono in campagna hanno benefici e risultati migliori. «I nostri figli imparano presto a suonare strumenti. Galorian, il maschio gemello di Nathan e Catherine, è portatissimo per la musica».
S’invitano via WhatsApp per i raduni intorno al fuoco, dove ogni volta entrano persone nuove, non si parla di politica, «abbiamo altre priorità». Ed è difficile trovare un riferimento del gruppo rispetto alle categorie note: «Io mi sento un progressista conservatore», dice Davide.
Diana M., che venerdì sera ha partecipato all’incontro di supporto nel giardino di Nathan, assicura: «In questa casa, e nelle nostre case, c’è amore ed empatia, cosa vuole il resto del mondo?».