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Bimbi nel bosco, il ministero dell’Istruzione: “Rispettato l’obbligo scolastico”

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Dopo gli attacchi, in Csm chiesta l'apertura di una pratica a tutela dei giudici del tribunale dell’Aquila. Intanto il Comune di Palmoli rinnova l’offerta di aiuto alla famiglia
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Nel caso dei tre bimbi del bosco, allontanati dai genitori, è stato rispettato l’obbligo scolastico. Lo precisa in una nota il ministero dell'Istruzione e del Merito: “Risulta regolarmente espletato l'obbligo scolastico attraverso l'educazione domiciliare legittimata dalla costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l'appoggio ad una scuola autorizzata”, scrive il dicastero di viale Trastevere, sottolineando che “la conferma è arrivata dal dirigente scolastico dell'istituto scolastico di riferimento per il tramite dell'ufficio scolastico regionale”.

Intanto, dopo le polemiche e gli attacchi degli ultimi giorni, il Consiglio Superiore della Magistratura si muove in difesa dei giudici abruzzesi. Una pratica a tutela delle toghe del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è stata avanzata al Comitato di presidenza del Csm, dopo le “dichiarazioni pubbliche rese da esponenti politici” sull’ordinanza di allontanamento dei tre figli minori della famiglia Trevillion-Birmingham, che da anni viv…

Nel caso dei tre bimbi del bosco, allontanati dai genitori, è stato rispettato l’obbligo scolastico. Lo precisa in una nota il ministero dell'Istruzione e del Merito: “Risulta regolarmente espletato l'obbligo scolastico attraverso l'educazione domiciliare legittimata dalla costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l'appoggio ad una scuola autorizzata”, scrive il dicastero di viale Trastevere, sottolineando che “la conferma è arrivata dal dirigente scolastico dell'istituto scolastico di riferimento per il tramite dell'ufficio scolastico regionale”.

Intanto, dopo le polemiche e gli attacchi degli ultimi giorni, il Consiglio Superiore della Magistratura si muove in difesa dei giudici abruzzesi. Una pratica a tutela delle toghe del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è stata avanzata al Comitato di presidenza del Csm, dopo le “dichiarazioni pubbliche rese da esponenti politici” sull’ordinanza di allontanamento dei tre figli minori della famiglia Trevillion-Birmingham, che da anni vive nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. L'atto è stato sottoscritto da tutti i consiglieri togati – fatta eccezione per Bernadette Nicotra di Magistratura Indipendente – e dai consiglieri laici Michele Papa, Ernesto Carbone e Roberto Romboli.

Negli ultimi giorni i quattro magistrati del Tribunale dei minorenni abruzzese – che hanno tolto la potestà genitoriale a Nathan Trevillion e Catherine Birmingham, affidando i loro tre figli a una struttura protetta – sono stati aggrediti con un profluvio di minacce e offese sui social. Le ingiurie online hanno colpito in particolare la presidente del collegio, Cecilia Angrisano. La decisione dei giudici ha scatenato anche critiche e attacchi da parte di diversi esponenti politici, a cominciare dal vicepremier Matteo Salvini, che ha parlato di “una vergogna, un precedente pericoloso e preoccupante, un trauma per una famiglia che ha scelto l'Italia per vivere serena”.

La relazione dei servizi sociali: “Rischio grave emarginazione”

Un nucleo familiare a rischio di "grave emarginazione sociale", in uno stato di "disagio abitativo", senza "interazioni sociali frequenti" né "entrate fisse" e con i figli minori che "non frequentano la scuola e attività ricreative o sportive". Così è descritta la famiglia Trevillion-Birmingham nella relazione dei servizi sociali del comune di Monteodorisio (Chieti) redatta l’estate scorsa, su segnalazione della procura presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Nel documento sono espresse preoccupazioni per le carenze igieniche del casolare della famiglia: "Presso lo stabile – aggiungono gli assistenti sociali – non sono presenti i servizi igienici e le utenze”.

Il sindaco: pronti a sostenere la famiglia

Intanto il comune di Palmoli, dove la famiglia risiede, con il sindaco Giuseppe Masciulli, si dice pronto a collaborare con il Tribunale dei minori dell'Aquila e con le assistenti sociali a sostegno della famiglia nel bosco, per favorire il ritorno a casa dei piccoli. L'amministrazione comunale segue da vicino le loro vicende e, già dallo scorso anno, si era adoperata per assicurare loro un'abitazione in paese con tutte le utenze, dove la coppia con i bambini ha vissuto poco più di una settimana. "Il comune – dice il sindaco – è pronto a collaborare con i giudici e le assistenti sociali per sostenere la famiglia nel bosco. Quel casolare dove oggi vivono, era abitato in precedenza da una coppia di anziani palmolesi e aveva tutte le utenze. La coppia anglo-australiana ha scelto uno stile di vita più estremo rispetto ad altre famiglie neorurali che vivono in questa zona. Abbiamo cercato di aiutarli da subito ed oggi rinnoviamo la disponibilità".

Dai giudici dell’Aquila documenti a Nordio

Intanto l'autorità giudiziaria de L'Aquila ha inviato al ministero della Giustizia la documentazione riguardante la vicenda della sospensione della potestà genitoriale alla coppia che con tre figli minori vive in un bosco a Palmoli, in provincia di Chieti. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha avviato gli accertamenti sul caso e saranno quindi verificate eventuali violazioni.

L’interrogazione Ue della Lega

"Ho presentato un'interrogazione prioritaria alla Commissione europea sul caso dei bambini strappati alla famiglia che vive nei boschi in Abruzzo, una vicenda che solleva interrogativi seri sul rispetto dei diritti fondamentali." Così l'europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi. "Con questo atto urgente chiedo a Bruxelles di verificare se la decisione della magistratura italiana possa configurare una violazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e di monitorare la vicenda. L'allontanamento dei minori, infatti, deve essere davvero l'ultima ratio e sempre fondato su prove solide e verificabili: qui invece abbiamo una famiglia che ha scelto uno stile di vita semplice e a contatto con la natura, certamente non convenzionale ma che non dovrebbe essere trattato come pericoloso di per sé".

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