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La ristrutturazione, il bagno, la scuola: la strategia per riportarli a casa

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Un ingegnere ha redatto un progetto, a breve verrà presentata la segnalazione di inizio attività: sarà aggiunto un vano per poter tenere all’interno il gabinetto, collegato a un sistema di fitodepurazione
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PALMOLI (CHIETI) – Le cinque pagine di ordinanza del Tribunale dei minorenni, al di là delle polemiche, sono chiare. Indicano che cosa manca alla famiglia Trevallion-Birmingham per poter continuare a vivere — tutti e cinque insieme — nel casaletto immerso tra querce e lauri ai bordi della provinciale per Vasto. Oggi la casa in pietra, comprata nel 2021 con 20mila euro senza accendere un mutuo, si sviluppa su 40 metri quadrati: cucina più stanzone, quest’ultimo con quattro letti. Adiacente, c’è una roulotte.

Appoggiandosi sulla relazione del servizio sociale del 23 settembre 2024, i quattro giudici, guidati da Cecilia Angrisano, hanno detto che non è accettabile un water a secco in giardino, a quindici metri dalla porta d’ingresso. Peraltro, secondo il rapporto dei carabinieri del 4 ottobre 2024, il casaletto sarebbe “instabile” e posizionato in un’area a rischio sismico. Centrale è il fatto che non ci sia alcuna utenza allacciata: il gas (sostituito da una stufa e un caminetto in cu…

PALMOLI (CHIETI) – Le cinque pagine di ordinanza del Tribunale dei minorenni, al di là delle polemiche, sono chiare. Indicano che cosa manca alla famiglia Trevallion-Birmingham per poter continuare a vivere — tutti e cinque insieme — nel casaletto immerso tra querce e lauri ai bordi della provinciale per Vasto. Oggi la casa in pietra, comprata nel 2021 con 20mila euro senza accendere un mutuo, si sviluppa su 40 metri quadrati: cucina più stanzone, quest’ultimo con quattro letti. Adiacente, c’è una roulotte.

Appoggiandosi sulla relazione del servizio sociale del 23 settembre 2024, i quattro giudici, guidati da Cecilia Angrisano, hanno detto che non è accettabile un water a secco in giardino, a quindici metri dalla porta d’ingresso. Peraltro, secondo il rapporto dei carabinieri del 4 ottobre 2024, il casaletto sarebbe “instabile” e posizionato in un’area a rischio sismico. Centrale è il fatto che non ci sia alcuna utenza allacciata: il gas (sostituito da una stufa e un caminetto in cucina), la luce (sostituita da led a soffitto) e l’acqua corrente (sostituita dal prelievo a una fonte). Nel casolare sono stati segnalati, ancora, problemi di umidità.

Nell’ordinanza 454 si legge che i tre fratellini parlano male l’italiano, e hanno tra i sei e gli otto anni. D’altra parte, lo parlano maluccio anche i genitori: Nathan, 51 anni, di Bristol, e Catherine, 45 anni, di Melbourne. Ancora, questo deficit è figlio del fatto che i tre non vanno la mattina a scuola, anche se sono già in età da primaria. L’assenza di frequentazione dei coetanei, secondo i giudici, può avere effetti «sullo sviluppo cognitivo-emotivo».

L’unschooling, lo studio a casa con i genitori docenti e un aiuto in presenza e online da parte di una maestra molisana, mostra diversi limiti per la preparazione generale dei bambini: non può bastare farli giocare con il mulo Gallipoli e ascoltare quanto sono pericolose le microplastiche per una crescita culturale completa.

Poi c’è la questione medica. I tre bimbi hanno avuto una sola vaccinazione, alla nascita. Nessun richiamo, nessun siero anti-Covid nel 2021. I genitori non vogliono che venga loro preso il sangue, anche se papà Nathan ha chiesto, senza ottenerli, 150mila euro per concedere il prelievo. La pediatra, per dire, è entrata nella vita familiare solo lo scorso luglio, imposta dall’assistente sociale. I giudici hanno chiesto controlli neuropsichiatrici per i piccoli.

La prima azione suggerita dall’avvocato Giovanni Angelucci è stata la ristrutturazione della casa nel bosco. Un ingegnere ha redatto un progetto, a breve verrà presentata la segnalazione di inizio attività: sarà aggiunto un vano per poter tenere all’interno il gabinetto, collegato a un sistema di fitodepurazione «suggerito e sovvenzionato dall’Unione europea». Il nuovo disegno consentirà la realizzazione di una stanza in più: sarà destinata ai tre figli, oggi in camera con i genitori.

«Condizioni disagevoli e insalubri», hanno scritto i giudici, ma in verità nel casaletto in pietra non ci sono cattivi odori. E ancora, il «rudere fatiscente» (definizione dei carabinieri) non è tale. La famiglia, staccata dalla rete elettrica nazionale, ha comunque i pannelli solari nel retro. «Le condutture generali del gas in una zona così remota non esistono, dovrebbero ricorrere a bombole». La cucina economica che Nathan ha acquistato prevede piatti di ghisa riscaldanti: «La casa è fissa a 22 gradi, persino troppo calda», assicura il legale. Il pozzo, dice, serve per lavarsi. L’acqua potabile è presa da fonti vicine, «dove si reca tutto il comprensorio». La pericolosità strutturale dell’abitato? «Un certificato di idoneità statica è già stato rilasciato lunedì scorso».

Sul piano delle relazioni dei figli, i genitori segnalano la comunità neorurale che frequentano: famiglie con bambini. Quanto alla scolarizzazione, il provvedimento di un istituto comprensivo di zona «ratifica la richiesta di avvalersi dell’istruzione parentale». Utopia Rose può accedere alla terza, gli altri due inizieranno il loro unschooling affiliato a una scuola bresciana. «Non parlano bene l’italiano, ma parlano l’inglese».

I soldi insufficienti, altra considerazione avanzata dal tribunale? «I coniugi hanno due conti correnti, una vettura con bollo e assicurazione, due telefonini e un tablet. Pagano le tasse sulla casa e sulla spazzatura. Possiedono tutto quello che serve per l’essenziale, il superfluo lo rifiutano». Entro la prossima settimana l’avvocato depositerà il ricorso contro l’ordinanza.

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