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Università, il boom delle telematiche: 75mila laureati online nel 2024, quadruplicati in sei anni

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Nel 2018 erano poco più di 16mila. Gli atenei da remoto riscuotono successo soprattutto al sud: quasi la metà dei diplomi a ragazzi campani e siciliani
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I giovani italiani si affidano sempre di più alla laurea online. Ed è boom di titoli rilasciati dagli atenei telematici, soprattutto al sud. In pochissimi anni, il loro numero è letteralmente esploso, più che quadruplicando i laureati. A influire sulla scelta delle famiglie e dei ragazzi italiani, probabilmente, anche i costi elevati degli affitti di camere per studenti, dei trasporti e di tutto quanto serve per vivere lontani da casa. Anche se le rette delle università online superato abbondantemente quelle dei tradizionali atenei statali.

Il trend

I numeri rilasciati qualche giorno fa dal ministero dell’Università e della ricerca raccontano anche un cambio di approccio al titolo universitario da parte degli italiani. Perché nel 2018 i laureati a distanza superavano le 16mila unità. Ma non di molto: 16.259, esattamente. Sei anni dopo, il loro numero è cresciuto esponenzialmente: 74.659 laureati telematici, quattro volte e mezzo di più. In termini percentuali, si passa dal 5% al 18%. …

I giovani italiani si affidano sempre di più alla laurea online. Ed è boom di titoli rilasciati dagli atenei telematici, soprattutto al sud. In pochissimi anni, il loro numero è letteralmente esploso, più che quadruplicando i laureati. A influire sulla scelta delle famiglie e dei ragazzi italiani, probabilmente, anche i costi elevati degli affitti di camere per studenti, dei trasporti e di tutto quanto serve per vivere lontani da casa. Anche se le rette delle università online superato abbondantemente quelle dei tradizionali atenei statali.

Il trend

I numeri rilasciati qualche giorno fa dal ministero dell’Università e della ricerca raccontano anche un cambio di approccio al titolo universitario da parte degli italiani. Perché nel 2018 i laureati a distanza superavano le 16mila unità. Ma non di molto: 16.259, esattamente. Sei anni dopo, il loro numero è cresciuto esponenzialmente: 74.659 laureati telematici, quattro volte e mezzo di più. In termini percentuali, si passa dal 5% al 18%. A scapito degli atenei che erogano lezioni ed esami in presenza e necessitano di locali per laboratori, biblioteche, mense e altro.

La mappa regionale

Con la laurea online, si riducono le spese di trasferta per coloro che erano costretti a costosi spostamenti e si seguono le lezioni comodamente da casa. Soprattutto per coloro che provengono dalle regioni del profondo sud. Dei quasi 75mila laureati online censiti dal ministero nel 2024 oltre 30mila sono ragazze e ragazzi diplomati in Campania e Sicilia: 16mila i primi e 14mila i secondi. Il 41% del totale nazionale. La laurea telematica sembra invece non riscuotere molto successo tra i giovani diplomati nelle regioni settentrionali. Nel 2024, se ne sono registrati pochi: in Lombardia e Piemonte poco meno di 8mila in tutto, pari all’11% del totale. Quasi quanti ne contabilizza la sola regione Lazio con 7mila e 500 laureati da remoto nel 2024: il 10% di tutti i laureati online.

Il business

Per avere un’idea del giro d’affari che interessa gli 11 atenei telematici che funzionano in Italia basta utilizzare gli unici numeri ufficiali forniti dal ministero dell’Università. Anche se risalgono al 2023. Quell’anno, il totale relativo ai soli corsi di laurea triennali, magistrali e del vecchio ordinamento sborsato dagli studenti è stato pari a 605 milioni di euro. E se al pagamento delle rette si aggiungono tutti gli altri introiti si superano abbondantemente gli 800 milioni. Sei anni prima, nel 2017, la contribuzione studentesca per corsi universitari era di 162 milioni di euro, quasi un quarto di quella che si sarebbe registrata pochi anni dopo. Riguardano le rette annuali richieste agli studenti, il Mur nel 2023 ha certificato 2.360 euro all’anno per gli atenei online e 1.493 euro per quelli statali. E a conti fatti la laurea online conviene, considerati i costi per affitti, vitto e trasporti da fuorisede. Resta da capire se la preparazione acquisita è paragonabile a quella dei corsi in presenza.

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