Oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne. Tante le iniziative in programma in tutta Italia: da Roma a Torino, da Milano a Palermo. Il Parlamento e Palazzo Chigi si illuminano di arancione. Mattarella: “La libertà delle donne va difesa ogni giorno”.
Papa: educare giovani per eliminare violenza su donne
"Bisogna cominciare con la formazione dei giovani", sottolineare che "ogni essere umano merita rispetto, dignità, uomo, donna, tutti. Bisogna togliere questa violenza che tante volte interessa anche i ragazzi e trovare una maniera per educarli e formare un'altra mentalità. Bisogna essere persone di pace che vogliono bene a tutti". Lo ha detto il Papa parlando con i giornalisti prima di lasciare Castel Gandolfo sul tema della violenza contro le donne.
David e porte storiche di Firenze illuminate rosso
Le porte storiche di Firenze e il David illuminati di rosso contro la violenza sulle donne. E' l'iniziativa in corso in città in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Corteo Non una di meno a Milano: “Siamo oltre 10mila”
"Siamo più di 10mila". Lo hanno annunciato dal le organizzatrici del corteo organizzato da Non Una di Meno a Milano in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Oltre 8mila i manifestanti, secondo le stime della Questura. Sfilano al buio, perché - spiegano in coro - "la notte ci piace e vogliamo uscire in pace. Ci piace pure il giorno, levatevi di torno". La testa del corteo ha superato piazza Cinque Giornate, a poche centinaia di metri dal Palazzo di Giustizia. "La violenza è strutturale e attraversa anche le aule di giustizia. Vogliono introdurre il consenso nel resto di violenza sessuale ma il consenso lo si impara a scuola nei corsi di educazione affettiva per cui il governo chiede il consenso alle famiglie", ha detto una delle organizzatrici al megafono. "Hanno introdotto il reato femminicidio, ma è un crimine di potete e culturale: i femminicidi non diminuiranno solo per il fatto che esiste il reato. Troppo costoso investire in formazione, il carcere allora è la risposta. Ma il carcere da solo non previene, non educa. Caro governo Meloni, grazie ma è troppo tardi quando interviene il diritto penale. La cultura della violenza si contrasta con la prevenzione, proprio attraverso l'educazione al consenso. Il governo ci tutela da morte ma non riconosce i nostri diritti da vive", ha detto l'attivista di Non Una di Meno, prima che il corteo ripartisse, intonando "Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce".
A Torino il corteo di Non una di meno blocca metro per qualche minuto
Blitz dei partecipanti al corteo promosso da Non una di meno nella metropolitana torinese. Il corteo partito da piazza Carlo Felice, davanti alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova, mentre stava sfilando lungo via Nizza ha improvvisamente interrotto la marcia e alcune centinaia di manifestanti sono scesi lungo le scale della metro bloccando le porte di un convoglio con lo striscione 'Contro la violenza del patriarcato blocchiamo tutto'. Al corteo partecipano oltre 2500 persone. Dopo alcuni minuti i manifestanti hanno ripreso a sfilate per le vie del capoluogo piemontese.
Ok definitivo all'unanimità a ddl per delitto femminicidio
L’aula della Camera ha definitivamente approvato, all'unanimità (237 i sì), il ddl che introduce nel codice penale il delitto di femminicidio. Con il provvedimento si scrive, nel dettaglio, il nuovo articolo 577-bis che indica una fattispecie specifica di omicidio, disponendo la pena dell'ergastolo per chiunque causi la morte di una donna, commettendo il fatto, si legge nella documentazione messa a punto dal servizio studi della camera, come atti di discriminazione, di odio o di prevaricazione, ovvero mediante atti di controllo, possesso o dominio verso la vittima in quanto donna. Nel disegno di legge figurano e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime.
'Siamo molte siamo una', performance collettiva contro violenza a Genova
Oltre cento donne e uomini di tutte le età hanno dato vita questo pomeriggio in piazza De Ferrari all'installazione performativa collettiva "Siamo molte, siamo una", promossa da Regione Liguria in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Un grande filo rosso, simbolo della connessione invisibile che lega le donne nel dolore, ma anche nella forza e nella libertà, ha unito i partecipanti in una coreografia curata dal coreografo Matteo Addino, direttore della Naima Academy.
Sapienza intitola Premio di tesi a Ilaria Sula
Nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, La Sapienza di Roma ha voluto intitolare alla sua giovane studentessa Ilaria Sula, vittima di femminicidio, un premio che sarà assegnato alle tre migliori tesi su tematiche inerenti alla violenza maschile sulle donne e alla discriminazione di genere in ciascuna tipologia di corso di studi (laurea, laurea magistrale e corso di dottorato). Per i vincitori è prevista l'iscrizione gratuita a un master di I o II livello a seconda del corso di laurea e per il dottorato anche la possibilità di pubblicare la tesi con Sapienza Università Editrice.
Primo post di Fico presidente: impegno contro violenza di genere
E' dedicato alla giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne la prima presa di posizione da governatore della Campania di Roberto Fico. "L'impegno per eliminare la violenza di genere - scrive in un post sui social - deve essere collettivo. È una responsabilità che ricade sulla comunità che deve portare avanti, nelle sue diverse articolazioni, un lavoro culturale, sociale, politico, giuridico. Le istituzioni e la politica devono fare la loro parte con le leggi, con un sistema di tutele, con i comportamenti e promuovendo iniziative di sensibilizzazione. E fornendo supporto e aiuto alle donne che denunciano. Ed è quello che farò da Presidente della Regione Campania".
"Un impegno costante - prosegue - che non deve essere uno slogan che si esaurisce il 25 novembre ma una tensione quotidiana. Combattere il maschilismo, la cultura del possesso, ogni tipo di violenza si fa ogni giorno. Con i gesti che compiamo, con le parole che usiamo. Tutti. Oggi è il giorno in cui ribadiamo questo impegno".
Palazzo Chigi illuminato di rosso
Femminicidi, in minuto di silenzio in in Aula del Senato
L'Aula del Senato ha osservato qualche attimo di silenzio in memoria di tutte le donne vittime di femminicidio su richiesta del presidente Ignazio La Russa. La Russa ha accolto la proposta fatta in conferenza dei capigruppo da un esponente delle opposizioni di ricordare ogni settimana in Assemblea le vittime di femminicidio.
“Lezione sessuo-affettiva” di Non una di meno davanti al Mim
"Educazione al consenso contro la mattanza, prevenire la violenza fin dall'infanzia", "l'unica prevenzione alla violenza patriarcale è l'educazione sessuo-affettiva transfemminista e intersezionale". Sono alcune delle frasi che si leggono sui cartoncini appoggiati sulla scalinata del ministero dell'Istruzione e del Merito che in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è stata 'rivestita' dal Mim con parole come: consenso, empatia, rispetto, ascolto. Proprio lì, sulle scale del dicastero di viale Trastevere, si sta tenendo la "lezione sessuo-affettiva collettiva" organizzata da Non Una Di Meno. Oggi, 25 novembre, "non c'è niente da celebrare, solo un mondo da trasformare", dicono. Alle spalle di chi si alterna al megafono lo striscione con su scritto "ci vogliamo viv3". Tante le docenti che hanno deciso di scendere in piazza. "Vorremmo spiegare al ministero e al governo il perché c'è bisogno di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, senza il consenso delle famiglie - sottolinea una professoressa che preferisce rimanere anonima - Le statistiche ci restituiscono dati che vedono coinvolte sempre più le giovanissime nella violenza di genere". Quanto alle recenti dichiarazioni dei ministri Nordio e Roccella, "non solo ci sconfortano ma ci terrorizzano", ha aggiunto un'altra docente. Partecipano a quella che è una "lezione aperta capovolta" anche studentesse, studenti e famiglie con bambini. (ANSA).
Performance sulla scalinata di Trinità de’ Monti a Roma organizzata da Telefono Rosa
“Per Ilaria, per tutte”, maxi scritta su scale rettorato Sapienza
"Per Ilaria, per tutte": questa la maxi scritta in vernice viola comparsa sulle scale del rettorato della Sapienza. Sotto la statua della Minerva, alla prima università di Roma, il collettivo Zaum e il progetto Athena hanno chiamato a raccolta studenti e studentesse nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne per chiedere che l'università di riaprire i Cav e che si occupi di "sradicare" il patriarcato. Accanto all'ingresso, anche manifesti che ritraggono un'università a Gaza. Fumogeni con i colori della lotta transfemminista, bandiere della Palestina e il coro "bruciamo tutto" stanno accompagnando un corteo spontaneo dentro la Sapienza, anche all'interno di alcune facoltà, aperto dallo striscione "Disarmiamo il patriarcato, blocchiamo tutto". Dipinte di viola anche le sedute all'ingresso della facoltà, per dire "non bastano le vostre panchine rosse". E a Lettere le scritte: "ci vogliamo vive" e "sapienza transfemminista". Anche cori contro la ministra Eugenia Roccella, dopo le sue recenti dichiarazioni: "Come donna devo festeggiare se non mi ammazzano?".
Massini: 'Uso della lingua italiana è maschilista, serve rivoluzione'
"Noi continuiamo a usare parole che ci raccontano per quello che siamo. Fondamentalmente dei maschilisti e dei profondi sostenitori del patriarcato. Speriamo che ci sia un'insurrezione, anzi una rivoluzione". Così Stefano Massini, ha chiuso il suo intervento all'iniziativa 'Un minuto di rumore' promossa dai quotidiani del gruppo Monrif a Firenze in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Davanti a studenti e studentesse, l'attore e drammaturgo fiorentino si è soffermato sull'uso della lingua "che usi ogni giorno e che contiene cose di cui non ti rendi conto". A partire dall'articolo prima del cognome "con cui si marca una differenza. Sei tenuto a metterlo soltanto alle donne, la Funaro, la Pini", riferendosi alla sindaca di Firenze e alla direttrice di Qn. "Come dire che c'è un'eccezione, c'è una cosa che non torna". E, ancora, il genere delle parole: "Se in una stanza ci sono venti donne diciamo che sono entrate. Ma se accanto a loro arrivo, io ecco che 'siamo entrati'. Basto io e su 20 vinco, perché va al maschile. Vince l'uomo. Se non ci ribelliamo ogni giorno vince l'uomo".
Quindi matrimonio, "una parola tremenda, che in latino è 'mater munus', il dovere della donna che era essere madre. Il matrimonio indica nella lingua italiana quel momento in cui comincia il compito della donna, che era mettere al mondo i figli. Il patrimonio era" invece "il compito del padre, metterci i soldi. E noi continuiamo oggi a dire patrimonio e matrimonio".
"Quando una donna si sposa - prosegue Massini - noi diciamo una frase tremenda della quale non abbiamo alcuna forma di scandalo, anzi ci ridiamo sopra, 'auguri e figli maschi'".
Questo, spiega, "significa vogliamo che tu non metta al mondo una femmina. E noi ridiamo. La vera rivoluzione sarà quando usciremo da queste manifestazioni con un atteggiamento di scandalo che porterà le donne a dire quando ascoltano 'auguri e figli maschi', 'vattene a...'".
Roccella: quest'anno i femminicidi in lieve ma significativo calo
"Quella contro la violenza sulle donne è una battaglia di tutti, perché è una battaglia di libertà". Lo afferma la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella in un post su Facebook. "Il governo Meloni ne ha fatto fin dal primo giorno - aggiunge - una propria priorità, varando leggi che hanno portato anche l'Onu a definire l'Italia un modello per le altre Nazioni, aumentando i fondi per i centri e violenza e le case rifugio, potenziando e rendendo strutturali le misure di sostegno economico alle vittime, aiutandole nel reinserimento lavorativo, lavorando sulla formazione degli operatori e sulla sensibilizzazione delle giovani generazioni. Quest'anno i femminicidi sono in lieve ma significativo calo: non certo un punto di arrivo ma un importante punto di partenza per continuare a lavorare lungo la strada intrapresa. Perché ogni donna uccisa è una vittima di troppo, ma ogni donna salvata è una ragione per andare avanti".
Ddl stupro: opposizioni abbandonano i lavori della Commissione
Le opposizioni hanno abbandonato la commissione Giustizia del Senato che ha avviato l'esame del disegno di legge sulla violenza sessuale, che contiene la norma sul consenso delle donne frutto di un accordo bipartisan su input di Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Protestano così contro la richiesta di un maggiore approfondimento sulla norma chiesto dalla Lega a cui si sono associati Fratelli d'Italia e Forza Italia chiedendo anche le audizioni. Le opposizioni avevano chiesto, già nella conferenza dei capigruppo, il voto direttamente in Aula oggi anche per far coincidere il voto con la giornata internazionale contro la violenza alle donne che cade oggi. E il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si era associato.
Il centrodestra chiede audizioni, ira delle opposizioni
Il centrodestra ha chiesto in commissione Giustizia al Senato un ciclo di audizioni sulla legge sulla violenza sessuale che prevede il consenso informato. Da qui la protesta delle opposizioni che hanno abbandonato i lavori della commissione.
Meloni: “Avvilente l’odio sessista sui social, c'è tanto da fare”
"È avvilente constatare come nel 2025 ci sia ancora chi consideri normale calpestare la dignità di una donna e farne oggetto di insulti sessisti e volgari, nascondendosi per di più dietro l'anonimato o una tastiera". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in rifermento alla violenza che corre sul web. "Purtroppo, però, i casi non si limitano ai messaggi di odio e agli insulti nei confronti di donne note. Io, per prima, ne sono stata più volte vittima", ricorda la premier secondo la quale "il problema è molto più vasto: basti pensare ai siti che pubblicano foto intime rubate di persone comuni o alle piattaforme che creano con l'intelligenza artificiale false immagini pornografiche, utilizzando i volti di donne reali".
"È un tema di cui ci siamo occupati nell'ambito della legge quadro sull'intelligenza artificiale, da poco approvata e che introduce un nuovo reato per punire chi arreca un danno ad una persona attraverso i cosiddetti deepfake, ovvero i contenuti generati o manipolati artificialmente per sembrare autentici. Ma, ovviamente, non abbiamo la presunzione che questo intervento possa essere risolutivo, perché quella del digitale rimane una sfida estremamente complessa, per tante ragioni: per la rapidità dei cambiamenti, la difficoltà di circoscrivere gli ambiti giuridici, la difficoltà di rintracciare i responsabili. C'è tanto lavoro da fare", conclude Meloni.
Genova, al via percorsi di educazione sessuo-affettiva alla materna
Un percorso di educazione sessuo-affettiva alla materna. Partirà da quattro scuole per l'infanzia e da 300 bambini e bambine tra i 3 e i 5 anni. È promosso dal Comune di Genova con la collaborazione dei centri antiviolenza. La sperimentazione è stata presentata questa mattina a palazzo Tursi dalla sindaca Silvia Salis e dall'assessora alla Scuola Rita Bruzzone, nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Il progetto partirà a gennaio 2026.
Meloni: “Dialogo con Schlein? Mai mancato, no propaganda sulla violenza contro le donne”
"Devo dire che su alcuni temi, a partire dall'impegno comune per combattere la violenza contro le donne, il dialogo e la collaborazione con l'opposizione non sono mai mancati". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un'intervista rilasciata a LaPresse in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne a proposito del recente accordo con la segretaria del Pd Elly Schlein sul principio del libero consenso. "Voglio ricordare che siamo a ridosso dell'approvazione definitiva in Parlamento della proposta di legge del Governo per introdurre nell'ordinamento il reato autonomo di femminicidio, una rivoluzione giuridica e culturale che ci rende tra le prime Nazioni in Europa e nel mondo a percorrere questa strada", aggiunge, riconoscendo che "se siamo arrivati a questo risultato, lo dobbiamo anche al sostegno e al contributo che tutte le forze politiche hanno assicurato durante l'iter parlamentare". "Penso che questa non sia una materia sulla quale costruire propaganda", conclude però la premier.
“Ti taglio la testa”, 55enne arrestato a Napoli per stalking
Ti vengo a prendere con tutto il braccialetto e ti taglio la testa". Sono le parole, accompagnate da un gesto inequivocabile, che un 54enne ha rivolto alla ex moglie dopo averla seguita fino al luogo dove lavorava, nonostante lei l'avesse già denunciato. L'ennesimo episodio di violenza è accaduto al Vomero, quartiere bene di Napoli, e la scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza.
L'uomo, che è stato arrestato per stalking, era già stato denunciato per lo stesso motivo l'11 ottobre scorso: lei aveva deciso di lasciarlo e lui continuava a molestarla. Subito dopo la denuncia, è stato così attivato il codice rosso e disposta una vigilanza nei pressi dell'abitazione della vittima. La situazione è degenerata nella giornata di lunedì quando il 55enne si è presentato sul posto di lavoro della donna: le immagini di videosorveglianza hanno ripreso la scena in cui l'uomo discute animatamente con la 49enne e, soprattutto, la minaccia e fa il gesto di tagliarle la gola. Una conversazione che è stata registrata dalla sorella della vittima, che era al telefono con lei. Fortunatamente la donna riesce ad allontanarsi e a raggiungere la stazione dei carabinieri, dove racconta tutto: i militari l'accompagnano a casa mentre altri si mettono alla ricerca dell'uomo, rintracciato la sera nella sua abitazione. Nei suoi confronti sono scattati una nuova denuncia per atti persecutori e gli arresti domiciliari
Piantedosi: “La violenza è una piaga che non può essere ignorata”
"Il fenomeno della violenza contro le donne è una piaga sociale che non può essere ignorata. Un atto ignobile che ferisce non solo le vittime, ma anche il tessuto civile della nostra società. Ogni singola vita spezzata rappresenta un fallimento per la società e per le istituzioni. Dietro ciascun caso si nasconde un sistema di violenze fisiche, psicologiche ed economiche che spesso rimane sommerso, alimentato dal silenzio e dalla paura". Lo scrive su X il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
In vacanza a Roma, picchia la moglie nel B&B: arrestato
In vacanza nella Capitale, ha continuato ad accanirsi sulla moglie, picchiandola con calci e pugni. A rintracciare e arrestare un uomo originario della Sardegna, sono stati i carabinieri della Stazione Madonna del Riposo, intervenuti in un bed and breakfast in via Dandolo, a Trastevere, dopo la chiamata al 112 da parte della vittima. Ai militari la donna ha raccontato di aver subito violenza dal compagno per futili motivi. Sul posto anche un'ambulanza che ha portato la donna all'ospedale Santo Spirito. L'uomo, trovato nella stanza, è stato arrestato per maltrattamenti e portato nel carcere di Rebibbia, in attesa di convalida. La donna è stata dimessa con una prognosi di 21 giorni.
Stasera la facciata della Camera illuminata di arancione
La Camera dei deputati aderisce alla campagna dell'Onu per la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Pertanto, la facciata di Montecitorio verrà illuminata dal colore arancione, con la proiezione della scritta "Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" dal tramonto di martedì 25 novembre all'una di mercoledì 26.
Vaticano: “I femminicidi sono una questione gravissima da approfondire”
I femminicidi sono una "questione gravissima". Parole del Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Victor Manuel Fernandez, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Nota "Una caro" (Una sola carne), Elogio della monogamia. I femminicidio "è una realtà e ha un nome" e nel documento "la troviamo descritta nelle sue radici e nelle sue cause: nella non appartenenza, nel non dominio dell'altro". "È certamente un tema che dobbiamo ancora approfondire e sono grato che questo documento sia presentato proprio oggi, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", ha aggiunto Fernandez.
Unicef: “Nel mondo quasi una donna su tre ha subito violenza”
Secondo i dati del nuovo rapporto congiunto Unicef, Oms, Un Women, Unfpa, Hrp, Unodc e Undesa, quasi una donna su tre - 840 milioni stimate a livello globale - ha subito violenza da parte del partner o violenza sessuale nel corso della propria vita, una cifra che è rimasta invariata rispetto al 2000. 316
milioni di donne - l'11% di quelle di età pari o superiore ai 15 anni - hanno subito violenza fisica o sessuale da parte di un partner. I progressi nella riduzione della violenza da parte del partner nelle relazioni di intimità sono stati estremamente lenti, con un calo annuale di appena lo 0,2% negli ultimi due decenni. Per la prima volta, il rapporto include stime nazionali e regionali sulla violenza sessuale da parte di persone diverse dal partner. Il rapporto rileva che 263 milioni di donne hanno subito violenza sessuale da parte di persone diverse dal partner dall'età di 15 anni, una cifra che, secondo gli esperti, è significativamente sottovalutata a causa della stigmatizzazione e della paura.
La madre di Giulia Tramontano: “La tua assenza una ferita che sanguina sempre”
"Oggi non è più che mai. Oggi è come ogni giorno. Il dolore è come I'amore, si nutre di ricordi. Di momenti vissuti, di cose che amavamo fare. La tua assenza è una ferita che sanguina sempre. Cara Giulia non finisce mai". Lo scrive sui social Loredana Femiano, la madre di Giulia Tramontano, uccisa quando era incinta di sette mesi, il 27 maggio del 2023 a Senago (Milano), dal compagno Alessandro Impagnatiello, condannato anche in appello all'ergastolo.
La madre e la sorella ricordano lei e Thiago sui social nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. "Ovunque tu sia, ovunque voi siate. Il vostro porto è di sicuro nel cuore di tutti", scrive ancora la mamma. "Oggi, in Italia - scrive la sorella Chiara - ricordiamo le vittime di femminicidio e il dovere collettivo di prevenire il dilagare della violenza. Con loro, portiamo nel cuore i genitori seduti davanti a una lapide, fratelli che hanno perso la rotta, i figli che non avranno più una madre. lo di te, oggi, ricordo: il messaggio 'Poi ti richiamo' e quella chiamata che non è mai arrivata".
E ancora: "I tuoi capelli biondi, rimasti a riflettere la luce sul parquet di casa. La nostra camera condivisa, in cui ora sono un fantasma: un'estranea che ha perso tutto e vive in una trappola di ricordi.
Il tuo pancione dolce. Le tue dita sottili, un po’ come le mie, ma che hanno smesso di intrecciarsi alle mie". E "ricordo me, e come sono andata via il 27 maggio 2023, lasciando per sempre una parte di me accanto a te. Per te, Giulia. Per me e per tutte".
Metsola: “Dobbiamo fare di più per ogni Giulia”
"Dobbiamo fare di più. Dobbiamo fare di più per ogni Giulia, per ogni Paulina, per ogni Bernice, per ogni Ashling che sono state uccise perché erano donne. Dobbiamo fare di più per ogni sopravvissuta come Gisele in Francia e Ana Bella in Spagna, che hanno resistito e hanno osato rompere il silenzio. Dobbiamo fare di più per ogni donna". Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nel suo discorso in plenaria in occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Istat: gli autori dei femminicidi sono partner o ex
Le morti violente avvengono soprattutto all'interno della coppia. Lo dice l’Istat. Le donne italiane vengono uccise dai partner, attuali o precedenti, nel 49,5% dei casi, le straniere nel 68%. Lievemente in aumento il tasso delle donne uccise da parenti (0,12 nel 2024; 0,10 nel 2023). Le donne uccise da altri familiari (37) sono state uccise da uomini nell'81,1% dei casi (30) e da donne nel 18,9% (sette).
Schlein: “La libertà delle donne è la forza che può cambiare il mondo”
"Le parole feriscono, gli stereotipi resistono. Nel 25 novembre ricordiamo che la violenza maschile contro le donne passa anche dai tribunali, dal linguaggio, dai pregiudizi che colpevolizzano le vittime. Senza consenso è sempre violenza: introdurlo nel reato di violenza sessuale è un vero cambio di paradigma. La libertà delle donne è misura della democrazia. La libertà delle donne è la forza che può cambiare il mondo". Lo scrive sui social la segretaria del Pd Elly Schlein.
Valditara: “L’eliminazione della violenza contro le donne è un obiettivo politico”
"Oggi è la Giornata internazionale per la eliminazione della violenza contro le donne e il fatto che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite abbia scelto proprio questa formulazione per designarla è sommamente significativo. Essa, infatti, non si limita a descrivere la terribile natura del fenomeno ma indica anche chiaramente un obiettivo: la sua eliminazione. È un obiettivo politico, nel senso più largo e più alto della parola. Un'urgenza imprescindibile per chiunque abbia a cuore il destino della polis, della convivenza civile e umana".
È il messaggio del ministro dell'istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, su instagram, in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Conte: “Spezzare le catene di carenze e ingiustizie”
"La violenza sulle donne e i tanti femminicidi che commentiamo ormai come un triste rituale quotidiano sono l'iceberg di una catena di carenze e ingiustizie quotidiane che si può e si deve spezzare". Lo scrive il presidente del M5s, Giuseppe Conte, sui social network. "E allora combattiamo ogni giorno. Per una sicurezza che ancora non può dirsi garantita, tra denunce che non bastano per mettere in salvo una vita, forze dell'ordine che nelle condizioni in cui operano faticano a dare una risposta efficace, centri antiviolenza che sopravvivono con fondi a singhiozzo. Per una educazione affettiva e sessuale, perchè nelle scuole non si lascino i giovani senza strumenti per costruire relazioni sane e paritarie. Per la libertà e la forza economica delle donne”.
Fontana: “Impegno assoluto contro la violenza sulle donne”
"Oggi rinnoviamo un impegno chiaro e assoluto: nessuna forma di violenza - fisica, psicologica, verbale o digitale, comprese le nuove minacce legate ai deepfake e agli abusi online - può essere tollerata. Il pensiero va alle donne uccise e a quelle che subiscono violenze, e la mia vicinanza ai loro familiari. La violenza deve finire".
Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Cecchettin: "Il modello di 'maschio alfa' ci rende più soli"
"Oggi posso dirlo con sincerità: quel modello di maschio che vive per dimostrare qualcosa non ci rende più forti: ci rende solo più soli, più arrabbiati, più lontani da chi amiamo". È questo uno dei passaggi dell'editoriale di Gino Cecchettin, padre di Giulia, sul quotidiano La Stampa in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.
"La mia forza è arrivata quando ho accettato di essere vulnerabile. Quando ho smesso ogni maschera. Quando ho iniziato a vedere davvero le donne non come un esame da superare o un terreno da conquistare, ma come un dono da ricevere".
Mattarella: “La libertà delle donne conquista da difendere ogni giorno”
"In ogni ambito della vita sociale e privata, nelle case, nei luoghi di lavoro e negli spazi urbani, il principio della parità tarda ad affermarsi, limitando l'autonomia femminile, compromettendo la sicurezza delle donne, impoverendo il progresso della società. I teatri di conflitto armato, dove la violenza contro le donne viene utilizzata come strumento di intimidazione e oppressione, ne sono drammatico esempio. Oggi assistiamo al dilagare di forme di violenza consentite dalla dimensione digitale, amplificate dalle dinamiche dei social network, con effetti tutt'altro che virtuali: umiliazioni, ricatti, coercizioni che portano, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche e femminicidi. Abusi che lasciano cicatrici profonde nel corpo e nella mente.
In questo contesto, affatto indifferente è l'uso del linguaggio quando alimenta stereotipi, pretende di giustificare relazioni di dominio e comportamenti inaccettabili. Parità significa, prima di tutto, educazione al linguaggio del rispetto. Nel 65° anniversario dell'assassinio delle sorelle Mirabal, torturate e uccise il 25 novembre 1960, nella Repubblica Dominicana - oggi, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - la loro scelta di opporsi alla dittatura continua a ispirare intere generazioni, ricordandoci che libertà e protagonismo delle donne sono conquiste collettive da difendere e consolidare ogni giorno". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Meloni: “La violenza sulle donne è un atto contro la libertà di tutti”
"La violenza sulle donne è un atto contro la libertà. Di tutti". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. "Un fenomeno intollerabile, che continua a colpire e che va combattuto senza sosta", aggiunge Meloni.
Tajani: "L’educazione inizi in famiglie e scuole"
L'educazione al rispetto "di sorelline e compagne" deve iniziare in famiglia e nelle scuole. È l'appello che Antonio Tajani lancia da Riad, dove è in missione, nella Giornata contro la violenza sulle donne. "Nessuna donna deve morire perché qualcuno vuole ammanettare il suo amore – dice il vicepresidente del Consiglio – Bisogna cominciare però fin da piccoli a formare i nostri figli. Dobbiamo fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti si rendano sempre più conto cosa significa rispetto, dignità e libertà per le loro sorelle, per le loro amiche e per le loro mamme".
Onu: nel 2024 50mila donne uccise dal partner o da un parente
Ogni 10 minuti lo scorso anno una donna da qualche parte nel mondo veniva uccisa da una persona a lei cara, partner o ex, o parenti stretti: circa 50mila vittime di femminicidio in 12 mesi. Lo sottolinea l'Onu nel rapporto pubblicato in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra oggi. Il rapporto rileva che il 60 per cento delle donne uccise nel mondo è stata vittima di persone vicine. Contro l'11 percento delle vittime maschili.