Famiglia nel bosco, il sindaco di Palmoli: “Possiamo offrire una casa gratis, ma sono troppo rigidi”
dal nostro inviato Corrado ZuninoL’AQUILA – Sindaco Giuseppe Masciulli, quando ha visto per la prima volta la famiglia del bosco, i Trevallion-Birmingham?
“Nel 2021, erano venuti in comune, a Palmoli, per la residenza, le tasse sulla spazzatura. Abbiamo consegnato loro i titoli di proprietà della casa”.
Che impressione le fecero?
"Di una famiglia serena. L’ho vista successivamente per le botteghe del borgo. Da noi ci sono solo negozi al minuto, nessun supermercato: Ho sempre trovato il padre, Nathan, molto affettuoso con i figli e da loro corrisposto. I piccoli li ho incontrati, a volte, al parco giochi. Puliti, vestiti con abiti da campagna”.
Come era la spesa della famiglia?
"Compravano solo prodotti naturali. Non ho mai visto acquistare le patatine confezionate, per dire”.
La casa nel bosco?
"Era accata…
L’AQUILA – Sindaco Giuseppe Masciulli, quando ha visto per la prima volta la famiglia del bosco, i Trevallion-Birmingham?
“Nel 2021, erano venuti in comune, a Palmoli, per la residenza, le tasse sulla spazzatura. Abbiamo consegnato loro i titoli di proprietà della casa”.
Che impressione le fecero?
"Di una famiglia serena. L’ho vista successivamente per le botteghe del borgo. Da noi ci sono solo negozi al minuto, nessun supermercato: Ho sempre trovato il padre, Nathan, molto affettuoso con i figli e da loro corrisposto. I piccoli li ho incontrati, a volte, al parco giochi. Puliti, vestiti con abiti da campagna”.
Come era la spesa della famiglia?
"Compravano solo prodotti naturali. Non ho mai visto acquistare le patatine confezionate, per dire”.
La casa nel bosco?
"Era accatastata A4, aveva il bagno all’interno, era allacciata alle utenze dell’acqua e della luce. Il gas, laggiù, non ci arriva”.
I coniugi l’hanno comprata e cambiata.
"Per prima cosa hanno tolto il bagno”.
Il comune cosa ha fatto sul caso?
“Abbiamo offerto un appartamento in paese, gratis. L’affitto lo pagavamo noi”.
E i Trevallion?
"Ci sono stati dieci giorni e se ne sono andati”.
Con quali motivazioni?
"L’acqua corrente era trattata con il cloro, come in tutti gli acquedotti d’altro canto. I tubi che la trasportavano erano in politilene, un derivato del petrolio. C’era il gas metano, per loro un problema insormontabile. L’energia elettrica faceva crescere il buco nell’ozono. Dicevano che, schiacciata com’era tra le alte case del paese, non consentiva di vedere l’alba e il tramonto. Era rumorosa, poi, i passi delle persone, qualche rara automobile. Se ne sono andati presto”.
È ancora disponibile quell’appartamento?
"Possiamo sempre trovarne uno. Siamo pronti a sostenere le spese di un affitto per consentire alla famiglia di tornare insieme, in attesa dei lavori di ristrutturazione della casa nel bosco”.
Ritiene che accetteranno l’offerta?
"Sono così rigidi. Pensi che non consentono il prelievo di sangue ai figli, sono come i Testimoni di Geova. La bimba più grande, quando fu trasportata in elisoccorso in ospedale, per l’ingestione di funghi, si strappò la cannula dal naso perché era fatta di plastica. È anche per questa rigidità che la vicenda è finita con la separazione della famiglia”.
Il Comune di Palmoli è in zona sismica?
"Siamo classificati A2, la fascia intermedia”.
Perché non avete mai fatto accertamenti sulla tenuta statica della casa nel bosco?
"Il problema è che la relazione dei carabinieri che ha evidenziato i problemi statici è stata trasmessa al Tribunale dei minorenni e non a noi. Il tribunale ha chiesto alla famiglia, tramite i servizi sociali, di adeguare il sito, e questo è stato fatto molto parzialmente. Prima o poi dovremo intervenire, sì, attendiamo la relazione dell'ingegnere di Francavilla che ha riprogettato la casa nel bosco”.
Come andrà a finire, sindaco?
“Se i coniugi accettano di venire nell’abitazione offerta dal comune e ristruttureranno la casa di proprietà, si può aprire uno spazio di dialogo. Se restano intransigenti, torneranno tutti in Australia”.