Aviaria, Europa in allerta: “Casi in aumento”. In Italia il più colpito è il Nord-est
di Michele BocciMai tanti casi di aviaria negli uccelli selvatici in Europa. A dirlo è l’Efsa, autorità per la sicurezza alimentare, che ha registrato 1.443 casi tra i 6 settembre e il 14 novembre 2025, durante le migrazioni autunnali. Si tratta di un numero quattro volte superiore rispetto a quello del 2024, il più alto in assoluto da almeno nove anni. Efsa dice che sono “urgentemente necessarie” rigorose misure di biosicurezza.
"L'aviaria è senza dubbio un'emergenza importante, quasi tutti i Paesi Ue oggi sono alle prese con la gestione di focolai. Il virus quest'anno è arrivato in Spagna. Mentre in Italia è il Nord-est l'area più a rischio". Lo dice Giovanni Filippini, commissario straordinario dal settembre del 2024 e direttore generale della Salute animale presso il ministero de…
Mai tanti casi di aviaria negli uccelli selvatici in Europa. A dirlo è l’Efsa, autorità per la sicurezza alimentare, che ha registrato 1.443 casi tra i 6 settembre e il 14 novembre 2025, durante le migrazioni autunnali. Si tratta di un numero quattro volte superiore rispetto a quello del 2024, il più alto in assoluto da almeno nove anni. Efsa dice che sono “urgentemente necessarie” rigorose misure di biosicurezza.
"L'aviaria è senza dubbio un'emergenza importante, quasi tutti i Paesi Ue oggi sono alle prese con la gestione di focolai. Il virus quest'anno è arrivato in Spagna. Mentre in Italia è il Nord-est l'area più a rischio". Lo dice Giovanni Filippini, commissario straordinario dal settembre del 2024 e direttore generale della Salute animale presso il ministero della Salute. In un colloquio con Il Sole 24 Ore aggiunge: "Siamo ormai di fronte a una vera e propria pandemia, quasi tutti gli uccelli che sorvegliamo hanno il virus. In Italia siamo sopra i dieci allevamenti colpiti e abbiamo già abbattuto centinaia di migliaia di tacchini, polli e galline ovaiole". Per l'uomo però non c'è alcun rischio: "Monitoriamo i livelli di mutazione di tutti i ceppi del virus che incontriamo - sottolinea il commissario - fino ad oggi non abbiamo avuto nessun segnale di spillover sull'uomo. Ma negli Usa il salto c'è già stato e dobbiamo stare attenti, ce lo ha insegnato il Covid. Voglio però rassicurare i consumatori: tutta la carne di pollo nel nostro Paese è sicura e si può mangiare. La mia direzione è anche responsabile per i controlli alle frontiere, e posso garantire che la carne importata, sia dai Paesi Ue che extra-Ue, è sicura".
Gli animali coinvolti
Il responsabile della gran parte dei casi è il virus H5Nq. Riguardano uccelli acquatici come anatre, oche e cigni in varie zone d’Europa e un numero elevato di gru comuni. Efsa suggerisce misure di biosicurezza e l'individuazione precoce degli allevamenti avicoli infetti. E’ necessario prevenire il passaggio dagli uccelli selvatici a quelli domestici e poi agli allevamenti.
Gli esperti
Gianni Rezza, epidemiologo e infettivologo, professore di Igiene al San Raffaele e già al ministero alla Salute e all’Istituto superiore di sanità spiega che è già provata la capacità dei virus aviari di passare all’uomo attraverso un salto di specie. E’ successo ad esempio negli Usa, dove nei giorni scorsi, a Washington, un anziano è morto a causa di uno dei ceppi del virus (H5N5), che per la prima volta ha portato a un decesso. “Sarebbe allarmante se si potesse innescare una trasmissione da uomo a uomo con questi ceppi, ma al momento è difficile dirlo, non ci sono segnali in questo senso. Finché si tratta di contagi umani di tipo sporadico e legati al contatto diretto con animali infetti, l'allerta resta limitata". E’ comunque necessario “monitorare con attenzione l'evolversi della situazione e non sottovalutare alcun segnale". La virologa Ilaria Capua aggiunge: "Sono molti anni che seguo l'influenza aviaria. La situazione che c'è adesso, in Italia, in Europa, negli Stati Uniti è molto preoccupante, perché il virus non si riesce a controllare. È un problema che va risolto, bisogna intervenire con delle misure draconiane e, secondo me, anche innovative".
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I casi fino ad oggi
Nel mondo, ha ricordato Gianni Rezza, fino ad oggi ci sono stati 964 casi umani di virus aviario H5N1 di cui 466 decessi, la maggior parte nel sud-est asiatico, seguito da medio oriente e Africa occidentale. A questi si aggiungono 67 casi negli Usa con 1 solo decesso, al quale si aggiunge ora quello da virus H5N%, e un caso nel Regno Unito, l'unico europeo.
Hong Kong blocca le importazioni di uova e polli
Proprio per paura dell’aviaria, il Centro per la sicurezza alimentare di Hong Kong ha emesso un divieto immediato all’importazione di carne di pollame, prodotti avicoli e uova dalle regioni di Portogallo, Polonia, Italia, Belgio, Irlanda e Regno Unito colpite da focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N1). La misura è stata attivata dopo gli avvisi ufficiali dalla Direzione generale per gli Affari alimentari e veterinari portoghese e dall’Organizzazione mondiale per la sanità animale che confermavano focolai nel distretto portoghese di Santarem, Opolskie (Polonia), Varese in Lombardia (Italia), Namur (Belgio), Contea di Laois (Irlanda) e South Yorkshire (Gran Bretagna). Un portavoce del Centro ha sottolineato che l’obiettivo primario è salvaguardare la salute pubblica locale e ha annunciato che sono già stati stabiliti contatti diretti con le autorità veterinarie dei sei paesi per monitorare i focolai.