Il procuratore generale della Corte d’Appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, ha chiesto oggi la conferma integrale delle condanne di primo grado per i due giovani accusati dell’omicidio di Christopher Thomas Luciani, il sedicenne ucciso il 23 giugno 2023 nel parco Baden Powell di Pescara. La requisitoria è durata circa mezz’ora e ha ribadito la ricostruzione già accolta dal tribunale per i Minorenni.
Addio a Thomas Luciani, l'uscita del feretro dalla chiesa
La richiesta
Al termine del suo intervento, il pg Mancini ha sollecitato la Corte a mantenere le pene inflitte in primo grado: 19 anni e 4 mesi per il ragazzo ritenuto autore del primo fendente che ha colpito Christopher; 16 anni per il secondo imputato, accusato di aver partecipato all’aggressione. Entrambi i giovani sono detenuti: uno era collegato in videoconferenza dal carcere di Bari, l’altro era presente in aula poiché recluso nell’Istituto penale per i Minorenni dell’Aquila.
Udienza a porte chiuse
Il dibattimento si è svolto a porte chiuse, come previsto per i processi che coinvolgono minorenni. In aula anche la nonna di Christopher, visibilmente provata, che non ha mai mancato una delle udienze del procedimento. Gli imputati, figli di notabili della zona, sono uno il figlio di un comandante dei carabinieri di una stazione della provincia di Pescara, l’altro figlio di una nota avvocata della città.
In primo grado
Nel marzo 2024, il tribunale per i Minorenni dell’Aquila — a conclusione del rito abbreviato — aveva emesso le pene che ora la procura generale chiede di confermare. Una sentenza pesante, motivata dalla particolare violenza dell’aggressione e dall’assenza di elementi attenuanti ritenuti rilevanti.
Il 23 giugno
La sera del 23 giugno 2023, nel parco Baden Powell di Pescara, Christopher — conosciuto dagli amici come Crox — era stato raggiunto dai due imputati dopo una serie di tensioni e messaggi scambiati nei giorni precedenti. Secondo l’accusa l’incontro sarebbe nato come un chiarimento, ma in pochi minuti la discussione sarebbe degenerata, fino all’aggressione con un coltello che non ha lasciato scampo al ragazzo. I soccorsi erano scattati immediatamente, ma Christopher è morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.
Le indagini e gli arresti
Nelle ore successive al delitto, gli investigatori della squadra mobile di Pescara avevano ricostruito rapidamente la dinamica grazie alle telecamere della zona, le testimonianze di coetanei, messaggi scambiati tra i ragazzi coinvolti. I due giovani — entrambi minorenni all’epoca dei fatti — furono fermati e arrestati nel giro di poche ore.
Le prossime tappe
Dopo la requisitoria del procuratore generale, la parola passerà ai difensori. La Corte d’Appello si riunirà poi in camera di consiglio per decidere sulla richiesta di conferma delle condanne. La sentenza è attesa nei prossimi giorni.