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Garlasco, il genetista Novelli sul Dna: “Ecco perché l’esame è importante e che risposte fornisce”

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Il fondatore del laboratorio di genetica forense di Tor Vergata: “Dalle analisi sono emerse tracce del cromosoma Y che ha un’altissima probabilità di appartenere alla linea maschile della famiglia Sempio”
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Sotto le unghie di Chiara Poggi c’è un Dna degradato, ma capace di dare alcune parziali risposte. Con software e calcoli statistici che non erano disponibili all’epoca del delitto, oggi la perizia di Denise Albani, esperta della polizia scientifica, è riuscita a fornire due elementi nuovi agli inquirenti. Il primo è che il Dna delle unghie di Chiara non coincide con quello di Alberto Stasi. Il secondo è che è compatibile con il cromosoma Y di Andrea Sempio: dodici loci sui sedici esaminati coincidono.

I loci sono punti precisi del Dna usati dai genetisti come “etichette” perché più si diversificano da persona a persona. Anziché sequenziare il cromosoma per intero, i laboratori di genetica forense si concentrano su quest…

Sotto le unghie di Chiara Poggi c’è un Dna degradato, ma capace di dare alcune parziali risposte. Con software e calcoli statistici che non erano disponibili all’epoca del delitto, oggi la perizia di Denise Albani, esperta della polizia scientifica, è riuscita a fornire due elementi nuovi agli inquirenti. Il primo è che il Dna delle unghie di Chiara non coincide con quello di Alberto Stasi. Il secondo è che è compatibile con il cromosoma Y di Andrea Sempio: dodici loci sui sedici esaminati coincidono.

I loci sono punti precisi del Dna usati dai genetisti come “etichette” perché più si diversificano da persona a persona. Anziché sequenziare il cromosoma per intero, i laboratori di genetica forense si concentrano su queste zone caratteristiche che difficilmente vengono condivise da individui diversi.

“Il cromosoma Y è uno dei due cromosomi sessuali, accanto all’X. E’ presente solo nei maschi e si trasmette solo di padre in figlio” spiega Giuseppe Novelli, fondatore del laboratorio di genetica forense all’università di Roma Tor Vergata. Fu lui nel 1991 a eseguire il primo test del Dna preso in esame da un tribunale italiano, nel caso del delitto di Balsorano.

“Vuol dire che Andrea Sempio condivide lo stesso cromosoma Y con tutti i membri maschi del suo lignaggio: il padre, lo zio e il nonno paterno, gli eventuali altri loro figli maschi, un eventuale figlio illegittimo di suo padre. Saranno le indagini ora a stabilire quanto è allargata la cerchia del suo lignaggio”.

E’ normale che il materiale genetico prelevato dalle unghie non dia una risposta chiara: si tratta spesso di Dna finito sulle dita toccando oggetti vari, presente in quantità scarse, mescolato fra individui diversi. Non a caso oltre alla traccia che porta verso Andrea Sempio nel campione di Garlasco ce n’è un’altra rimasta senza identità.

Il campione raccolto dal corpo della vittima nel 2007 non era nemmeno in quantità sufficiente per ripetere il test. I nuovi risultati di cui parliamo oggi sono revisioni statistiche dell’esame di laboratorio svolto dal perito Francesco De Stefano all’epoca del delitto, con tecniche meno evolute rispetto a quelle di oggi.

“Quando abbiamo un campione di buona qualità – prosegue Novelli – siamo in grado di analizzare 20 o 24 loci presi dal Dna del luogo del delitto e di confrontarli con quelli del Dna del sospettato”. I 24 loci scelti dalle polizie scientifiche di tutto il mondo non sono scelti a caso: esiste una probabilità praticamente pari a zero che siano condivisi fra due persone, a meno che non siano gemelli identici.

“Con un buon materiale di partenza e l’analisi di 20 o più loci, il test genetico è davvero in grado di dare una risposta chiara. In altri casi, come quello di Garlasco, bisogna accontentarsi di parlare di probabilità” prosegue Novelli. Qui, partendo da materiale scarso e degradato come quello delle unghie, avendo a disposizione i dati di un solo cromosoma, e solo per 12 dei 16 loci usati normalmente per caratterizzare l’Y, bisogna passare la palla dalla genetica alla statistica. La domanda a cui rispondere oggi è: quante probabilità ci sono che due individui diversi condividano un cromosoma Y uguale in 12 loci su 16?

“All’epoca del delitto non era facile risolvere questo tipo di problema. Avevamo sequenziato pochi Dna al mondo, le banche dati erano ridotte, non esistevano software sviluppati” spiega il genetista. “Oggi esistono nuovi programmi informatici che si dedicano alla cosiddetta genotipizzazione probabilistica. Sanno cioè calcolare con quanta probabilità un test ottenuto da un campione non perfetto coincide con il sospettato. Applicando queste nuove analisi informatiche ai risultati del Dna ottenuti all’epoca, la difesa ha chiesto la revisione del processo. La valutazione finale spetterà ora ai periti e ai magistrati”.

La probabilità che il materiale genetico delle unghie appartenga a Sempio, secondo la perizia odierna, si è moltiplicata da 476 a 2.153 volte in più (a seconda del software utilizzato) rispetto alle perizie del passato. Già un ventaglio così ampio di cifre fa capire quanto, sui numeri, ci sarà da disputare. Su quello che la perizia statistica di oggi definisce “valore alto di attendibilità della compatibilità con la linea maschile Sempio” si aprirà un dibattito sia scientifico che legale che non avrà un esito scontato.

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