Cronaca

Calo demografico, la proposta di De Palo agli Stati Generali: “Ora un’agenzia per la natalità”

Calo demografico, la proposta di De Palo agli Stati Generali: “Ora un’agenzia per la natalità”
(agf)

Il presidente della Fondazione: “Ora servono risposte, sì a allo Ius familiae, una terza via per l'immigrazione in Italia”

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"Un'agenzia per la natalità per dare risposte concrete all'inverno demografico. Un'agenzia aperta a chiunque voglia collaborare e basata su tre pilastri: lavoro, casa, fisco. Soltanto così, forse, in Italia i giovani potranno ritrovare il coraggio di fare figli". È questa la proposta che Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la natalità, lancia dalla quinta edizione degli Stati generali della natalità, aperta dal presidente Mattarella.

"Ci mettiamo a disposizione dei governi, delle amministrazioni locali per fare una regia che trovi soluzioni per rilanciare la demografia. Non serve più l'analisi, i problemi li conosciamo, serve una sintesi". Perché per essere liberi e libere di scegliere di diventare genitori non servono bonus, ma misure strutturali a partire dal fisco.

Lo ius familiae

Il titolo del convegno è Cambiare paese o cambiare il paese perchè aggiunge De Palo, " i giovani dall'Italia se ne vanno e magari fanno famiglia altrove. Noi dobbiamo creare le condizioni perché restino, o tornino, aprirci a una immigrazione gestita che privilegi l'arrivo di nuclei familiari". La proposta che arriva dagli Stati generali della natalità è quella di uno "Ius familiae" una terza via per l'immigrazione in Italia.

"I nuovi italiani - spiega De Palo - sono una grande risorsa per la demografia italiana. Per questo la nostra proposta è quella di puntare ad accogliere intere famiglie immigrate. Bambini che poi cresceranno e studieranno nel nostro paese, allargando il nostro bacino demografico. Senza contare che per un immigrato arrivare in Italia con la famiglia può essere condizione per integrarsi con meno criticità".

Il presidente Istat: “Già il 5% in meno di nascite nei primi mesi del 2025”

Sono drammatici i dati anticipati agli Stati generali della natalità dal presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli. Da gennaio ad agosto 2025 sono nati in Italia il 5% di bambini in meno. "Alla fine dell'anno purtroppo il dato sarà notevolmente inferiore ai circa 370mila bambini nati nel 2024. Vent'anni fa nel nostro paese nascevano 500mila figli l'anno. Questa è la misura del calo demografico". E al calo complessivo di nascite corrisponde naturalmente un calo di bambine, dunque di future madri. Per rilanciare la natalità ci vuole una strategia multifattoriale. Perché la voglia di fare figli c'è, anche più di uno, ce lo dicono le nostre statistiche tra i giovanissimi. Ma la precarietà del lavoro, gli affitti troppo alti, la mancanza di welfare spegne questo sogno".

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