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Famiglia nel bosco, Nathan ritira le chiavi della nuova casa. “Ho fiducia nei giudici”

La casa del ristoratore di Ortona Armando Carusi offerta alla famiglia Trevillon Birmingham (ansa)

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Il padre della famiglia separata dal tribunale entrerà nell’abitazione fuori dal Comune di Palmoli, in Abruzzo, offerta gratuitamente da un ex ristoratore del paese. Ecco le prime immagini dell’alloggio. I nuovi avvocati della coppia: "Depositato il reclamo contro l’ordinanza del Tribunale dei minori”
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ROMA - Nathan ha preso le chiavi della nuova casa, che nell’arco di due giorni prima aveva rifiutato e, quindi, accettato. Domani inizierà a portarci le cose di famiglia, e probabilmente a viverci. L’ha vista e ne è rimasto affascinato, assicura il proprietario, un ristoratore in pensione, Armando Carusi. Sono due grandi stanze. Poi c’è un bagno a secco, come vuole lui, e la cucina. Novanta metri quadrati in tutto. La casa, appena ristrutturata, oggettivamente di qualità, ha un ampio giardino intorno. E’ due chilometri lontano dal centro di Palmoli.

Nathan Trevallion, consultata la moglie Cate, Catherine Birmingham, ha detto sì: “Ci vivrò”. Almeno per due mesi. I vecchi strumenti in legno presenti in cucina, compreso un attrezzo che serve per filare la lana a mano, lo avevano colpito. E’ un innamorato delle civiltà contadine. "Grazie, grazie a tutti”, ha salutato, alla fine, leggendo un foglietto: “Ho fiducia nei giudici”. E anche qui ha cambiato atteggiamento rispetto a una settimana…

ROMA - Nathan ha preso le chiavi della nuova casa, che nell’arco di due giorni prima aveva rifiutato e, quindi, accettato. Domani inizierà a portarci le cose di famiglia, e probabilmente a viverci. L’ha vista e ne è rimasto affascinato, assicura il proprietario, un ristoratore in pensione, Armando Carusi. Sono due grandi stanze. Poi c’è un bagno a secco, come vuole lui, e la cucina. Novanta metri quadrati in tutto. La casa, appena ristrutturata, oggettivamente di qualità, ha un ampio giardino intorno. E’ due chilometri lontano dal centro di Palmoli.

Nathan Trevallion, consultata la moglie Cate, Catherine Birmingham, ha detto sì: “Ci vivrò”. Almeno per due mesi. I vecchi strumenti in legno presenti in cucina, compreso un attrezzo che serve per filare la lana a mano, lo avevano colpito. E’ un innamorato delle civiltà contadine. "Grazie, grazie a tutti”, ha salutato, alla fine, leggendo un foglietto: “Ho fiducia nei giudici”. E anche qui ha cambiato atteggiamento rispetto a una settimana fa, quando i carabinieri gli portarono via i bambini.

Una delle camere della casetta concessa a titolo gratuito alla famiglia di Nathan e Catherine 

Oggi è stato definito tutto, spiega Armando Carusi, fino a un anno e mezzo fa titolare del “Vecchio Teatro” di Ortona, ristorante sul litorale abruzzese, dove ha mantenuto solo il bed and breakfast adiacente. L’uomo è cresciuto a Palmoli, proprio in quel rustico contadino trasformato e chiamato la Casa di Nonna Gemma, in onore di chi vi ha vissuto più a lungo. “Sono felice”, ha assicurato, “spero che Nathan presto si ricongiunga qui con tutta la famiglia”. Per ora, è stato firmato un contratto di comodato d’uso – gratuito – per due mesi.

Una delle camere da letto a disposizione nella nuova villetta 

La fontana di 700 anni

La residenza è nel bosco di Palmoli, a metà strada tra il casolare con il cavallo Lee e il centro del paese. Come nel suo rifugio in Contrada Mondola, qui c’è un pozzo all'esterno, vecchio di 700 anni, e una fonte naturale. All’interno le utenze sono regolari e allacciate: acqua e luce. Per ora, Nathan il naturista totale che non tollera tubi in politilene, si adatterà. Il riscaldamento è affidato alla legna bruciata nei camini.

L’abbraccio tra Nathan Trevallion e il ristoratore di Ortona Armando Carusi che gli ha offerto la casa 

Armando Carusi, proprietario del casolare, racconta: “Non ha fatto in tempo a vedere l'esterno, che è la parte più bella, gli ho inviato diverse foto. È la casetta dove sono nato e dove ho vissuto con i miei genitori, loro non ci sono più. L'avevo ristrutturata per una locazione turistica. Da piccolo con la mia famiglia ho fatto la vita che Nathan e Catherine stanno facendo adesso: senza riscaldamento, e per questo ogni camera dell’ambiente ha un camino. Non mi scandalizzo del loro stile di vita perché l'ho vissuto anche io".

Servono almeno due mesi, forse qualcosa in più, per riadattare il casolare di proprietà dei Travellion-Birmingham alle indicazioni date dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila: ristrutturazione delle zone fessurate, sostituzione degli infissi, bagno (sempre a secco) da riportare dentro casa, allargamento, probabilmente con moduli prefabbricati, del volume del rustico in pietra. In questo modo sarà ricavata una nuova stanza per i tre figli, Utopia Rose, lei di 8 anni, Galoran e Blubell, gemelli di 6 anni, il primo maschio,la seconda femmina. Fin qui la famiglia dormiva in un unico vano.

La nuova casa e la ristrutturazione della vecchia, ora, Nathan Travellion e Catherine Birmingham le hanno accettate, per iscritto. Il cambiamento di indirizzo è avvenuto nel giro di 48 ore, in concomitanza con il cambio di avvocati. "Nessun passo indietro, ma un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà", hanno scritto gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas. Ieri i nuovi legali hanno depositato il reclamo avverso l'ordinanza del Tribunale per i minorenni, che ha tolto la potestà genitoriale ai coniugi anglo-australiani e disposto l'allontanamento dei tre figli dal “fatiscente rudere”.

Le controdeduzioni: “L’unschooling è valido”

Le controdeduzioni della difesa presentano ai quattro giudici, appunto, i primi “sì”, offerti dai clienti, quindi fanno emergere la presentazione della Scia – la Segnalazione certificata di inizio attività – per la ristrutturazione e “contestualizzano i passaggi chiave sottesi a una corretta lettura di una vicenda che, a tratti, è stata, purtroppo, oggetto di strumentalizzazioni speculative". Per esempio, rispetto alla contestazione della mancanza di scolarità dei minori, i legali hanno presentato una certificazione rilasciata da un istituto bresciano per l’educazione unschooling ricevuta - sono le cosiddette lezioni parentali -, certificazione peraltro accettata dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Infine, hanno scritto gli avvocati nel loro reclamo: “Non vi è mai stata una deprivazione del rapporto tra pari". I piccoli Trevallion-Birmingham, si sostiene, frequentavano coetanei, anche se non andavano a scuola.

Gli avvocati Femminella e Solinas, già la prossima settimana, chiederanno di incontrare la presidente del Tribunale dei minorenni, Cecilia Angrisano, per mostrare i progressi e convincere i giudici a rivedere la propria posizione sull’allontanamento dei figli.

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