✕

La famiglia nel bosco, l’ex ristoratore: “Domani pranzo nella nuova casa con Nathan, poi verrà Cate”

Nathan Trevallion, di spalle, abbraccia Armando Carusi all'interno della nuova casa di Palmoli 

Ascolta l'audio

Parla Armando Carusi, l’uomo che ha offerto un alloggio alternativo gratis al nucleo separato dal Tribunale dei minori: “La moglie sarà presto qui, vorrei che a Natale tutta la famiglia potesse riunirsi nel casolare dove sono cresciuto”
2 minuti di lettura

ROMA – “Domani pranzo nella mia casa di Palmoli con Nathan, il papà della famiglia separata dai giudici dell’Aquila. Per un po’ diventerà casa sua”.

Chi cucinerà, Armando Carusi?

"Io e mia figlia, abbiamo una lunga tradizione di ristoratori. Ho mandato avanti, insieme a mia moglie, il Vecchio Teatro di Ortona, sul lungomare di Chieti. Un anno e mezzo fa abbiamo ceduto. Il ristorante è una fatica, mattina e sera, sei giorni su sette. Ora ho 70 anni. Abbiamo mantenuto il bed and breakfast a fianco”.

Ha già deciso le portate?

"Mah, Nathan è vegetariano, io sono vegetariano, non sarà difficile. Penso che sui piatti di verdura questa volta sarà lui a inseguire me”.

Quando verrà a vivere in questa casa, Nathan Trevallion?

"Ha le chiavi, credo che già oggi porterà le sue cose qui. Gli è piaciuta subito, ho visto brillare i suoi occhi quando è entrato”.

Si è innamorato dello strumento in legno per filare la lana.

"È un amante delle civiltà contadine”.

È previsto che venga anche la moglie Cath…

ROMA – “Domani pranzo nella mia casa di Palmoli con Nathan, il papà della famiglia separata dai giudici dell’Aquila. Per un po’ diventerà casa sua”.

Chi cucinerà, Armando Carusi?

"Io e mia figlia, abbiamo una lunga tradizione di ristoratori. Ho mandato avanti, insieme a mia moglie, il Vecchio Teatro di Ortona, sul lungomare di Chieti. Un anno e mezzo fa abbiamo ceduto. Il ristorante è una fatica, mattina e sera, sei giorni su sette. Ora ho 70 anni. Abbiamo mantenuto il bed and breakfast a fianco”.

Ha già deciso le portate?

"Mah, Nathan è vegetariano, io sono vegetariano, non sarà difficile. Penso che sui piatti di verdura questa volta sarà lui a inseguire me”.

Quando verrà a vivere in questa casa, Nathan Trevallion?

"Ha le chiavi, credo che già oggi porterà le sue cose qui. Gli è piaciuta subito, ho visto brillare i suoi occhi quando è entrato”.

Si è innamorato dello strumento in legno per filare la lana.

"È un amante delle civiltà contadine”.

È previsto che venga anche la moglie Catherine, da dieci giorni nella struttura protetta di Vasto insieme ai suoi bambini?

"Sì, la nuova casa è a mezz’ora da quell’istituto. Si prenderà un po’ di tempo per venire a vederla. Tutto in giornata, non vuole lasciare i bimbi a lungo soli”.

L'alloggio offerto alla famiglia Travellion-Birmingham visto dall'alto 

È la casa in cui è cresciuto.

"Sì, senza riscaldamento a gas. È per questo che ogni stanza ha un camino, alimentato dalla legna, e sono rimaste così. È dedicata a mia madre, Gemma. Nonna Gemma. Non c’è più, e non c’è più neppure mio padre. Sono quattro stanze. Due camere da letto, una cucina e un bagno. Il bagno è a secco, come piace a Nathan”.

Però le utenze, acqua e luce, regolarmente allacciate alla rete generale, sono sgradite alla famiglia. Su quelle si è impuntato Nathan? L’acqua in casa porta con sé le microplastiche.

“Credo userà solo l’acqua del pozzo. D’altronde, vuole riunificare la famiglia”.

Il contratto di comodato d’uso dice che resterà qui due mesi.

"Lo abbiamo dovuto mettere per iscritto, il Tribunale dei minorenni vuole tutto formalizzato. Resterà qui tutto il tempo che serve per ristrutturare il loro casolare nel bosco”.

Novanta metri quadrati in tutto, alloggio appena ristrutturato.

"Doveva diventare un bed and breakfast, ma sono contento che possa servire ad aiutare una famiglia che soffre”.

È un resort di alta qualità, giardino intorno, sdraio sotto il porticato. Il livello di vita dei Trevallion-Birmingham cresce. Hanno anche il bagno in casa.

"Penso di sì. Il pozzo, dicevo, è vecchio di 700 anni. E c’è una fonte naturale. All’esterno tengo anche il mio orto, verrò abbastanza spesso per coltivarlo. Lo coltiveremo insieme, io e Nathan”.

C’è spazio anche per le bestie della famiglia? Il cavallo, il mulo?

“Restano nella stalla di Contrada Mondola, lo spostamento avrebbe scioccato gli animali. Questa casa è a tre chilometri da Palmoli e a tre chilometri dal rustico di Nathan, potrà gestire le bestie con agio”.

Perché, Armando, ha deciso di offrire la casa in cui è nato?

“Vorrei dire, intanto, che non sono il solo. Chiedete al sindaco, ogni giorno qualcuno telefonava. Siamo stati colpiti tutti da questa storia, vedere bimbi separati a forza fa molto male. E poi io, da piccolo, insieme alla mia famiglia, ho fatto la vita che Nathan e Catherine stanno facendo adesso: senza riscaldamento, il bagno fuori. Non mi scandalizzo del loro stile di vita perché l'ho vissuto. Spero che, magari per Natale, papà e mamma possa riunirsi qui con tutta la famiglia”.

Leggi i commenti