✕

Neonati sepolti a Parma, le amiche di Chiara Petrolini in aula tra pianti e tanti “non so”

Ascolta l'audio

Una delle tre testi sentite in udienza ha ricostruito la sera prima del secondo parto: “Abbiamo fumato erba e bevuto birra”
2 minuti di lettura

Lacrime fuori contesto, parole ripetute meccanicamente e identiche alle dichiarazioni messe a verbale oltre un anno fa, tanti “non so” e “Questo non gliel’ho chiesto”. Eccole le amiche di Chiara Petrolini, la studentessa di Traversetolo (Parma) imputata del duplice omicidio dei suoi due neonati partoriti tra il 2023 e il 2024 e del seppellimento in giardino dei loro corpi. Fanno ingresso in corte d’Assise una dopo l’altra come testi dell’accusa, rispondono alle domande ma ripetono esattamente, tutte, le stesse cose. Imbarazzo in aula. Anche quando la pm Francesca Arienti mostra la sua contrarietà quando percepisce che ci sono contatti e dialoghi tra i testimoni fuori dall'udienza nel corso delle audizioni in aula.

La migliore amica: “Birra e erba la sera prima del secondo parto”

"Il 6 agosto (poche ore prima del secondo parto, ndr) abbiamo passato la sera insieme a casa mia, abbiamo fumato marijuana e bevuto qualche birra e un po’ di grappa". Ha raccontato Chiara Facchin, l’amica di C…

Lacrime fuori contesto, parole ripetute meccanicamente e identiche alle dichiarazioni messe a verbale oltre un anno fa, tanti “non so” e “Questo non gliel’ho chiesto”. Eccole le amiche di Chiara Petrolini, la studentessa di Traversetolo (Parma) imputata del duplice omicidio dei suoi due neonati partoriti tra il 2023 e il 2024 e del seppellimento in giardino dei loro corpi. Fanno ingresso in corte d’Assise una dopo l’altra come testi dell’accusa, rispondono alle domande ma ripetono esattamente, tutte, le stesse cose. Imbarazzo in aula. Anche quando la pm Francesca Arienti mostra la sua contrarietà quando percepisce che ci sono contatti e dialoghi tra i testimoni fuori dall'udienza nel corso delle audizioni in aula.

La migliore amica: “Birra e erba la sera prima del secondo parto”

"Il 6 agosto (poche ore prima del secondo parto, ndr) abbiamo passato la sera insieme a casa mia, abbiamo fumato marijuana e bevuto qualche birra e un po’ di grappa". Ha raccontato Chiara Facchin, l’amica di Chiara Petrolini che ha avuto il permesso del giudice di andare a trovare la giovane a casa durante gli arresti domiciliari. Rispondendo alle domande della pm Francesca Arienti, l'amica di Petrolini, testimoniando, ha aggiunto: "Nei giorni successivi al secondo parto ci siamo sentite per messaggio, diceva di aver avuto un forte ciclo mestruale. La sera del 7 agosto ci siamo riviste per un aperitivo in una cantina della zona, poi siamo andate anche a bere un altro drink in un bar e infine l'ho portata a casa. Doveva partire per una vacanza negli Usa". Tutte ricostruzioni già note e che ricalcano la corposa documentazione che i carabinieri hanno messo agli atti. "Chiara dice che per lei i bambini erano nati morti, ma non lo sa. Dice che non ha rivelato a nessuno la sua gravidanza per tanti motivi, tra cui la paura del giudizio", ha aggiunto Chiara Facchin. L'avvocato Nicola Tria, difensore di Petrolini, ha chiesto se l'amica avesse mai sospettato nelle settimane precedenti il secondo parto: "Non ho mai notato nulla, nemmeno quando era nuda uscita dalla doccia o in piscina, Chiara non aveva la pancia e non mostrava nessuna alterazione a livello di comportamento".

Le lacrima in aula

Il primo pianto in aula è stato quello di Irene Garulli, amica dalle elementari di Chiara. "Ho sentito Chiara quando era a New York e mi ha detto che era felice". Poche ore prima di partire per gli Usa, Chiara Petrolini aveva seppellito il suo secondo figlio nel giardino di casa. Irene Garulli ha interrotto più volte la sua testimonianza. Inizialmente è scoppiata a piangere quando l'accusa le ha chiesto di presunti abusi subiti dall'imputata. Nel corso della sua deposizione l'amica ha spiegato che nei giorni successivi al ritrovamento del primo corpicino, nell'agosto 2024, Chiara giustificò così il suo comportamento: "Sono andata in ansia e ho reagito come ho reagito, ho avuto paura, mi sono sentita sola ed è successo quel che è successo". A rincontrarla al suo ritorno da New York è stata un’altra amica, Alessia Giorgi. "Ci ha raccontato che era stata lei, disse che...". E anche lei è scoppiata a piangere dopo pochi minuti dall'inizio della sua deposizione rispondendo alle domande del pubblico ministero di fronte alla corte d'Assise del tribunale di Parma. Giorgi poi ha ripreso il suo racconto: "Chiara non ci ha detto nulla, ha spiegato solo che è andata così perché ha avuto paura dei giudizi e che non sapeva se il bimbo era nato vivo o morto". Alla domanda di Nicola Tria, avvocato difensore di Petrolini: "Chiara le disse: 'Non so se riesco ad andare avanti?'". Giorgi ha risposto "Sì". Aggiungendo: “Quando ho saputo com'era andata avevo paura che in casa si facesse del male e di tutte le conseguenze che ci sarebbero state dopo".

Il disegnatore che immortala il processo

C’è un disegnatore di Milano, Andrea Spinelli, che ha immortalato con matita e cartoncino alcuni passaggi della quinta udienza del processo in corso a Parma. "Ho seguito anche il caso Alessia Pifferi, la revisione del processo Erba e altri procedimenti", ha spiegato Spinelli.

Il disegno di Andrea Spinelli (ansa)

"Vorrei far conoscere questo progetto ai palazzi di giustizia – ha aggiunto -, quella che Fabio Roia, presidente del tribunale di Milano, ha definito un'arte gentile". In aula, come a ogni udienza, anche l’ex ragazzo di Chiara Petrolini e papà dei due bambini.

Leggi i commenti