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Famiglia nel bosco, le carte della difesa: riaffidate subito i figli ai genitori, giovedì si decide

Nathan Travellion abbraccia Armando Carusi, l'ex ristoratore che gli ha offerto di vivere in casa sua 

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E’ stata depositata l’opposizione d’urgenza all’ordinanza di allontanamento dei minori: “Casa ristrutturata, certificato scolastico e testimonianze degli amici rurali, sono venuti meno i presupposti per l’allontanamento”. In tribunale anche papà Nathan e mamma Catherine
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ROMA - I due nuovi avvocati della famiglia nel bosco - sono Marco Femminella e Danila Solinas, del Foro di Chieti - venerdì scorso hanno depositato alla Corte d’appello il reclamo avverso l’ordinanza che il 13 novembre scorso aveva separato i genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, dai loro tre figli. Il Tribunale ha risposto convocando la difesa per giovedì prossimo, per l’udienza di comparizione, insieme ai genitori, che potranno offrire il loro punto di vista.

E’ un atto forte, e veloce. la richiesta dei difensori era quella di sospendere l'esecutività dell'ordinanza riaffidando i minori ai genitori essendo venuti meno, sostengono, “i presupposti giuridici e di fatto” che hanno determinato la sospensione della responsabilità genitoriale. E di esprimersi prima di aver fissato la data di un’udienza. Non è escluso che in quella circostanza, giovedì appunto, il Tribunale dei minori riveda la stessa ordinanza o la sospenda.

L’opposizione non ha cambiato la linea rispetto a…

ROMA - I due nuovi avvocati della famiglia nel bosco - sono Marco Femminella e Danila Solinas, del Foro di Chieti - venerdì scorso hanno depositato alla Corte d’appello il reclamo avverso l’ordinanza che il 13 novembre scorso aveva separato i genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, dai loro tre figli. Il Tribunale ha risposto convocando la difesa per giovedì prossimo, per l’udienza di comparizione, insieme ai genitori, che potranno offrire il loro punto di vista.

E’ un atto forte, e veloce. la richiesta dei difensori era quella di sospendere l'esecutività dell'ordinanza riaffidando i minori ai genitori essendo venuti meno, sostengono, “i presupposti giuridici e di fatto” che hanno determinato la sospensione della responsabilità genitoriale. E di esprimersi prima di aver fissato la data di un’udienza. Non è escluso che in quella circostanza, giovedì appunto, il Tribunale dei minori riveda la stessa ordinanza o la sospenda.

L’opposizione non ha cambiato la linea rispetto a quella intrapresa dal precedente difensore, Giovanni Angelucci, e questo lo si può comprendere leggendo l’unico comunicato fin qui rilasciato: “Vogliamo consentire alla famiglia di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà”. Nessun passo indietro. I legali chiedono che i giudici intervengano subito, prima di fissare l’udienza di discussione, per interrompere quello che definiscono un trauma in corso per i tre fratelli e per i genitori. La Corte d’appello dell’Aquila ha, comunque, 60 giorni per pronunciarsi.

Per arrivare a questo risultato, nelle controdeduzioni i difensori mettono in evidenza come Nathan, e più saltuariamente anche Cate, alla fine abbiano accettato di andare a vivere – in comodato d’uso per due mesi – nella casa in pietra offerta dall’ex ristoratore Armando Carusi, è lontana cinque minuti in auto dal loro casolare. Questo spostamento è stato portato a termine per consentire la ristrutturazione della vecchia casa in Contrada Mondola, definita “un fatiscente tugurio” dai carabinieri di Palmoli e, comunque, bisognosa di lavori per la messa in sicurezza dei suoi 30 metri quadrati più cantina. A breve partirà il cantiere per allargare il volume dell’immobile attraverso moduli esterni, riparare le vistose crepe, cambiare gli infissi, riportare il bagno all’interno della casa. “Le questioni igienico-sanitarie, oggetto di presentazione di Scia per la ristrutturazione, saranno superate, a breve, mediante interventi tecnici mirati”. La nuova situazione abitativa rende, di fatto, “non più attuale l’esigenza di allontanare i minori”.

Ora il pediatra c’è

Ancora, da luglio scorso – da quando l’ha imposto l’assistente sociale –, i piccoli Utopia Rose, Galoran e Blubell sono seguiti da una pediatra. Tutto questo sarà sottolineato dai legali, che vogliono dimostrare come lo stile di vita neorurale degli anglo-australiani non violi le leggi italiane. Si aprirà una discussione, quindi, sui controlli neuropsichiatrici richiesti sui bambini e sul prelievo del loro sangue: i tre minori hanno fatto solo le vaccinazioni dell’esavalente del primo anno di vita. Poi basta. A questo proposito, la difesa si sofferma sulla richiesta di Nathan di ottenere 50.000 euro a figlio a fronte di un prelievo. Gli avvocati assicurano che i genitori cercavano di applicare un concetto “tipico degli ordinamenti anglosassoni”: una polizza fideiussoria a tutela dell’integrità psicofisica dei minori. Se i bambini avessero riportato traumi da quegli accertamenti, qualcuno doveva risponderne.

Per quanto riguarda l’educazione scolastica, l’unschooling – un ramo dell’educazione parentale, realizzata a casa –, la stessa è garantita dall’ordinamento italiano e il ministero dell’Istruzione e del Merito ha già mostrato il certificato parificato rilasciato per la più grande, 8 anni, che le consente di proseguire con la terza elementare. Si allega la nota del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Castiglione Messer Marino. I due gemellini di sei anni, per ora, non seguono alcun tipo di lezione.

Un punto centrale delle considerazioni avanzate dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila è la mancanza, a causa, appunto, della non frequentazione di una classe scolastica, del rapporto con i coetanei. Ecco, gli avvocati stanno raccogliendo le testimonianze delle famiglie con bambini piccoli che i Travellion-Birmingham incontrano nel weekend: “Non sono isolati, non c’è mai stata deprivazione del rapporto tra pari”. Le famiglie frequentate hanno un punto di vista vicino a quello dei loro assistiti e hanno scritto lettere che descriverebbero una famiglia armoniosa, attenta, “portavano i figli al fiume e leggevano loro storie la sera”.

I legali hanno messo in discussione, ancora, alcuni punti della sentenza considerandoli errati: si è fatta “doverosa la contestualizzazione di passaggi chiave sottesi a una corretta lettura di una vicenda che, a tratti, è stata, purtroppo, oggetto di strumentalizzazioni speculative”, hanno detto. Ancora, e qui il riferimento è ala difesa precedente, “la vicenda è stata ammantata di criticità legate a una puntuale interpretazione di segmenti processuali che, se correttamente individuati e chiariti, avrebbero potuto condurre, sin da subito, a un approdo diverso”.

La partecipazione al programma "Le Iene”, considerata dai giudici un’esposizione dei figli a fini difensivi, viene letta nelle controdeduzioni in questo modo: non c’era conflitto di interessi né volontà di spettacolarizzazione, ma il tentativo disperato di mostrare la quotidianità di una famiglia unita.

"Negato il diritto alla difesa”

Centrale è la questione della lingua. Non si tratta solo di un problema di traduzione, ma di una lesione dei diritti fondamentali garantiti dalla direttiva europea di riferimento. Nel ricorso si evidenzia come i coniugi, con una conoscenza superficiale della lingua italiana, non siano stati messi nelle condizioni di comprendere i passaggi giuridici che stavano decidendo della loro vita. Senza un interprete e senza la traduzione degli atti, la loro difesa si è ridotta a testi scritti a mano da Catherine Birmingham, basati su traduzioni realizzate in rete in modo approssimativo.

Lo studio legale di Chieti, fondato dallo stesso avvocato Femminella e da Giovanni Legnini, l’ex commissario alla Ricostruzione dopo il terremoto del Centro Italia, da tempo uscito dall’attività legale, insiste: “I coniugi vogliono crescere i loro bambini in un’ottica di potenziamento di valori non stereotipati. Lungi dall’essere frutto di una negligente approssimazione educativa questa era, ed è, espressione di una filosofia di vita in cui hanno creduto e continuano fermamente a credere”.

L’avvocato Carlo Femminella ha già chiesto un incontro con la presidente del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano. E’ ormai chiaro che una sentenza così forte – la separazione di una famiglia – è anche figlia della lunga opposizione che Nathan e Cate hanno mostrato nei confronti dell’assistente sociale e dei carabinieri, culminata con la fuga della mamma insieme ai figli in un comune vicino a Bologna. I legali vogliono superare questa fase conflittuale per far emergere come nell’educazione naturale e naturista della famiglia non vi sia nulla di contrario alle leggi italiane.

I funzionari del ministero della Giustizia in queste ore hanno ricevuto le carte che hanno portato all’ordinanza di tribunale: relazioni di educatrici Ecad, rapporti dei carabinieri. In settimana il ministro Carlo Nordio deciderà se inviare gli ispettori all’Aquila. Sulla vicenda la destra ha abbassato i toni, anche perché il sentimento popolare di appoggio ai Travellion-Birmingham si è affievolito a mano a mano che sono emersi particolari sugli ultimi quattordici mesi.Il vicepremier Matteo Salvini a dieci giorni dall’esplosione del caso non è ancora andato a salutare Nathan, come aveva promesso.

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