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La famiglia nel bosco, pranzo con frittata nella nuova casa. Nathan: “Voglio portare qui i bimbi”

Armando Carusi nella cucina della casa che ha offerto a Nathan Travellion 

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Cibo vegetariano cucinato dall’ex ristoratore Arcuri, che ha offerto la sua dimora in pietra al padre anglo-australiano allontanato dai figli
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ROMA – Questa volta, tarda mattina, dentro la casa di Nonna Gemma c’era lui, Nathan Trevallion, il padre del bosco di Contrada Mondola, ora ospite di questo incanto in pietra a due chilometri dal centro di Palmoli e a due chilometri dal “tugurio fatiscente” dove il contadino inglese ha lasciato le bestie e che sarà presto ristrutturato. Il suo benefattore arriva, lui, da fuori, in auto, da Ortona. L’ex ristoratore Armando Carusi, 70 anni, si appalesa che sono passate le undici, accompagnato dalla figlia Leonora. Felpa marrone, cappello di lana in testa per il freddo che qui, Basso Abruzzo tra collina e montana, si sente, è l’unico che scherza. “Oggi si mangia”.

Per il vegetariano Nathan, con una maglia azzurra a righe, ha portato carcio…

ROMA – Questa volta, tarda mattina, dentro la casa di Nonna Gemma c’era lui, Nathan Trevallion, il padre del bosco di Contrada Mondola, ora ospite di questo incanto in pietra a due chilometri dal centro di Palmoli e a due chilometri dal “tugurio fatiscente” dove il contadino inglese ha lasciato le bestie e che sarà presto ristrutturato. Il suo benefattore arriva, lui, da fuori, in auto, da Ortona. L’ex ristoratore Armando Carusi, 70 anni, si appalesa che sono passate le undici, accompagnato dalla figlia Leonora. Felpa marrone, cappello di lana in testa per il freddo che qui, Basso Abruzzo tra collina e montana, si sente, è l’unico che scherza. “Oggi si mangia”.

Per il vegetariano Nathan, con una maglia azzurra a righe, ha portato carciofi e uova di quaglia: “Sono pronto per fare una bella frittata”. Poi una sfoglia di grano saraceno ripieno di verdure: i pizzoccheri. E un piatto di pomodori conditi. Anche Armando, titolare fino a diciotto mesi fa di un ristorante a Ortona, sul mare chietino, in vecchiaia vira sulle verdure: “Evitiamo la carne, non ammazziamo animali”, dice.

In cucina con Armando

Alla presenza della Rai e del rotocalco “La vita in diretta”, che ha seguito presto e con continuità la storia della famiglia nel bosco, Armando, il padrone di casa, si riappropria della cucina, infila il grembiule color caffé latte e prende la padella.

Nel giardino di duemila metri quadrati ora c’è anche il sindaco Giuseppe Masciulli, ma quando lui entra in cucina, Nathan si sposta nell’altra sala. Non corre buon sangue: il primo cittadino, che nel novembre 2021 sposò Cate e Nathan, è stato anche colui che, ricevuto il rapporto dei carabinieri del 4 ottobre 2024 sulle condizioni di vita dei cinque membri avvelenati dai funghi, ha dovuto attivare i servizi sociali comunali. Nei quattordici mesi successivi, conflitti verbali, finte accettazioni, fughe verso il Nord e netti dinieghi hanno posto le basi per l’allontanamento dei bambini di Nathan e Cate nella comunità protetta di Vasto.

"Potrò usare anche stufe elettriche”

Si alzano dal tavolo in legno, dopo un selfie di Eleonora. Lei, chef nutrizionista, dice: “Nathan ha detto di essere disponibile a usare stufe elettriche durante le ore notturne, in caso di necessità, in alternativa ai camini. In questa società malata, capisco la sua intenzione e della moglie Catherine di voler far crescere i bambini in un ambiente naturale”.

Sono le 15,30 quando l’ex boscaiolo di Bristol, rincuorato dalle nuove notizie del Tribunale dell’Aquila, saluta Armando e la figlia, pronti a rientrare sulla costa dopo il pranzo leggero. L’ex ristoratore dice: “Il cerchio si chiuderà quando potrò cucinare la pasta fresca per i bambini, poi li lascerò in pace”. Nathan ha cambiato espressione, rigida in questi ultimi, convulsi giorni. Sembra rilassato. E al nuovo amico, lui che da giorni parla solo in lingua inglese, in italiano dice: “Spero di portare in questa casa tutta la mia famiglia, a partire dai bambini. Spero che questo incubo finisca”.

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