Influenza, l’allarme dei pediatri: “Colpisce molto i bambini”. Il virus muta velocemente
di Elena DusiL’ondata dell’influenza è già arrivata, con un mese di anticipo rispetto alla norma. La curva dei casi, che ha iniziato a salire con decisione da un paio di settimane, raggiungerà il picco probabilmente nel periodo delle feste. “Stiamo entrando nella fase più intensa della stagione. E’ proprio adesso che la prevenzione può fare la differenza nei bambini e, di riflesso, nelle famiglie e nelle scuole” spiega il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, che invita a vaccinare anche i bambini.
0-4 anni la fascia più colpita
L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, che risale a venerdì scorso, contava 8,96 casi per 1.000 assistiti (erano 7,91 una settimana prima). “L’incidenza più elevata – proseguiva il documento - si osserva come di consueto nella fascia di età 0-4 anni, con circa 29 casi per 1.000 assistiti. Da inizio stagione sono state colpite 2,69 milioni di persone”. Il Covid risulta diffuso soprattutto al di sopra dei 65 anni di età. Tra le reg…
L’ondata dell’influenza è già arrivata, con un mese di anticipo rispetto alla norma. La curva dei casi, che ha iniziato a salire con decisione da un paio di settimane, raggiungerà il picco probabilmente nel periodo delle feste. “Stiamo entrando nella fase più intensa della stagione. E’ proprio adesso che la prevenzione può fare la differenza nei bambini e, di riflesso, nelle famiglie e nelle scuole” spiega il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, che invita a vaccinare anche i bambini.
0-4 anni la fascia più colpita
L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, che risale a venerdì scorso, contava 8,96 casi per 1.000 assistiti (erano 7,91 una settimana prima). “L’incidenza più elevata – proseguiva il documento - si osserva come di consueto nella fascia di età 0-4 anni, con circa 29 casi per 1.000 assistiti. Da inizio stagione sono state colpite 2,69 milioni di persone”. Il Covid risulta diffuso soprattutto al di sopra dei 65 anni di età. Tra le regioni più colpite dall’influenza ci sono Sardegna (14,13 casi per mille assistiti), Abruzzo (10,41), Campania (9,68) e Piemonte (9,62).
L’anno scorso nell’intera stagione invernale 16 milioni di persone si sono ammalate di influenza o sindromi parainfluenzali, un terzo dei quali bambini o ragazzi al di sotto dei 18 anni. Quest’anno la classificazione dei casi è leggermente variata, quindi è impossibile fare confronti diretti, ma ci si attende una stagione molto intensa, come insegna l’esperienza vissuta nell’inverno australe e nei primi mesi autunnali in Asia, con diversi paesi colpiti da ondate intense già a ottobre.
Influenza in anticipo
L’ospedale pediatrico romano Bambino Gesù a fine ottobre aveva lanciato un preallarme, visto che i primi casi di infezioni respiratorie si erano presentati al pronto soccorso con un paio di settimane di anticipo rispetto alla norma. “Anche quest’anno saranno più di 5 milioni i bambini e i ragazzi colpiti dai virus respiratori stagionali” anticipano i pediatri dell’ospedale romano.
Vaccinare i più piccoli
“I bambini – prosegue la Sip (la Società Italiana di Pediatria) - hanno anche un ruolo rilevante nella circolazione dei virus nella comunità. Contenere i contagi in questa fascia di età permette sia di proteggere i piccoli sia di limitare la diffusione in famiglia e nei luoghi sociali”. Il consiglio della Società è vaccinare anche i più piccoli. “Il momento migliore è adesso: farlo nelle prossime settimane permette ai bambini di arrivare protetti al picco previsto tra fine dicembre e inizio gennaio. Rimandare aumenta invece la probabilità di ammalarsi proprio durante il picco stagionale” fa sapere Susanna Esposito, professoressa ordinaria di Pediatria, all'Università di Parma e responsabile del Tavolo tecnico Malattie infettive della Sip.
Il virus
Buona parte della circolazione oggi è sostenuta dal virus H3N2, che era stato molto attivo in Australia durante l’inverno dell’emisfero sud. E’ contenuto nel vaccino e non dà sintomi particolarmente gravi, ma ha la tendenza a mutare più rapidamente di altri ceppi. In Europa oggi è diffuso soprattutto il ceppo K, fa sapere l’Ecdc, l’Ente europeo per le malattie infettive. “In una stagione tipica in Europa si contano 50 milioni di casi sintomatici. Circa il 20% della popolazione contrae l’influenza ogni anno. Il numero di decessi varia fra i 15mila e i 70mila all’anno”.
“In confronto alle scorse stagioni – fa notare anche l’Ecdc – l’aumento dei casi d’influenza sta avvenendo particolarmente presto”. Un terzo dei casi in cui il virus viene isolato dai pazienti e sequenziato è causato proprio dal ceppo K di H3N2. “L’analisi filogenetica – spiega l’agenzia europea – mostra una divergenza significativa del clade K rispetto al ceppo del vaccino, ma non abbiamo dati sufficienti per poter valutare l’efficacia della vaccinazione nel mondo reale”. L’H3N2, spiega ancora l’ente europeo, “non è stato il virus dominante negli anni recenti. Questo potrebbe aver abbassato l’immunità. I paesi asiatici in cui la circolazione di questo ceppo è in fase calante non hanno comunque osservato sintomi più gravi del solito”.
Il virus respiratorio sinciziale
Oltre all’influenza, i pediatri italiani invitano a tenere in considerazione anche il virus respiratorio sinciziale. “La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per tutti i bambini, in particolare tra i 6 mesi e i 6 anni di età, e per quelli con condizioni croniche che aumentano il rischio di complicanze. Le famiglie possono rivolgersi al pediatra di libera scelta o ai centri vaccinali delle Asl per ricevere informazioni, prenotare la vaccinazione antinfluenzale e verificare l'eleggibilità alla somministrazione di nirsevimab”. Quest’ultimo è il farmaco indicato nella prevenzione del virus respiratorio sinciziale.