La vicenda giudiziaria legata alla tragedia del Natisone e alla morte di Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Casian Molnar avrà un percorso unico. Il tribunale di Udine ha infatti stabilito di accorpare i due procedimenti che riguardano le responsabilità dell’infermiere della Sores e dei tre vigili del fuoco coinvolti nelle operazioni di soccorso del 31 maggio scorso.
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La decisione
A prendere la decisione è stato il giudice Daniele Feleschini Bernaba, che ha spiegato come l’unificazione dei fascicoli sia necessaria per evitare ulteriori dilatazioni dei tempi processuali. La connessione tra i due procedimenti, ha osservato, rende più efficiente un’unica trattazione che verrà seguita direttamente da lui.
L’udienza e i presenti in aula
La seduta si è svolta nella mattinata di oggi, 2 dicembre. In aula erano presenti il procuratore capo Massimo Lia, la pm Letizia Puppa e i difensori dei quattro imputati: gli avvocati Stefano Buonocore e Alfonso Mangoni per i vigili del fuoco, e Maurizio Miculan per l’operatore della Sores. A sostenere i colleghi imputati è arrivata anche una cinquantina di pompieri in borghese, accompagnati dal comandante provinciale dei vigili del fuoco di Udine, Francesco Pilo.
La richiesta delle famiglie
Nel corso dell’udienza, l’avvocato Maurizio Stefanizzi — legale delle famiglie delle tre vittime — ha formalizzato la costituzione di parte civile e ha indicato come responsabili civili il ministero dell’Interno e l’Arcs, chiamati in causa per eventuali risarcimenti. Il giudice Feleschini Bernaba si è riservato di decidere sulle richieste avanzate e ha rinviato l’udienza al 18 dicembre. In quella data potrebbe finalmente aprirsi la fase dibattimentale del processo relativo alla tragedia del Natisone.