Famiglia nel bosco, la giudice Angrisano all’Anm: “Attacchi sconsiderati, bambini esposti”
di Corrado ZuninoROMA – La presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, colei che all’interno di un collegio di quattro giudici ha deciso l’allontanamento dei figli dai genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ieri, alla fine di un intervento all’Associazione nazionale magistrati abruzzese, ha detto: “Abbiamo cercato la collaborazione dei genitori affinché loro stessi riescano ad attuare i diritti dei minori. Se questa collaborazione viene, se la disponibilità a migliorare c'è, si cerca di trarre la via che è quella più vicina a quel diritto principale, universale, che è quello del bambino alla felicità, che prevederebbe il poter vivere serenamente con i suoi diritti garantiti all'interno della sua famiglia di origine”.
Un passaggio che sembra l’anticipazione di una sentenza: se i genitori migliorano (le condizioni di vita dei loro tre figli), si può rivedere l’ordinanza che ha tolto loro la potestà sui bambini e li ha allontanati in una struttura protetta.
Domani alle…
ROMA – La presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, colei che all’interno di un collegio di quattro giudici ha deciso l’allontanamento dei figli dai genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ieri, alla fine di un intervento all’Associazione nazionale magistrati abruzzese, ha detto: “Abbiamo cercato la collaborazione dei genitori affinché loro stessi riescano ad attuare i diritti dei minori. Se questa collaborazione viene, se la disponibilità a migliorare c'è, si cerca di trarre la via che è quella più vicina a quel diritto principale, universale, che è quello del bambino alla felicità, che prevederebbe il poter vivere serenamente con i suoi diritti garantiti all'interno della sua famiglia di origine”.
Un passaggio che sembra l’anticipazione di una sentenza: se i genitori migliorano (le condizioni di vita dei loro tre figli), si può rivedere l’ordinanza che ha tolto loro la potestà sui bambini e li ha allontanati in una struttura protetta.
Domani alle 15,30 si aprirà l’udienza del Tribunale dei minorenni sul caso “Travellion-Birmingham”, e padre e madre non ci saranno. Le udienze per decidere del futuro di minori sono aperte solo ai difensori delle parti, in questo caso gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, e ai tutori dei piccoli, in questo caso l’avvocata Maria Luisa Palladino e la curatrice speciale Marika Bolognese.
Oggi all’Aquila la giudice Angrisano, ricevendo la solidarietà diretta dei vertici dell’Anm, ha spiegato la “ratio” dell’intervento del 13 novembre scorso. “Sono qui per dire che noi come tutti i giudici, come tutti i tribunali, ci occupiamo di diritti. L'occhio con cui noi decidiamo questioni di diritto è quello di quei diritti che a tutti i minori sono garantiti a partire, se non vogliamo fare riferimento soltanto all'ordinamento nazionale, dalla Convenzione dell'Onu del 1989, che ha un articolo, il 29, che indica in modo estremamente chiaro i limiti della libertà educativa genitoriale nei confronti dei diritti dei loro figli".
Ha detto la giudice: "Noi abbiamo applicato delle regole giuridiche, contemperate, dopo aver fatto dei tentativi di un bilanciamento tra interessi e diritti sempre volto nell'ottica degli interessi del minore, quindi cercando la collaborazione dei genitori”. E qui il riferimento è andato alle opposizioni della coppia anglo-australiana nei confronti dell’assistente sociale chiamata ad occuparsi della famiglia. “Abbiamo uno strumentario e lo abbiamo utilizzato. Bene, male, lo dirà la Corte che ci valuterà in appello, lo diranno i successivi gradi".
“Minori esposti nella loro immagine”
Cecilia Angrisano, insieme al pubblico ministero Angela D'Egidio, è stata oggetto di reiterate minacce sui social nelle ultime due settimane. “"Non solo noi giudici siamo stati oggetto di attacchi più o meno sconsiderati. Non è stato mantenuto e garantito nemmeno il diritto alla riservatezza dei minori, che il nostro ordinamento riconosce. Quei bambini sono stati esposti nella loro immagine, nel loro nome, nel loro posto dove vivevano, in tutto quello che la legge prevede non si possa fare con un minorenne".
La giudice ha concluso: "Non amo fare dietrologie, ma ci sono state le manifestazioni chiare di collegamento con alcune idee, con tutto quello che fa presa sulla possibilità della gente di sentirsi coinvolta e di sostituire ai commenti sulla partita della Nazionale, quelli sulla famiglia degli altri. Questo livello però è stato volutamente, come dire, portato a emergere, da chi aveva forse un interesse a che accadesse. E questo inizia a preoccupare”.
La relazione: i bimbi stanno bene
Vi sono due nuove relazioni, nel fascicolo dedicato ai figli Utopia Rose, 8 anni, e ai gemelli Galorian e Blubell, di 6. Il primo è il rapporto della struttura protetta di Vasto dove i tre fratelli risiedono da giovedì 20 ottobre, giorno della resa pubblica dell’ordinanza di tribunale. La madre è presente al piano superiore e ha la possibilità di vederli per una mezz’ora ogni colazione, ogni pranzo e ogni cena. La relazione della responsabile della casa famiglia spiega che i tre bimbi stanno bene, mostrano un buon equilibrio e anche su un piano clinico sono in buona salute, come certificano le visite pediatriche.
"Nathan e Cate seguono le indicazioni”
Le indicazioni interne sono state rispettate dalla famiglia. Per esempio, è stato ulteriormente disciplinato l’incontro del padre Nathan con i figli. Può vederli due volte la settimana, il martedì e il giovedì, e si attiene scrupolosamente alle indicazioni, Né lui né la moglie, secondo l’ordinanza del Tribunale dei minorenni, in questo momento possono esercitare la potestà genitoriale, ne sono stati privati.
La relazione dei servizi sociali spiega, poi, che dopo una lunga fase oppositiva, ora i genitori collaborano. Molti dei problemi che si erano creati nei quattordici mesi che hanno seguito l’intossicazione da funghi dipendono anche dalla chiusura della famiglia nei confronti dei servizi, che ha portato mamma Cate, nel momento di massima conflittualità, a fuggire con loro in un comune vicino a Bologna.
Oltre all’appuntamento di domani, resta attivo il reclamo presentato alla Corte d’Appello dell’Aquila: l’udienza è in programma il 16 dicembre prossimo. Laddove dovesse esserci una decisione favorevole alla ricongiunzione dei figli da parte del Tribunale, quella scadenza sarebbe annullata.