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Famiglia nel bosco, la ristrutturazione è ferma. Non sono ancora state presentate le carte

(ansa)

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La messa a norma del “tugurio fatiscente” è uno dei punti centrali della difesa di Nathan e Cate, ma nel Comune di Palmoli la Scia non è ancora arrivata. Domani l’udienza del Tribunale dei minorenni
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ROMA – C'è un problema nella difesa della famiglia nel bosco, che domani mattina, al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, potrebbe essere sottolineato dai giudici. La ristrutturazione del casolare acquistato a Palmoli, nel Chietino, da Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, e definito dai carabinieri “un tugurio fatiscente”, non parte. È un elemento decisivo per la soluzione della storia familiare: la qualità del manufatto in pietra, al di là delle considerazioni erronee dei graduati della stazione locale, fa la differenza sulla buona crescita dei tre minori, Utopia Rose, 8 anni, e i gemelli Galoran e Blubell di 6, oggi affidati a una struttura protetta di Vasto.

Nathan Trevillion e Catherine Birmingham con i tre figli Utopia Rose, 8 anni, e i gemelli Galoran e Blubell di 6 

Le riparazioni e l’ampliamento

Nelle controdeduzioni consegnate venerdì scorso dagli avvocati Marco Femminella e Da…

ROMA – C'è un problema nella difesa della famiglia nel bosco, che domani mattina, al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, potrebbe essere sottolineato dai giudici. La ristrutturazione del casolare acquistato a Palmoli, nel Chietino, da Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, e definito dai carabinieri “un tugurio fatiscente”, non parte. È un elemento decisivo per la soluzione della storia familiare: la qualità del manufatto in pietra, al di là delle considerazioni erronee dei graduati della stazione locale, fa la differenza sulla buona crescita dei tre minori, Utopia Rose, 8 anni, e i gemelli Galoran e Blubell di 6, oggi affidati a una struttura protetta di Vasto.

Nathan Trevillion e Catherine Birmingham con i tre figli Utopia Rose, 8 anni, e i gemelli Galoran e Blubell di 6 

Le riparazioni e l’ampliamento

Nelle controdeduzioni consegnate venerdì scorso dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, è scritto che è stata presentata la Segnalazione certificata di inizio attività: “Le questioni igienico-sanitarie, oggetto di presentazione di Scia per la ristrutturazione, saranno superate, a breve, mediante interventi tecnici mirati”. Per i 30 metri quadrati più cantina in Contrada Mondola esiste un primo progetto esecutivo affidato al geometra Mirko Di Muzio, che prevede di allargare i volumi attraverso moduli di legno, operazione che consentirebbe di recuperare una seconda camera per i tre bambini e riportare all’interno un bagno a secco. Il progetto prevede la riparazione delle vistose crepe esistenti e il cambio degli infissi, che oggi non danno sufficiente riparo. Bene, nel reclamo avverso l’ordinanza di tribunale la nuova situazione abitativa rende, di fatto, “non più attuale l’esigenza di allontanare i minori”.

Il Sindaco: “Non c’è ancora la Scia”

Il cantiere per realizzare la “nuova situazione abitativa”, tuttavia, non si mette in moto. Non sono state presentate in comune neppure le carte necessarie all’avvio dei lavori, a partire dalla Scia. È lo stesso sindaco, Giuseppe Masciulli, a dire: "Non è stata consegnata alcuna pratica sulla ristrutturazione del casolare di Nathan e Catherine".

La famiglia fa sapere che a questo punto è diventato necessario un vero e proprio progetto di bioedilizia, che richiede più tempo. Nella questione ristrutturazione, peraltro, è intervenuta una seconda ditta edile, guidata dal geometra Simone Agostino, commerciante e titolare di un food truck. Il geometra ha spiegato, a sua volta, quali sarebbero le intenzioni della coppia anglo-australiana: “Ho visitato il casolare insieme all’idraulico”, ha detto, “Nathan ci ha chiesto una tettoia di legno da realizzare accanto al casolare e di organizzare, con più spazio a disposizione, due stanze, la cucina e il bagno. Questi interventi andranno fatti senza utilizzare materiali di plastica".

La casa di Palmoli offerta da un ristoratore alla coppia 

Serpentine intorno alla stufa e serbatoi a tetto

I lavori prevedono, ancora, una serpentina attorno ai tubi della stufa a legna esistente per poter avere l’acqua calda e, a tetto, un serbatoio per il recupero di acqua piovana. Il geometra, e l’idraulico, si sono detti pronti a lavorare gratuitamente.

Per ora, i documenti edili non sono pronti e domani c’è un’udienza decisiva. È ipotizzabile che alla presidente Cecilia Angrisano i difensori diranno che la questione igienico-sanitaria è stata comunque risolta dal momento in cui, sabato scorso, Nathan e Cate hanno detto sì all’ospitalità offerta dall’ex ristoratore Armando Carusi: “Nella nuova casa messa a disposizione i bambini potranno crescere in sicurezza”.

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