✕

Il femminicidio di Ancona, il marito va in carcere: “L’impiccagione solo una messinscena”

Sadjide Muslija 

Ascolta l'audio

È accusato di aver ucciso la moglie con calci, pugni ma anche ferite mortali provocate da un tubo in ferro adesso sotto esame
1 minuti di lettura

Una messinscena e non un tentativo di suicidio. Questo, secondo gli inquirenti, sarebbe successo ieri nel bosco a Matelica, nel maceratese, dove è stato catturato Nazif Muslija. L’uomo è accusato di avere commesso il femminicidio della moglie Sadjide Muslija, 49 anni, massacrandola con colpi sulla testa e sul corpo. Calci, pugni ma anche ferite mortali utilizzando un tubo in ferro adesso sotto esame.

La presunta impiccagione

L’impiccagione sventata ieri pomeriggio da un cacciatore sarebbe stato il tentativo estremo di Muslija per evitare il carcere. Sapeva di essere braccato dalle forze dell’ordine da almeno 30 ore, nei suoi confronti la procura di Ancona aveva spiccato un fermo di indiziato di delitto e un mandato di cattura internazionale. Tanto è vero che le sue condizioni non sono gravi, come era emerso in un primo momento, ed è già stato dimesso dall’ospedale. Si trova nel carcere di Montacuto in stato di fermo. “Sono stato io”, avrebbe detto alle strette ai carabinieri. Adesso …

Una messinscena e non un tentativo di suicidio. Questo, secondo gli inquirenti, sarebbe successo ieri nel bosco a Matelica, nel maceratese, dove è stato catturato Nazif Muslija. L’uomo è accusato di avere commesso il femminicidio della moglie Sadjide Muslija, 49 anni, massacrandola con colpi sulla testa e sul corpo. Calci, pugni ma anche ferite mortali utilizzando un tubo in ferro adesso sotto esame.

La presunta impiccagione

L’impiccagione sventata ieri pomeriggio da un cacciatore sarebbe stato il tentativo estremo di Muslija per evitare il carcere. Sapeva di essere braccato dalle forze dell’ordine da almeno 30 ore, nei suoi confronti la procura di Ancona aveva spiccato un fermo di indiziato di delitto e un mandato di cattura internazionale. Tanto è vero che le sue condizioni non sono gravi, come era emerso in un primo momento, ed è già stato dimesso dall’ospedale. Si trova nel carcere di Montacuto in stato di fermo. “Sono stato io”, avrebbe detto alle strette ai carabinieri. Adesso si attende l’interrogatorio di convalida del fermo.

Nazif Muslija 

I due episodi di violenza

Sadijde Muslija aveva riaccolto in casa, era l’estate appena trascorsa, il marito violento dopo due gravissimi episodi in cui lui l’aveva minacciata con un’ascia, sfondando prima il parabrezza della sua auto e poi la porta della loro camera da letto. Le aveva anche fratturato un dito durante un’aggressione. Lui aveva patteggiato una pena a un anno e dieci mesi, sospesa dalla condizione che frequentasse un corso per uomini maltrattanti. La moglie aveva ritirato la querela e lui a quel corso non è mai andato perché non c’erano posti nella struttura indicata dal tribunale.

Il tubo usato per uccidere

Secondo la procura, tra la notte di martedì e la mattina di mercoledì, avrebbe ucciso la moglie con ripetuti colpi alla testa e al torace, sferrati anche con un tubo innocente da cantiere. L’arma del delitto è stata trovata dagli investigatori durante il sopralluogo nella villetta: era appoggiata al muro che dà sul giardino, sporca di sangue.

Il figlio della coppia

Il figlio della coppia è arrivato ieri ad Ancona, abita in Svizzera da qualche anno. Si è chiuso nel silenzio della tragedia annunciata che gli è piombata addosso: era stato lui a chiedere alla mamma di raggiungerlo all’estero e di lasciare il padre. Ma Sadijde doveva finire di pagare il mutuo e ha accettato di rimanere con quell’uomo di cui diceva “è cambiato”.

Leggi i commenti