Il procuratore generale di Tripoli: “Almasri è in carcere, seguo personalmente il dossier”
di Alessia Candito“Osama Njeem Almasri è in carcere ed è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Tripoli Est”. A dieci giorni dal formale richiamo della Corte penale internazionale, che il 25 novembre scorso ha fatto sapere di non avere notizia ufficiale dell’arresto del generale libico, fermato in Libia il 5 novembre scorso, la conferma arriva dal procuratore generale di Tripoli al Sadiq Ahmed al Sour. Ma non attraverso canali istituzionali. L’alto magistrato ne ha parlato in esclusiva con il media libico, vicino ad ambienti di governo, Akhbar Libya24, smentendo categoricamente le voci circolate su una possibile fuga o rilascio dell’ex capo della Rada e della polizia giudiziaria, che la Corte penale internazionale avrebbe voluto in manette e che Roma ha liberato e riportato a casa su un aereo di Stato.
Nelle ultime settimane, da più parti sono filtrate indiscrezioni su colloqui in corso fra Abdulraouf Kara il leader della Rada, ex milizia al comando di Almasri, e il viceministro della Difesa di Tri…
“Osama Njeem Almasri è in carcere ed è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Tripoli Est”. A dieci giorni dal formale richiamo della Corte penale internazionale, che il 25 novembre scorso ha fatto sapere di non avere notizia ufficiale dell’arresto del generale libico, fermato in Libia il 5 novembre scorso, la conferma arriva dal procuratore generale di Tripoli al Sadiq Ahmed al Sour. Ma non attraverso canali istituzionali. L’alto magistrato ne ha parlato in esclusiva con il media libico, vicino ad ambienti di governo, Akhbar Libya24, smentendo categoricamente le voci circolate su una possibile fuga o rilascio dell’ex capo della Rada e della polizia giudiziaria, che la Corte penale internazionale avrebbe voluto in manette e che Roma ha liberato e riportato a casa su un aereo di Stato.
Nelle ultime settimane, da più parti sono filtrate indiscrezioni su colloqui in corso fra Abdulraouf Kara il leader della Rada, ex milizia al comando di Almasri, e il viceministro della Difesa di Tripoli, Abdul Salam Zubi, uomo di fiducia di Ankara, che da tempo fa sentire il suo peso e ruolo regionale anche in Tripolitania e ha mediato l’incontro. Sul piatto, non solo il controllo di asset strategici come l’aeroporto di Mitiga, storicamente in mano alla Rada, come di prigioni e centri di detenzione, che il governo Dbeibeh da mesi annuncia di voler riportare sotto il proprio controllo, ma anche il destino dell’ex comandante della Rada.
Un fronte su cui, almeno stando alle dichiarazioni del procuratore, nulla si sarebbe mosso. “Seguo personalmente il dossier”, ha assicurato il magistrato, che ha dichiarato di essere stato proprio lui a decidere l’arresto dell’ex comandante libico per torture e abusi contro i detenuti, che hanno provocato la morte di almeno una persona.
Il provvedimento – ha spiegato – sarebbe stato preso "sulla base di quanto emerso dall'interrogatorio dell'imputato e di prove sufficienti a disposizione”, senza però entrare in dettaglio. Sulla questione, le indagini sono ancora in corso, ha detto il procuratore, e sarebbero al vaglio anche le responsabilità di altri soggetti. Un modo per giustificare il mancato trasferimento alla Corte? Non è dato sapere. Almasri, ha assicurato, rimarrà in custodia fino al completamento delle indagini, per poi essere trasferito al tribunale competente. Ma anche in questo caso, il procuratore al Sadiq Ahmed al Sour si è ben guardato dallo specificare quale.