Dopo il clamoroso furto dei gioielli della Corona, le fragilità strutturali emerse in diverse ali dell’antico palazzo reale, il Louvre ha confermato un nuovo incidente all’interno del museo e si prepara ad affrontare le feste natalizie con la minaccia di uno sciopero a oltranza dei dipendenti. Una perdita nel sistema idraulico ha danneggiato tra i 300 e i 400 libri della Biblioteca delle Antichità Egizie, situata nell’ala Mollien. Come ha rivelato La Tribune de l’Art, si tratta di «riviste di egittologia» e «documenti scientifici» utilizzati dai ricercatori, per lo più volumi rilegati della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento.
«Nessun bene patrimoniale è stato danneggiato in modo irreparabile», ha precisato Fran…
Dopo il clamoroso furto dei gioielli della Corona, le fragilità strutturali emerse in diverse ali dell’antico palazzo reale, il Louvre ha confermato un nuovo incidente all’interno del museo e si prepara ad affrontare le feste natalizie con la minaccia di uno sciopero a oltranza dei dipendenti. Una perdita nel sistema idraulico ha danneggiato tra i 300 e i 400 libri della Biblioteca delle Antichità Egizie, situata nell’ala Mollien. Come ha rivelato La Tribune de l’Art, si tratta di «riviste di egittologia» e «documenti scientifici» utilizzati dai ricercatori, per lo più volumi rilegati della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento.
«Nessun bene patrimoniale è stato danneggiato in modo irreparabile», ha precisato Francis Steinbock, vicedirettore del Louvre, aggiungendo che i libri verranno asciugati, inviati ai laboratori di restauro e poi rimessi sugli scaffali. La perdita è stata causata dall’apertura di una valvola del sistema idraulico che alimenta gli impianti di riscaldamento e ventilazione della biblioteca e l’acqua è fuoriuscita da una tubazione del soffitto. Il sistema, ha spiegato il vicedirettore del museo, è «completamente obsoleto» ed era già previsto che fosse sostituito nell’ambito dei lavori programmati dopo l’estate.
Da lunedì il museo potrebbe restare chiuso per uno sciopero programmato in uno dei periodi più intensi per l’accoglienza di visitatori. La protesta è stata indetta dai sindacati per denunciare condizioni di lavoro insostenibili in un museo «sovraccarico e mal gestito», con carenze strutturali che dopo gli ultimi incidenti appaiono in tutta la loro gravità. I lavoratori del Louvre chiedono nuove assunzioni, aumenti salariali e una revisione delle priorità di spesa, contestando i «progetti faraonici» avviati di recente a fronte di una manutenzione giudicata insufficiente. Il preavviso, firmato da tre sigle sindacali e inviato al ministero della Cultura, minaccia di bloccare le attività del museo a oltranza «finché le richieste non saranno soddisfatte».
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Nel mirino c’è ancora una volta la direttrice Laurence des Cars, storica dell’arte, nominata nel 2021. Le critiche si sono moltiplicate dopo il furto del 19 ottobre, quando un commando è riuscito a portare via in pieno giorno otto gioielli imperiali. Subito dopo, un rapporto della Corte dei Conti ha rivelato ritardi cronici nella modernizzazione dei sistemi di sicurezza, con meno di un terzo delle sale dotate di telecamere. I magistrati hanno fatto emergere anni di insufficiente manutenzione dell’edificio, già soggetto a numerosi guasti. Des Cars ha ammesso le lacune nella sicurezza e offerto le dimissioni, respinte dalla ministra della Cultura, Rachida Dati.
La direttrice ha parlato della sua «delusione e sorpresa» nel constatare al suo arrivo, quattro anni fa, lo stato reale del museo rispetto alle attese, e da allora le difficoltà si sono accumulate. A metà novembre la direzione è stata costretta a decidere la chiusura della prestigiosa Galleria Campana, dopo un rapporto che segnalava la fragilità di alcune travi dell’ala Sully. Nel tentativo di rispondere all’emergenza, Des Cars ha annunciato l’installazione di 100 nuove telecamere esterne entro il 2026 e la valutazione di interventi urgenti sulle parti più degradate dell’edificio. Il governo insiste sulla necessità di una “nuova Rinascita” del museo, promettendo centinaia di milioni di investimenti. Ma i sindacati parlano di un museo ormai «al limite del collasso strutturale». A complicare la situazione c’è l’aumento del 45% del prezzo del biglietto per i visitatori extra-Ue previsto da metà gennaio per contribuire al finanziamento dei lavori di ristrutturazione. Una decisione criticata dagli stessi sindacati che la considerano un peso scaricato sul pubblico senza affrontare i problemi di fondo.