Prof. Rino Agostiniani, presidente della società italiana di pediatria, le convulsioni febbrili sono fenomeni preoccupanti?
“Nei bambini così piccoli sono generalmente convulsioni semplici e non hanno ripercussioni. Durano 2-3 minuti, so bene che per un genitore è un tempo interminabile, ma non c’è da allarmarsi. La soglia di preoccupazione è 15 minuti. Se durano di più si può fare un approfondimento diagnostico”.
Federica Pellegrini ha raccontato che la sua bambina non respirava più, gli occhi si erano ribaltati. Che succede?
“Diciamo così, è come se ci fosse un cortocircuito. Vengono alterati i funzionamenti delle attività cerebrali. Anche quelle motorie”.
Ma lei, vedendo sua figlia così, dice di aver perso anni di vita. Per i genitori è un’esperienza devastante
“Lo dice a me? Una volta una mamma è arrivata in pronto soccorso in vestaglia, di corsa, con il bambino in braccio. È normale la paura, sono momenti angoscianti. Vedere quelle reazioni nel proprio bambino provoca una forte ansia che comprendo e che ho visto, ma nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi e non c’è bisogno di alcun esame ulteriore”.
Neanche se succede, come in questo caso, tre volte in due anni?
“No. C’è bisogno di esami, approfondimenti per sintomi più lunghi e a breve distanza. Quando sono venute una volta non è normale che compaiano di nuovo”.
Sono frequenti?
“Interessano il 3-4 % dei bambini da 6 mesi a 5 anni. Dopo scompaiono da sole”.
Da cosa vengono provocate?
“La febbre è il fattore scatenante, anche se a volte arrivano prima le convulsioni, ma le due reazioni sono legate. Nella maggior parte dei casi, c’è una predisposizione genetica, una familiarità”.
Quando c’è da preoccuparsi?
“Come le dicevo il tempo, 15 minuti, è il fattore più importante da valutare. E non creiamo allarmi, non sono mai responsabili di malattie importanti. È vero il contrario, per esempio nel caso di meningite, ci possono essere convulsioni. Ma i sintomi sono più ampi”.