Tutti in graduatoria. Fino a esaurimento posti. Anche chi non ha ottenuto almeno un 18 in tutte e tre le prove per proseguire Medicina. Con un “ma”: gli studenti con una insufficienza dovranno seguire un breve corso e fare una prova di recupero dei crediti formativi mancanti tra gennaio e febbraio 2026.
È l’ipotesi più concreta a cui lavora il ministero dell’Università e della Ricerca per colmare tutti e 19.757 posti messi a bando negli atenei pubblici per gli aspiranti camici bianchi. Dopo i deludenti risultati del primo appello — 22-23% di promossi a Chimica e Biologia e 10-15% a Fisica — si è iniziato a studiare il sistema per non cadere nel paradosso di ritrovarsi banchi sguarniti dopo la rivoluzione berniniana che ha allargato le maglie dell’accesso a Medicina aumentando i posti, eliminando i quiz a crocette e posticipando la selezione al semestre filtro.
Semestre, appunto. È su questa tempistica che ha insistito martedì in Senato la ministra Anna Maria Bernini: «S…
Tutti in graduatoria. Fino a esaurimento posti. Anche chi non ha ottenuto almeno un 18 in tutte e tre le prove per proseguire Medicina. Con un “ma”: gli studenti con una insufficienza dovranno seguire un breve corso e fare una prova di recupero dei crediti formativi mancanti tra gennaio e febbraio 2026.
È l’ipotesi più concreta a cui lavora il ministero dell’Università e della Ricerca per colmare tutti e 19.757 posti messi a bando negli atenei pubblici per gli aspiranti camici bianchi. Dopo i deludenti risultati del primo appello — 22-23% di promossi a Chimica e Biologia e 10-15% a Fisica — si è iniziato a studiare il sistema per non cadere nel paradosso di ritrovarsi banchi sguarniti dopo la rivoluzione berniniana che ha allargato le maglie dell’accesso a Medicina aumentando i posti, eliminando i quiz a crocette e posticipando la selezione al semestre filtro.
Semestre, appunto. È su questa tempistica che ha insistito martedì in Senato la ministra Anna Maria Bernini: «Siamo a dicembre. Il semestre finisce a febbraio — ha ribadito — con l’eventuale recupero dei debiti formativi entro quella data».
Una frase sibillina che ha trovato però una spiegazione: in graduatoria finiranno comunque quasi 20mila studenti, tanti quanti i posti. In cima chi ha passato i tre esami e ha già tutti i crediti formativi. Più in basso, con voti decrescenti, chi ne ha superati due su tre. A scalare gli altri.
Ciascuno si vedrà assegnata una sede di studio ed è in quell’ateneo che chi non ha avuto almeno tre 18 dovrà recuperare il debito con un breve corso e una prova stavolta a livello locale.
Lo stesso meccanismo — per ora ipotetico — riguarda i corsi affini. Di modo che i ragazzi non perdano un anno. Il sistema va ancora affinato nei dettagli, anche per metterlo al riparo da ricorsi. Potrebbe però andare incontro alle preoccupazioni dei candidati, dopo la débacle del primo appello e in assenza di un exploit al secondo.
Anche ieri i ragazzi si sono trovati davanti quesiti che hanno definito «estremamente complessi», con una prova di Fisica giudicata «impossibile». Che l’esame non sarebbe stato più semplice il ministero lo aveva annunciato, raccontando di aver chiuso in una busta le prove prima dei risultati del primo turno.
Sui social e via chat l’ansia di non avercela fatta si è mischiata ai soliti screenshot con richieste d’aiuto per risolvere i quesiti, intere domande rilanciate in rete, pagine complete delle prove circolate a esami in corso. «Quello che è successo era prevedibile e annunciato — dichiara il Comitato Medicina Senza Filtri — Anche questa volta i furbetti sono entrati con i cellulari e hanno copiato senza difficoltà. È inaccettabile che un concorso nazionale che decide il futuro di migliaia di ragazzi si trasformi di nuovo in una gara falsata».
La protesta coinvolge anche l’Unione degli universitari che ieri ha manifestato davanti agli atenei e tornerà a farlo oggi a Roma: «A fronte delle rassicurazioni della ministra sulla presunta solidità del sistema, abbiamo avuto prova evidente del fatto che l’organizzazione del semestre filtro di Medicina è fallace e incapace di garantire condizioni realmente omogenee e trasparenti. Non può essere questa la risposta alla necessità di formare nuovi medici».
In migliaia intanto attendono ora il regalo di Natale, in realtà sudato seguendo lezioni in presenza e online e preparandosi alla prova: i risultati del secondo appello si sapranno il 23 dicembre. Il 12 gennaio uscirà la graduatoria nazionale. Tutti dentro, fino a esaurimento.