✕

Da Milano a Ancona ecco i migliori ospedali e il Sud resta indietro

Ascolta l'audio

Humanitas in testa. Agenas, agenzia sanitaria delle Regioni, avvierà controlli nelle strutture con almeno un indicatore che non va bene. Quest’anno sono due su dieci: quasi tutte in Campania e Sicilia
2 minuti di lettura

Resta il miglior ospedale di una sanità nazionale che continua a soffrire di uno spezzettamento inquietante. Con la mortalità a 30 giorni di chi è colpito dall’ictus che in certe strutture è del 2% e in altre del 20%. L’Humanitas di Rozzano, un privato convenzionato, è la realtà più solida in Italia, a dirlo sono i dati del Piano nazionale esiti (Pne) che Agenas, agenzia sanitaria delle Regioni, ha presentato ieri e che con le sue graduatorie è spesso foriero di polemiche. In generale sì, c’è un miglioramento della qualità dell’assistenza, anche se con variabilità, tra Nord e Sud ma anche tra eccellenze nei grandi centri urbani e scarsità di strutture in quelli minori.

Le strutture migliori????

Agenas usa un gran numero di indicatori: 218. Si valutano i risultati delle cure osservando la mortalità per ictus o infarto e dopo gli interventi chirurgici. Si studiano i volumi dell’attività oncologica e la capacità di operare rapidamente le fratture. Gli indicatori sono raccolti in grandi a…

Resta il miglior ospedale di una sanità nazionale che continua a soffrire di uno spezzettamento inquietante. Con la mortalità a 30 giorni di chi è colpito dall’ictus che in certe strutture è del 2% e in altre del 20%. L’Humanitas di Rozzano, un privato convenzionato, è la realtà più solida in Italia, a dirlo sono i dati del Piano nazionale esiti (Pne) che Agenas, agenzia sanitaria delle Regioni, ha presentato ieri e che con le sue graduatorie è spesso foriero di polemiche. In generale sì, c’è un miglioramento della qualità dell’assistenza, anche se con variabilità, tra Nord e Sud ma anche tra eccellenze nei grandi centri urbani e scarsità di strutture in quelli minori.

Le strutture migliori????

Agenas usa un gran numero di indicatori: 218. Si valutano i risultati delle cure osservando la mortalità per ictus o infarto e dopo gli interventi chirurgici. Si studiano i volumi dell’attività oncologica e la capacità di operare rapidamente le fratture. Gli indicatori sono raccolti in grandi aree (oncologica, respiratoria, cardiologica eccetera). Al risultato di ogni struttura in ciascuna area si assegna un colore. Dal verde scuro, che significa “molto alto”, al verde chiaro “alto”, e poi a seguire, in peggio, giallo, arancione e rosso. L’Humanitas su 7 aree ha ben 6 verdi scuri e un verde chiaro. L’ospedale di Mestre è valutato in 8 aree perché ha in più quella della maternità e prende 5 verdi scuri e 3 chiari. Terzo è il policlinico di Ancona, con 5 verdi scuri e 2 chiari. A parte l’ospedale veneto, che fa alcune attività in meno, le altre due realtà sono ai vertici da tempo. Vanno bene anche il Poliambulanza di Brescia e il piccolo ospedale di Pontedera (Pisa), con 4 verdi scuri e 3 chiari. Seguono Federico II di Napoli, Cittadella, Fidenza e così via. Gli ospedali di livello alto sono 15, tra questi pure Savigliano (Cuneo), piccola realtà con 2 aree verde scuro e 6 verde chiaro.

Gli audit in 2 ospedali su 10 ????

Agenas fa anche degli audit nelle strutture che hanno almeno un indicatore che non va bene. Quest’anno i “rimandati” sono quasi 2 ospedali su 10, cioè 197 strutture su 1.117. Sono soprattutto in Campania (51) e Sicilia (43). Zero in Valle d’Aosta, nella provincia di Trento e in Umbria.

Mortalità per infarto e ictus ???

Gli esiti della cura dei problemi cardiaci e neurologici di emergenza rivelano anche la capacità organizzativa, dal soccorso del paziente ai percorsi in ospedale. Ebbene, l’indicatore che calcola la mortalità a 30 giorni dall’infarto miocardico acuto, prevalentemente curato con l’angioplastica, va dallo 0,73% dell’ospedale di Guastalla (Reggio Emilia) al 20% dell’ospedale di Piedimonte Matese. Per l’ictus, sempre un mese dopo il ricovero, negli ospedali che fanno almeno 100 casi l’anno, si va dal 2,21% dell’ospedale di Cittadella (Padova), al 20,35% del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli).

Anziani e fratture al femore??

È fondamentale che le persone con fratture del femore — soprattutto anziani — vengano ricoverate e operate entro 48 ore, per evitare problemi di ripresa. Ebbene si va dal Pertini di Roma, che supera addirittura il 99% di interventi nei tempi, al policlinico Monserrato di Cagliari che raggiunge un misero 4,63%,

I grandi centri per i tumori?????

In sanità chi lavora tanto lavora meglio. I due tumori più diffusi sono quello della mammella, per le donne, e quello della prostata, per gli uomini. Agenas sottolinea che i cancri al seno trattati nelle strutture ad alto volume sono passati dal 72% del 2015 al 90% del 2024. Sono 168 le strutture che fanno più di 150 operazioni, però ben 70 ne fanno tra 2 e 10. Il record lo ha l’Istituto oncologico europeo di Milano con 2.662 interventi, seguito dal Gemelli di Roma (1.441). Anche per la prostata in 10 anni si è vista una crescita del lavoro nelle grandi strutture. In questo campo nessuno batte Careggi a Firenze (960 operazioni). Il Bellaria di Bologna è poco dietro, con 839.

Leggi i commenti