L’esito dei primi accertamenti autoptici su Diana Canevarolo modifica in modo significativo il quadro investigativo. Le lesioni riscontrate sul cranio della 49enne, trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Torri di Quartesolo, comune del vicentino, non risultano compatibili con una caduta accidentale. È quanto emerge dall’autopsia eseguita all’ospedale San Bortolo di Vicenza, che indirizza ora l’indagine verso l’ipotesi di un’aggressione violenta. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti, mentre l’indagine prosegue a 360 gradi per ricostruire quanto accaduto nella notte.
Il ritrovamento nel cortile di casa
La scoperta risale al 4 dicembre, poco dopo le cinque del mattino. Diana è stata trovata riversa a terra, in una pozza di sangue, dal compagno, 62 anni, nel cortile davanti la taverna della sua abitazione. Le ferite alla testa sono apparse da subito gravi e i sanitari del 118, chiamati proprio dal compagno della vittima, l’hanno trasferita d’urgenza…
L’esito dei primi accertamenti autoptici su Diana Canevarolo modifica in modo significativo il quadro investigativo. Le lesioni riscontrate sul cranio della 49enne, trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Torri di Quartesolo, comune del vicentino, non risultano compatibili con una caduta accidentale. È quanto emerge dall’autopsia eseguita all’ospedale San Bortolo di Vicenza, che indirizza ora l’indagine verso l’ipotesi di un’aggressione violenta. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti, mentre l’indagine prosegue a 360 gradi per ricostruire quanto accaduto nella notte.
Il ritrovamento nel cortile di casa
La scoperta risale al 4 dicembre, poco dopo le cinque del mattino. Diana è stata trovata riversa a terra, in una pozza di sangue, dal compagno, 62 anni, nel cortile davanti la taverna della sua abitazione. Le ferite alla testa sono apparse da subito gravi e i sanitari del 118, chiamati proprio dal compagno della vittima, l’hanno trasferita d’urgenza all’ospedale. Le sue condizioni sono sempre rimaste critiche.
Il ricovero e i giorni di agonia
La donna è stata ricoverata nel reparto di rianimazione del San Bortolo. Nonostante i tentativi dei medici, Diana non ha mai ripreso conoscenza. Dopo giorni di agonia, è stata dichiarata la morte cerebrale e, poco dopo, il decesso. Una fine che ha sconvolto la comunità di Torri di Quartesolo, ancora in attesa di una spiegazione chiara sulla dinamica dei fatti.
Le prime piste investigative
Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento, le ipotesi considerate dagli inquirenti erano diverse: una caduta accidentale, forse dopo un malore, un incidente domestico, un gesto violento. L’autopsia ha però spostato l’attenzione verso quest’ultima pista. Sul corpo sono state individuate altre lesioni compatibili con un’aggressione, elementi che rendono sempre meno plausibile la tesi della caduta. Altro elemento non sottovalutato: il sangue della donna ritrovato su una panchina a un metro e mezzo da dove è stato ritrovato il suo corpo.
Le testimonianze della famiglia
A fornire alcuni dettagli sul contesto è stato il figlio della donna, diciottenne, che ha raccontato come la madre fosse solita uscire di notte per fumare. Un’abitudine che potrebbe averla portata in cortile poco prima dell’aggressione. Il compagno ha riferito agli investigatori che la porta della taverna era aperta e che il letto «non presentava segni di utilizzo», ovvero che la donna non si era ancora coricata. La famiglia, sconvolta, ha chiesto a più riprese che venga fatta piena luce sulla vicenda. «Vogliamo la verità e giustizia», ha dichiarato il figlio, parlando del rapporto affettuoso con la madre e dell’incubo che stanno vivendo.
L’attività degli investigatori
La squadra mobile di Vicenza sta analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona e i dispositivi digitali della donna e dei familiari, nel tentativo di ricostruire movimenti e contatti nelle ore precedenti al ritrovamento. Gli inquirenti hanno ascoltato amici, vicini e conoscenti, pur mantenendo il massimo riserbo su quanto raccontato.
Il giallo sul movente
Il caso ha colpito profondamente la cittadina, considerata tranquilla e lontana da episodi di violenza. Il sindaco ha parlato di una «vicenda che lascia sgomenti» e ha espresso vicinanza alla famiglia. Nonostante i passi avanti compiuti grazie all’autopsia, il quadro della notte in cui Diana è stata ferita mortalmente resta incompleto. Gli investigatori stanno lavorando per capire chi possa aver incontrato la donna in cortile, cosa sia accaduto nei minuti precedenti al ritrovamento e quale possa essere stato il movente.
Il fascicolo per omicidio
Il fascicolo per omicidio, aperto alla luce dei risultati dell’esame autoptico, al momento è contro ignoti e segna l’inizio di una nuova fase dell’inchiesta. Una fase decisiva per tentare di dare risposta a tutte le domande ancora sospese.