Leone XIV: “A Natale evitiamo lo shopping dopante, invitiamo a cena chi è povero o solo”
di Iacopo ScaramuzziPer Natale bisognerebbe evitare lo “shopping dopante”: lo scrive papa Leone XIV che esorta i fedeli a invitare alla cena della Vigilia “una famiglia di poveri, oppure anche solo una persona che vive una situazione difficile, che è sola”.
“Piccolezza e solidarietà”
“In occasione del Natale”, scrive Robert Francis Prevost rispondendo alla lettera di un lettore della rivista Piazza San Pietro diretta da padre Enzo Fortunato, “creiamo la possibilità per proporre esempi di bene, di speranza e di libertà, offriamo quei benefici spirituali in grado di evitare quello shopping dopante che”, prosegue il Papa, “rischia di affermarsi durante le festività, quando gli acquisti non sono veramente orientati alla ricerca del vero e del bello ma sono strumentali solo alle nostre voglie. Cerchiamo un senso di bellezza autentica anche nella proposta dei regali di Natale, un senso che ci richiami al significato della nascita di Gesù, ispirandoci alla sua piccolezza, all’umiltà e alla solidarietà. E allora…
Per Natale bisognerebbe evitare lo “shopping dopante”: lo scrive papa Leone XIV che esorta i fedeli a invitare alla cena della Vigilia “una famiglia di poveri, oppure anche solo una persona che vive una situazione difficile, che è sola”.
“Piccolezza e solidarietà”
“In occasione del Natale”, scrive Robert Francis Prevost rispondendo alla lettera di un lettore della rivista Piazza San Pietro diretta da padre Enzo Fortunato, “creiamo la possibilità per proporre esempi di bene, di speranza e di libertà, offriamo quei benefici spirituali in grado di evitare quello shopping dopante che”, prosegue il Papa, “rischia di affermarsi durante le festività, quando gli acquisti non sono veramente orientati alla ricerca del vero e del bello ma sono strumentali solo alle nostre voglie. Cerchiamo un senso di bellezza autentica anche nella proposta dei regali di Natale, un senso che ci richiami al significato della nascita di Gesù, ispirandoci alla sua piccolezza, all’umiltà e alla solidarietà. E allora, quale regalo più bello può esserci”, continua Leone XIV, “di aprire le nostre abitazioni, nei giorni del Natale, per accogliere le povertà, tutte le povertà, anche quelle esistenziali ed educative. Invitiamo alla cena di Natale una famiglia di poveri, oppure anche solo una persona che vive una situazione difficile, che è sola. In questo Natale, ma non solo, perché Natale – lo sappiamo – non è solo un giorno, la questione dei poveri si presenta in tutta la sua urgenza, come ho avuto modo di spiegare nell’esortazione apostolica Dilexi te”.
Un’economia che uccide
“Ora più che mai”, scrive ancora il Pontefice nato a Chicago, “è necessario ascoltare il grido dei poveri, il grido della terra. Ora più che mai è doveroso continuare a denunciare la ‘dittatura di un’economia che uccide’. E ‘sebbene non manchino diverse teorie che tentano di giustificare lo stato attuale delle cose, o di spiegare che la razionalità economica esige da noi di aspettare che le forze invisibili del mercato risolvano tutto, la dignità di ogni persona umana dev’essere rispettata adesso, non domani, e la situazione di miseria di tante persone a cui viene negata questa dignità dev’essere un richiamo costante per la nostra coscienza’”.