Allarme del governo sulla cannabis light: “Al suo interno una componente letale”
di Romina MarcecaL’allarme arriva di domenica pomeriggio dal sistema nazionale di allerta rapida per le droghe del dipartimento Antidroga di Palazzo Chigi. Nella cannabis light è stato trovato «un pericoloso cannabinoide sintetico denominato Mdmb-pinaca». L’allerta, pubblicata sul sito del governo, è stata diffusa ai centri collaborativi del sistema per «un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi» e ai consumatori di cannabis light si ricorda «in caso di sospetta intossicazione ed effetti avversi» che «è operativo h 24 il centro antiveleni di Pavia». Salta sulla sedia Riccardo Magi, il segretario di +Europa: «Devono dimostrare che il divieto di vendita e produzione della cannabis light inserito nel dl sicurezza sia necessario per la salute dei cittadini proprio mentre è stato portato alla Consulta l’articolo 18 che contiene il divieto. È propaganda, è come mettere insieme le pere con le mele».
Si tratta del primo caso in Italia in cui è stata trovata una componente letale dentro la cannabis a basso…
L’allarme arriva di domenica pomeriggio dal sistema nazionale di allerta rapida per le droghe del dipartimento Antidroga di Palazzo Chigi. Nella cannabis light è stato trovato «un pericoloso cannabinoide sintetico denominato Mdmb-pinaca». L’allerta, pubblicata sul sito del governo, è stata diffusa ai centri collaborativi del sistema per «un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi» e ai consumatori di cannabis light si ricorda «in caso di sospetta intossicazione ed effetti avversi» che «è operativo h 24 il centro antiveleni di Pavia». Salta sulla sedia Riccardo Magi, il segretario di +Europa: «Devono dimostrare che il divieto di vendita e produzione della cannabis light inserito nel dl sicurezza sia necessario per la salute dei cittadini proprio mentre è stato portato alla Consulta l’articolo 18 che contiene il divieto. È propaganda, è come mettere insieme le pere con le mele».
Si tratta del primo caso in Italia in cui è stata trovata una componente letale dentro la cannabis a basso contenuto di Thc, appunto la cannabis light. «L’Mdmb-pinaca, la cui potenza è molto superiore a quella del Thc, causa effetti imprevedibili, pericolosi, gravi e letali tra cui confusione, allucinazioni, vomito, perdita di coscienza e sedazione profonda. Può essere presente in infiorescenze, resine o prodotti venduti come cannabis "light" e non è possibile riconoscerne la presenza a vista – viene sottolineato nella nota - In Europa sono già stati segnalati casi di intossicazione grave e letale e, di recente, un decesso per suicidio avvenuto in Italia — afferma il dipartimento — è stato collegato al consumo di prodotti contenenti questa sostanza».
Il caso a cui fa riferimento Palazzo Chigi è quello accaduto lo scorso 28 novembre a Milano. Un ragazzo di 23 anni, uno studente, è caduto dal balcone di un b&b dove alloggiava col fratello. Che ha raccontato che il giovane è entrato in uno stato confusionale dopo aver fumato della marijuana light acquistata in un negozio a Firenze. Nello shop fiorentino, che vende cannabis a basso contenuto di Thc, sono intervenuti gli agenti della questura di Firenze. I poliziotti hanno sequestrato una decina di chili di cannabis light. Le analisi sui reperti trovati nella stanza e sulla sostanza sequestrata hanno rilevato tracce di Mdmb-pinaca. Il titolare del negozio ha spiegato di aver acquistato la sostanza in una fiera a Praga, in Repubblica Ceca.
«Qualcuno quel cannabinoide lo ha aggiunto, perché non è in natura, per dare degli effetti più potenti — spiega Carlo Alessandro Locatelli, direttore del Centro antiveleni di Pavia — Già è stato trovato nel sangue di altre persone morte e che non hanno consumato necessariamente cannabis light, proprio in Repubblica Ceca. In Italia è stato individuato anche in altre sostanze».
La Mdmb-pinaca non è quindi un nuovo cannabinoide sintetico ma è già conosciuto nei laboratori. Aggiunge Riccardo Magi: «Per definizione la cannabis light non ha effetto drogante. Questo episodio ci dice una sola cosa. È proprio la mancanza di qualsiasi regolamentazione che rende il mercato fuori controllo»