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Perché Radio Popolare è ancora viva e lotta insieme a noi

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I 50 anni della storica emittente che intercettava lo spirito di chi la ascoltava, ne rifletteva le idee e le contraddizioni
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Quando si voleva trovare la frequenza di Radio Popolare, in tempi non digitali, c’era un metodo molto semplice: far muovere la barra di sintonizzazione finché non trovavi una voce che cantava “Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo”. Era quella di Francesco De Gregori. Il disco era Rimmel, uscito nel gennaio del 1975, Radio Popolare nasce poco dopo, il 24 dicembre 1975. Oggi entrambi festeggiano i rispettivi compleanni.

Radio Popolare passava spesso Pablo perché non era solo una canzone ma una dichiarazione tra il politico e l’esistenziale. E questo è anche, in qualche modo, il segreto per cui “Radio Pop”, a distanza di 50 anni, continua a vivere e lottare insieme a noi: non è mai stata solo una radio ma qualcosa che intercettava lo spirito di chi la ascoltava, ne rifletteva le idee e le contraddizioni.

La sua trasmissione più famosa era il Microfono Aperto che dava la possibilità a tutti gli ascoltatori (litigiosissimi) di dire quello che volevano in uno straordinario e mirabile esemp…

Quando si voleva trovare la frequenza di Radio Popolare, in tempi non digitali, c’era un metodo molto semplice: far muovere la barra di sintonizzazione finché non trovavi una voce che cantava “Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo”. Era quella di Francesco De Gregori. Il disco era Rimmel, uscito nel gennaio del 1975, Radio Popolare nasce poco dopo, il 24 dicembre 1975. Oggi entrambi festeggiano i rispettivi compleanni.

Radio Popolare passava spesso Pablo perché non era solo una canzone ma una dichiarazione tra il politico e l’esistenziale. E questo è anche, in qualche modo, il segreto per cui “Radio Pop”, a distanza di 50 anni, continua a vivere e lottare insieme a noi: non è mai stata solo una radio ma qualcosa che intercettava lo spirito di chi la ascoltava, ne rifletteva le idee e le contraddizioni.

La sua trasmissione più famosa era il Microfono Aperto che dava la possibilità a tutti gli ascoltatori (litigiosissimi) di dire quello che volevano in uno straordinario e mirabile esempio di democrazia. C’era un bisogno feroce di raccontarsi fuori dalle voci ufficiali, ma non c’era solo la politica: “popolare” era una parola semplice e radicale insieme, per cui lì sono nate la Gialappa’s, Borderline, Piovono pietre ma anche la Rubrica giovani che dava la parola alle occupazioni di licei e università, il Notiziario sindacale e Metroregione sui quartieri e sul lavoro fino a Passatel con gli annunci in diretta. Sempre popolare insomma, nell’impegno come nel divertimento. E poi di notte, la musica. Dai cantautori al punk, dal prog al reggae: un filo invisibile che è riuscito a legare le generazioni. Ecco perché Pablo è ancora vivo.

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