✕

Radio Popolare, Massimo Cirri: “La lezione è il grande senso di comunità”

Ascolta l'audio

Si festeggiano i 50 anni dell’emittente in cui si sono formati giornalisti, artisti, comici e attivisti, tra cui il conduttore di Caterpillar
1 minuti di lettura

Massimo Cirri, psicologo e da 29 anni conduttore di Caterpillar, trasmissione cult di Radio 2, a Radio Popolare è arrivato nell’84, a 24 anni, dove con Sergio Ferrentino inventò “Borderline”. Che diventò nell’87 anche “Border Trophy”, «una caccia al tesoro nella giungla urbana di Milano”, una presa in giro del Camel Trophy con 300 equipaggi e migliaia di milanesi coinvolti per un giorno e una notte.

Che ricordi ha di quella stagione?

«L’ironia e il senso di comunità che mi salvò la vita. Arrivavo dalla Toscana in questa città di socialisti rampanti e sopravvissi solo trovando questo gruppo di persone simpatiche, ironiche, intelligenti, partecipando a una dimensione collettiva. Essere pagati per fare la ricreazione è stato molto bello».

Quanti anni ha fatto lì dentro?

«Fino al ’96. Dopo andai a Radio Rai, dove inventammo Caterpillar. Dall’esperienza precedente ho importato l’idea di radio comunitaria, dalla quale sono gemmate tante iniziative, anche la campagna “Mi illumino di me…

Massimo Cirri, psicologo e da 29 anni conduttore di Caterpillar, trasmissione cult di Radio 2, a Radio Popolare è arrivato nell’84, a 24 anni, dove con Sergio Ferrentino inventò “Borderline”. Che diventò nell’87 anche “Border Trophy”, «una caccia al tesoro nella giungla urbana di Milano”, una presa in giro del Camel Trophy con 300 equipaggi e migliaia di milanesi coinvolti per un giorno e una notte.

Che ricordi ha di quella stagione?

«L’ironia e il senso di comunità che mi salvò la vita. Arrivavo dalla Toscana in questa città di socialisti rampanti e sopravvissi solo trovando questo gruppo di persone simpatiche, ironiche, intelligenti, partecipando a una dimensione collettiva. Essere pagati per fare la ricreazione è stato molto bello».

Quanti anni ha fatto lì dentro?

«Fino al ’96. Dopo andai a Radio Rai, dove inventammo Caterpillar. Dall’esperienza precedente ho importato l’idea di radio comunitaria, dalla quale sono gemmate tante iniziative, anche la campagna “Mi illumino di meno”».

Cosa ha imparato a Radiopop?

«A non prendermi troppo sul serio. Sono stati anni molto divertenti della vita, nei quali ho capito come mettere insieme le cose, mischiando l’alto e il basso, i fatti veri, quelli desiderati, la loro rappresentazione».

Qualche ricordo mitico di quegli anni?

«Difficile scegliere perché gli avvenimenti erano continui e tutti in diretta. Ricordo con molta impressione quando andammo in onda mentre cominciavano i bombardamenti su Baghdad nella prima guerra del Golfo. È stata una stagione unica».

Leggi i commenti